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  • lunedì 12 settembre 2016

La grande manifestazione in Catalogna

Le foto dell'affollatissima marcia indipendentista di domenica a Barcellona e in altre città

Barcellona, 11 settembre 2016 (PAU BARRENA/AFP/Getty Images)

Domenica 11 settembre centinaia di migliaia di catalani si sono riuniti nelle principali strade di Barcellona e in altre città della Catalogna, comunità autonoma nord-orientale della Spagna, in occasione delle celebrazioni della “Diada”, la giornata nazionale in cui si commemora un episodio della Guerra di successione spagnola del 1714. C’erano bandiere, striscioni e magliette con i colori della bandiera catalana (il giallo e il rosso); e insieme ai tradizionali festeggiamenti della “Diada”, come avviene ormai da qualche anno, si è manifestato anche a sostegno dell’indipendenza della Catalogna dalla Spagna.

I giornali, citando fonti di polizia, parlano di 800 mila persone presenti in totale: più di mezzo milione solo a Barcellona, 135 mila a Salt, in provincia di Girona, 60 mila a Berga, 45 mila a Tarragona e fra i 25 mila e i 30 mila a Lleida. La manifestazione di quest’anno sarebbe stata quindi meno partecipata rispetto a quella del 2015, quando a Barcellona c’erano 1 milione e 400 mila persone: ma El País ha scritto un articolo dicendo che circolano cifre superiori alle 800 mila comunicate dalla polizia e che fare i calcoli è complicato, visto che ci sono state manifestazioni in varie città e che i numeri sono sempre diversi a seconda degli interessi di chi li comunica.

Il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha partecipato alle celebrazioni. Puigdemont è a favore dell’indipendenza e si sottoporrà a un voto di fiducia il prossimo 28 settembre per rafforzare la propria posizione: le due principali formazioni che compongono la maggioranza al Parlamento catalano si erano infatti divise lo scorso giugno sull’approvazione della legge di bilancio. Poi a fine luglio avevano votato insieme un documento che prevede la secessione della Catalogna dalla Spagna entro il 2017. Una risoluzione simile, con l’obiettivo di avviare formalmente il processo di indipendenza, era già stata votata nel novembre del 2015 dal Parlamento regionale appena eletto. Qualche giorno dopo, però, la Corte Costituzionale spagnola aveva accolto il ricorso del governo del primo ministro spagnolo Mariano Rajoy, aveva sospeso la risoluzione e aveva avvertito che i membri del governo catalano non avrebbero dovuto partecipare in futuro a qualsiasi altro tipo di iniziativa che ignorasse tale decisione. L’atto del Parlamento catalano è stato definito di “disubbidienza” e non è chiaro cosa succederà ora.

Il 9 novembre del 2014 si era svolto in Catalogna un referendum “informale” e circa l’80 per cento dei votanti si era espresso a favore dell’indipendenza dalla Spagna. Gli organizzatori della consultazione avevano detto che avevano partecipato circa due milioni di persone, con un’affluenza stimata al 35,9 per cento. Era stata una votazione simbolica, senza nessuna conseguenza pratica, perché non era stata riconosciuta né dal governo spagnolo né dalla Corte Costituzionale.

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