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  • Scienza
  • mercoledì 20 luglio 2016

La prima metà del 2016 è stata la più calda mai registrata

Ma il dato davvero preoccupante è l'andamento delle temperature degli ultimi 10 anni e la riduzione della calotta glaciale al Polo Nord, dice la NASA

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La prima metà del 2016 è stata la più calda mai registrata dal 1880, anno in cui si iniziò a tenere traccia dell’andamento della temperatura del pianeta in modo più sistematico. Inoltre, tutti i mesi da gennaio a giugno sono stati rispettivamente i più caldi mai registrati, segnalano i ricercatori del Goddard Institute for Space Studies (GISS) della NASA. La temperatura media nella prima metà dell’anno è stata di 1,3 °C più alta rispetto a quella rilevata alla fine dell’Ottocento, con picchi ben al di sopra di questa media in viarie parti del mondo.

Gli effetti delle temperature più alte si sono fatti sentire, per esempio, sul Mar Glaciale Artico, il mare che si trova nella regione del Polo Nord e che ha la sua superficie perennemente ghiacciata nella sua parte centrale. Dalle osservazioni satellitari e dai dati raccolti in questi mesi, la NASA ha rilevato che nella prima metà del 2016 per 5 mesi su 6 sono stati registrati record per la minore estensione della calotta ghiacciata del Mar Glaciale Artico. Il punto di riferimento in questo caso sono le prime misurazioni satellitari, che furono avviate nel 1979. Ha fatto eccezione, ma di poco, il mese di marzo. In media, nella stagione calda, la calotta di ghiaccio copre un’area del 40 per cento più piccola rispetto a quella tra la fine degli anni Settanta e i primi Novanta.

2016temperature

I dati sulla prima metà del 2016 sono piuttosto impressionanti, ma i ricercatori spiegano che devono essere inseriti in una prospettiva più ampia, che tenga conto dell’andamento della temperatura negli ultimi 10 anni, soprattutto per valutare gli effetti del riscaldamento globale. Le rilevazioni sull’ultimo decennio sono definite preoccupanti dai ricercatori: sia la temperatura sia le dimensioni della calotta glaciale hanno continuato a cambiare, a causa della maggiore concentrazione di gas serra (come l’anidride carbonica) nell’atmosfera, che impedisce alla Terra di disperdere parte del calore accumulato. Da anni la stragrande maggioranza dei ricercatori ha concluso che l’aumentata concentrazione di CO2 nell’atmosfera è responsabilità dell’attività umana, su cui è necessario intervenire.

Il 2015 è stato l’anno più caldo mai registrato, in parte a causa del Niño nelle aree tropicali dell’oceano Pacifico durante l’inverno, che ha portato a temperature più alte dallo scorso ottobre in poi. Ma il trend arriva da molto più lontano e conferma l’innalzamento della temperatura a un ritmo sostenuto. Anche nel 1998 El Niño contribuì a un temporaneo aumento delle temperature, ma i ricercatori spiegano che per quanto riguarda gli ultimi mesi le cause sono più articolate e riflettono il processo globale di riscaldamento.

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