Tutto sull’ultimo episodio di “Game of Thrones”

Le cose che vi siete chiesti e quelle che non sapete di volere sapere, che poi per un anno basta

L’ultimo episodio della sesta stagione di Game of Thrones è andato in onda domenica 26 giugno negli Stati Uniti, e in contemporanea in Italia su Sky Atlantic. È stato un episodio più lungo del solito (durava 69 minuti) e sono successe un sacco di cose: molti personaggi sono morti, e molte linee narrative hanno avuto una svolta decisiva. Insieme al penultimo episodio, quello della battaglia tra Jon Snow e Ramsay Bolton, l’episodio di domenica – intitolato The Winds of Winter – è stato il più apprezzato di tutta la serie su IMDb, il sito che raccoglie le recensioni degli utenti: ha 10 stelle su 10. Abbiamo raccolto alcune cose che vorrete sapere dopo averlo visto, e abbiamo chiarito alcuni punti che potrebbero non essere chiarissimi. Oggi più che mai:

E quindi davvero R+L=J
Partiamo con l’elefante nella stanza. Dopo anni di discussioni, che sono cominciate prima della serie tv tra i lettori dei libri di George Martin, è stata confermata la più importante e diffusa teoria dei fan su Game of Thrones: Jon Snow non è il figlio illegittimo di Ned Stark, avuto con una donna del sud di Westeros, ma è il figlio di Lyanna Stark e Rhaegar Targaeryen. Lyanna Stark era la sorella minore di Ned Stark, e promessa sposa di Robert Baratheon (il marito di Cersei, che lei uccide nella prima stagione), mentre Rhaegar Tarheryen era il primogenito di Aerys II Targeryen, il Re Folle ucciso da Jaime Lannister e a cui è succeduto sul Trono di Spade Robert Baratheon: Rhaegar, che morì prima degli avvenimenti raccontati nella serie, è quindi il fratello maggiore di Daenerys Targaryen. Tywin Lannister, padre di Cersei, Jaime e Tyrion, voleva che Rhaegar sposasse Cersei, ma Aerys II decise invece di farlo sposare con Elia Martell, sorella di Oberyn. Rhaegar però rapì Lyanna Stark, e il padre e il fratello di lei, Rickard e Brandon Stark, andarono a protestare dal Re Folle, ma vennero uccisi: fu a quel punto che Ned Stark e Robert Baratheon cominciarono la ribellione che rovesciò il regno del Re Folle (con l’aiuto di Jaime). Rhaegar morì nella ribellione, e Ned raggiunse sua sorella Lyanna nella Torre della Gioia, a Dorne, dove l’aveva portata Rhaegar. Nell’ultimo episodio, Bran ha una visione che mostra suo padre Ned insieme a sua sorella Lyanna, che sta morendo dopo aver partorito un figlio. Lyanna dice a Ned di proteggere suo figlio mentendo sulle sue vere origini, perché sa che se Robert Baratheon scoprisse che è il figlio di Rhaegar lo ucciderebbe, per eliminare un potenziale pretendente al trono (se vi ricordate, nella prima stagione Robert discute anche di fare uccidere Daenerys).
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Cosa cambia ora?
Dal momento che Jon non è il figlio di Ned Stark, neanche illegittimo, sua sorella (o meglio, a questo punto: sua cugina) Sansa ha molti più diritti di rivendicare il trono di Grande Inverno. Jon, però, potrebbe invece rivendicare il Trono di Spade. Per come funzionano le cose in Game of Thrones, se una dinastia viene rovesciata con una guerra, gli eredi dei vincitori diventano di diritto i pretendenti al trono: la linea dinastica che ha il diritto sul Trono di Spade sono quindi i Baratheon. Gli eredi dei vecchi sovrani, però, ovviamente rivendicano il proprio diritto di successione: come lo fa Daenerys, potrebbe farlo anche Jon. Quasi tutti a Westeros sono d’accordo nel ritenere che Aerys II fu un re terribile. Si sa però anche che Rhaegar era un tipo a posto: e infatti molti ipotizzano che non abbia rapito Lyanna, ma che i due si siano semplicemente innamorati e siano fuggiti insieme. Tra i Targaeryen la poligamia è cosa abbastanza comune, quindi Jon sarebbe a tutti gli effetti un erede di Rhaegar. Un’altra conseguenza delle vere origini di Jon è che potrebbe avere alcuni poteri dei Targeryen, come quello di cavalcare i draghi: tra i fan di Game of Thrones ci sono molte discussioni riguardo a chi tra i personaggi sia destinato a cavalcare gli altri due draghi di Daenerys. Essendo poi sia uno Stark che un Targaryen, qualcuno ha suggerito che Jon sia la personificazione della “canzone del ghiaccio e del fuoco”, un’antica profezia sul “principe che venne promesso”: non è ancora chiaro che cosa voglia dire in pratica, ma di certo c’è che Jon è molto importante. La profezia diceva che il principe sarebbe nato “sotto una stella sanguinante”: e nell’ultimo episodio si vede Ned Stark appoggiare al letto di Lyanna – completamente insanguinato – una spada con una stella sull’elsa. Un’altra teoria è che Jon sia la reincarnazione di Azor Ahai, figura leggendaria della mitologia di Game of Thrones che migliaia di anni prima delle vicende della serie sconfisse l’esercito degli Estranei.

Avete notato niente nella sigla iniziale?
La sigla iniziale di Game of Thrones mostra le casate e i luoghi della serie, e cambia leggermente ogni stagione: ne vengono aggiunte di nuove, alcune vengono eliminate e altre cambiano. In particolare, quella che è cambiata di più è Grande Inverno: dopo che nella seconda stagione Theon Greyjoy prende il controllo del castello, è stata mostrata a lungo in cenere.

Poi, quando i Bolton entrano a Grande Inverno, il castello viene mostrato con il loro sigillo.

Nell’ultimo episodio, per la prima volta in quattro stagioni, è tornato il sigllo degli Stark (YAY!).

Finalmente l’inverno è arrivato davvero, ma quasi non ce ne siamo accorti
In una scena dell’ultimo episodio si vede Samwell Tarly arrivare a Vecchia Città insieme a Gilly e a suo figlio. Vecchia Città è il posto dove si trova la Cittadella e dove ha sede l’ordine dei Maestri: Sam ci va proprio per comunicare che deve diventare il nuovo Maestro di Castello Nero. Appena arrivati, Sam e Gilly vedono partire tantissimi corvi bianchi dalla torre della Cittadella. Più avanti, Sansa dice a Jon che è arrivato a Grande Inverno un corvo bianco ad annunciare che l’inverno è arrivato. È dalla prima stagione che viene ripetuta la frase “l’inverno sta arrivando”, e ora ci siamo: dopo molti anni in cui a Westeros c’è stata l’estate, sta per arrivare la stagione invernale, che si prevede sarà molto lunga. Di per sé, i corvi bianchi non significano molto di più: sta cambiando la stagione, e in tutti i regni (a parte Dorne, che è troppo a sud) inizierà a nevicare. L’ultima invasione degli Estranei, però, avvenne durante un inverno durato un’intera generazione: e probabilmente succederà di nuovo.
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Avete riconosciuto questo coso?
Quando Sam entra nella biblioteca della Cittadella, appesi al soffitto ci sono delle grosse strutture di ferro: uguali a quella che si vede alla fine della sigla di ogni puntata. È una specie di giroscopio, un dispositivo composto da dischi in parte liberi di assumere un’asse di rotazione, con sopra incisi alcuni episodi della storia di Westeros.

Chi è l’erede al Trono di Spade, morto Tommen?
Cersei ha fatto esplodere il Tempio di Baelor con l’Altofuoco, ha ucciso un sacco di nemici tra cui, finalmente, l’Alto Passero, ma anche Margaery Tyrell e suo fratello Loras. E soprattutto ha causato il suicidio di suo figlio Tommen, che era il Re. Ora Cersei è stata incoronata regina, ma il suo regno sembra obiettivamente molto precario, per come se lo è procurato. In più, Jaime sembra parecchio arrabbiato con lei, e ci sono la flotta e i draghi di Daenerys che stanno per arrivare a Westeros. C’è anche poi il fatto che finora i Sette Regni non hanno mai avuto una regina, solo re: Daenerys sembra sufficientemente attrezzata perché questo non sia un problema, Cersei meno. La maggior parte dei personaggi che potrebbero reclamare il trono, cioè Myrcella, Stannis, Shireen e Renly Baratheon, sono tutti morti. Tra le persone a Westeros che potrebbero proporsi come pretendenti al trono c’è Gendry, il figlio illegittimo di Robert Baratheon che si era visto nella prima, seconda e terza stagione, ma che poi era sparito: l’ultima volta che lo avevamo visto, Ser Davos lo aveva liberato dopo che Stannis lo aveva imprigionato a Roccia del Drago. Gendry è l’ultima persona a Westeros a essere in parte un Baratheon. Poi ci sono i Targaryen, soprattuto Daenerys, ma potenzialmente anche Jon Snow, che rivendicano il trono in quanto discendenti di Aerys II, re prima di Robert Baratheon. Qualche appassionato ha poi studiato a fondo l’albero genealogico di Robert Baratheon, e ha scoperto che un suo lontanissimo antenato ha ancora degli eredi in vita, e che sono i Lannister: Jaime sarebbe quindi un potenziale pretendente al trono, anche se non sembra interessargli, e con lui Cersei e Tyrion.

Gli sceneggiatori sanno benissimo che ci sono dei problemi di coesione
Fino al penultimo episodio, Arya era a Braavos, oltre il Mare Stretto: nell’ultimo era alle Torri Gemelle, a Westeros, per uccidere Walder Frey. Bryan Cogman, uno degli sceneggiatori di Game of Thrones, ha spiegato su Twitter di sapere benissimo che i tempi non tornano, ma che è una scelta deliberata degli sceneggiatori, «per evitare cose tipo Arya che sta su una barca per quattro episodi». Non è detto quindi che due cose mostrate nello stesso episodio siano successe contemporaneamente. Cogman ha spiegato che nella prima stagione provarono a rispettare i vincoli temporali della vicenda e a raccontare tutte le storie dei personaggi in contemporanea, ma si accorsero che non faceva bene al ritmo della serie.
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E quella musica?
Se siete un minimo attenti a questo genere di cose, avrete notato che nella prima, lunghissima scena dell’episodio di domenica, ambientata ad Approdo del Re, si sente una musica abbastanza insolita per Game of Thrones: invece delle normali composizioni orchestrali, si sente un pianoforte con sonorità molto moderne, a cui si aggiungono poi degli archi, un organo e un coro. È una musica molto invasiva, che non è pensata come semplice sottofondo: una cosa che non capita spesso in Game of Thrones. È una composizione originale del tedesco Ramin Djawadi, e si intitola “Light of the Seven”.

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