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  • Mercoledì 6 luglio 2016

10 libri per chi ha nostalgia di New York

Scelti dal Guardian tra i tantissimi ambientati nella città in cui alcuni di voi andranno in vacanza e molti altri ci vorrebbero andare

New York è una delle città più rappresentate nella storia del cinema, se non quella più rappresentata in assoluto. Nella narrativa se la gioca probabilmente con Parigi e Londra, e come queste città finisce inevitabilmente per diventare protagonista delle storie che vi sono ambientate. Il Guardian ha messo insieme una lista di dieci libri ambientati a New York, che “ha una presenza potente e mitica a tal punto da aver generato interi generi e sottogeneri”: ci sono le storie degli immigrati arrivati dall’Europa, quelle dei provinciali che dal Texas o dall’Oklahoma arrivano nella grande città, quelle sulla finanza e gli eccessi, quelle dell’infanzia e delle storie d’amore, spesso molto nostalgiche.
Nella selezione del Guardian – fatta dallo scrittore Francis Spufford – ci sono nove romanzi e una raccolta di racconti; due libri sono stati scritti negli anni Venti, uno è del 1932, uno del 1956, mentre gli altri sono molto più recenti.

Il grande Gatsby (1925) di Francis Scott Fitzgerald
Il più famoso romanzo di Fitzgerald (se non lo avete letto, forse avete visto il film del 2013 di Baz Luhrmann con Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire e Carey Mulligan) è ambientato quasi tutto a Long Island, e non nei quartieri di Brooklyn e Queens (che in senso stretto fanno parte dell’isola), ma nelle contee di Suffolk e Nassau, note per essere uno dei posti degli Stati Uniti dove vivono persone molto ricche. Gli Hamptons, ad esempio, fanno parte della contea di Suffolk.
A un certo punto del libro il narratore, Nick Carraway, dice di New York: «La città vista dal Queensboro Bridge è sempre la città vista per la prima volta, nella sua prima promessa selvaggia di tutto il mistero e la bellezza nel mondo».
Alcune scene del romanzo comunque hanno luogo a Manhattan. Una in particolare è ambientata in una suite del famoso Hotel Plaza: è quella dove discutono, in un caldo pomeriggio d’estate, il protagonista Jay Gatsby, Daisy, la donna di cui è innamorato, e il marito di lei, Tom Buchanan.
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L’età dell’innocenza (1921) di Edith Wharton
Il romanzo è ambientato nella Manhattan negli anni Settanta dell’Ottocento. I personaggi vengono dalle famiglie dell’alta società e il protagonista è Newland Archer, un giovane e brillante avvocato. Archer si innamora di Ellen Olenska, che è sposata e separata, anche se è fidanzato con sua cugina, May Welland. È un romanzo spiritoso e brillante, grazie al quale Edith Wharton (1962-1937) divenne la prima donna a vincere un Premio Pulitzer.
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Le avventure di Kavalier e Clay (2000) di Michael Chabon
Anche questo romanzo ha vinto il Premio Pulitzer per la narrativa. È ambientato nella New York degli anni Trenta e Quaranta, cioè nel periodo in cui negli Stati Uniti nascevano i fumetti dei supereroi, la cosiddetta “Golden Age“. I protagonisti del libro sono l’artista cecoslovacco Josef Kavalier e lo scrittore americano Sam Clay, che inventano la serie a fumetti L’Escapista; alcuni degli episodi che accadono ai protagonisti nel romanzo sono ispirati a eventi reali riguardanti famosi fumettisti di quel periodo, come Stan Lee e Jack Kirby.
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Bulli e pupe (1932) di Damon Runyon
In questa raccolta di racconti, Runyon (1880-1946) racconta la Broadway – cioè la zona dei teatri e dei musical che prende il nome dall’unica strada di Manhattan non perpendicolare o parallela alle altre – dei giocatori d’azzardo e dei gangster della prima metà del Novecento. In uno si legge: «Se avessi tutte le lacrime versate su Broadway dai ragazzi innamorati, avrei abbastanza acqua salata per fare un nuovo oceano che competa con l’Atlantico e il Pacifico, e ne avanzerebbe abbastanza per mandare in rovina anche il Gran Lago Salato».
Dal più famoso racconto della raccolta, quello che dà il titolo al libro, è stato tratto l’omonimo film del 1955 con Marlon Brando, Jean Simmons, Frank Sinatra e Vivian Blaine.
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La resa dei conti (1956) di Saul Bellow
Il protagonista di questo romanzo, un attore fallito di circa quarant’anni di nome Tommy Wilhelm, è uno sconfitto. La storia dura il tempo di una giornata estiva, in cui Wilhelm si confronta con la figura del proprio padre – un uomo ricco e anziano che vive in una casa di riposo dell’Upper West Side – e quella di sua moglie. In questo libro New York appare come un raduno di persone «di ogni età, di ogni talento, che possiede ogni segreto umano, antico e futuro».
Saul Bellow (1915-2005) vinse il Premio Nobel per la letteratura nel 1976.
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Il genio e il golem (2013) di Helene Wecker
Secondo Francis Spufford, Il genio e il golem è il miglior romanzo che parli di magia ambientato a New York – lo preferisce al più famoso di Storia d’inverno di Mark Helprin. È ambientato nella New York di inizio Novecento e racconta la storia di un immigrato che si trova ad avere a che fare con due creature mitologiche: una donna fatta di argilla (ispirata alla leggenda ebraica del golem) e un uomo di fuoco (ispirato ai genii della mitologia araba). Il quartiere di New York in cui avviene la maggior parte delle vicende è il Lower East Side, a Manhattan.
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I figli dell’imperatore (2006) di Claire Messud
I figli dell’imperatore è ambientato nei mesi prima e dopo l’11 settembre 2001 e parla di una ricca famiglia di New York. L’imperatore del titolo è il giornalista di mezza età Murray Thwaite, i personaggi principali sono sua figlia Marina, che a trent’anni vive ancora con i genitori e cerca inutilmente di scrivere un libro sulla moda per bambini, e i suoi amici Danielle, che fa la produttrice televisiva, e Julius, un critico omosessuale che si innamora di un pericoloso personaggio di Wall Street. In Italia è stato pubblicato da Mondadori.
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La fortezza della solitudine (2003) di Jonathan Lethem
È un romanzo di formazione che racconta l’amicizia tra due ragazzini di Brooklyn, uno nero e uno bianco, nella New York tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Parla anche di graffiti, fumetti e droga. Negli anni in cui è ambientato, Brooklyn era un quartiere abitato soprattutto da afroamericani e i genitori di Dylan Ebdus, il ragazzino bianco, si sono trasferiti lì perché sono hippie e vogliono dimostrare che possono convivere con i neri. Il romanzo ha anche una parte surreale: a un certo punto i protagonisti trovano un anello magico che permette di volare. Il titolo del libro è ispirato al fumetto di Superman: la fortezza della solitudine infatti è il suo rifugio nei ghiacci dell’Artide.
In Italia è stato pubblicato dal Saggiatore.
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Atti casuali di violenza insensata (1993) di Jack Womack
È un romanzo distopico ambientato in un futuro vicino, scritto come il diario di una ragazzina di dodici anni, Lola Hart, la cui famiglia è costretta a trasferirsi in un malandato edificio di Harlem. La vita della protagonista, abituata alla vita nelle scuole private per persone benestanti, cambia totalmente e lei diventa una specie di teppista in una città che non è più governata da nessuno.
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Il tempo è un bastardo (2010) di Jennifer Egan
Sembra una raccolta di racconti – cambiano protagonisti, narratori, tempo della narrazione – ma Il tempo è un bastardo (il cui titolo originale è A Visit from the Goon Squad) è un romanzo. La storia inizia a San Francisco alla fine degli anni Settanta, ma poi si sposta a New York e finisce in un futuro prossimo in cui il cambiamento climatico ha trasformato molto gli Stati Uniti. Parla dell’industria discografica, ma non solo, e ha vinto il Pulitzer nel 2011.
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