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  • Martedì 14 giugno 2016

Guida al Portogallo agli Europei

Non è tra le vere favorite ma subito dietro: c'è Cristiano Ronaldo e c'è Renato Sanches, uno di cui sentiremo parlare

(PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP/Getty Images)
(PATRICIA DE MELO MOREIRA/AFP/Getty Images)

Quando arriva una competizione internazionale come gli Europei, molte squadre di calcio sono identificate soprattutto attraverso il loro giocatore più forte: la Slovacchia di Hamsik, la Svezia di Ibrahimovic, il Galles di Bale. È una semplificazione, ma c’è del vero. Il Portogallo è una squadra complessivamente forte – è all’ottavo posto del ranking FIFA ed è tra le sei-sette favorite per la vittoria – ma è comunque identificata per il suo giocatore migliore: Cristiano Ronaldo, che da qualche anno a questa parte è uno dei due migliori giocatori al mondo. Il Portogallo è anche altro: ha un ottimo allenatore e un convincente passato. In più si trova in un girone che non sembra essere troppo difficile: con Austria, Ungheria e Islanda. È il girone F: quello la cui squadra prima classificata giocherà contro la seconda squadra del girone dell’Italia.

L’allenatore del Portogallo è Fernando Santos, che negli ultimi anni ha allenato una Grecia piuttosto scarsa riuscendo a superare la fase a gironi degli Europei 2012 e dei Mondiali 2014. La squadra è solida, con tanti buoni calciatori che giocano nei migliori campionati europei. Tra i convocati c’è il classico misto di vecchi campioni (Ronaldo ha 31 anni, in fin dei conti) e giovani molto promettenti: il più interessante è Renato Sanches, un centrocampista di 18 anni – forte fisicamente, con buoni piedi e un’ottima visione di gioco – che dalla prossima stagione giocherà nel Bayern Monaco.

Il Portogallo partecipò ai suoi primi Europei nel 1984, quando perse in semifinale contro la Francia di Michel Platini (che poi vinse). Tornò agli Europei nel 1996 e da allora si è sempre qualificata (c’entra anche il fatto che negli anni sono aumentate le squadre ammesse alla fase finale). È una delle sei squadre che hanno partecipato a tutti le fasi finali degli Europei che ci sono stati dal 1996 a oggi: le altre sono Spagna, Germania, Italia, Francia, Repubblica Ceca. Il Portogallo arrivò in semifinale anche nel 2000, perdendo in semifinale contro la Francia (che poi vinse).

Nelle competizioni internazionali degli ultimi anni – quelle dell’era Ronaldo, per capirci – il Portogallo ha ottenuto ottimi risultati, specie per essere una nazione relativamente piccola: nel 2004 è arrivato in finale negli Europei giocati in casa, perdendo contro la Grecia, ed è riuscito ad arrivare in semifinale sia ai Mondiali del 2006 che agli Europei 2012 (perdendo contro la Spagna, che poi vinse). Il Portogallo arriva però da un brutto risultato ai Mondiali del 2014, quando uscì nella fase a gironi arrivando dietro a Germania e Stati Uniti.

Nelle qualificazioni per Euro 2016 il Portogallo è arrivato primo in un girone impegnativo, in cui c’erano Albania, Danimarca, Serbia e Armenia. Ha vinto sette partite su otto, perdendone solo una nel settembre 2014, in casa contro l’Albania. Nelle qualificazioni il Portogallo ha segnato 11 gol e ne ha presi 5. È stata una squadra pragmatica: non ha fatto molti gol e non ha mai giocato particolarmente bene, ma ha ottenuto i risultati che le servivano.

girone-f1

Dato che è la squadra più forte del suo girone, il Portogallo nella gran parte degli incontri dovrà gestire il gioco, fare possesso palla e cercare di fare gol ad avversari che cercheranno soprattutto di difendersi e ripartire in contropiede. È un tipo di gioco che il Portogallo non è abituato a fare: ha spesso fatto fatica a giocare contro squadre più deboli e chiuse in difesa, riuscendo a giocare meglio quando può essere la squadra che si difende e riparte poi in contropiede sfruttando i suoi veloci attaccanti.

Portieri Anthony Lopes (Lione), Rui Patricio (Sporting Lisbona), Eduardo (Dinamo Zagabria)

Difensori Bruno Alves (Fenerbahce), Cedric (Southampton), Eliseu (Benfica), José Fonte (Southampton), Pepe (Real Madrid), Raphael Guerreiro (Lorient), Ricardo Carvalho (Monaco), Vieirinha (Wolfsburg)

Centrocampisti Adrien Silva (Sporting Lisbona), André Gomes (Benfica), Danilo (Porto), João Mário (Sporting Lisbona), João Moutinho (Monaco), Renato Sanches (Benfica), William Carvalho (Sporting Lisbona)

Attaccanti Eder (Lille), Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Nani (Fenerbahce), Rafa Silva (Braga), Ricardo Quaresma (Besiktas)

Il portiere titolare del Portogallo è Rui Patricio, che ha 28 anni e gioca nello Sporting Lisbona. Davanti a lui la squadra dovrebbe giocare con un 4-4-2 che potrebbe spesso diventare una sorta di 4-2-2-2, con due centrocampisti difensivi, due centrocampisti più offensivi che si allargano o si stringono a seconda delle situazioni, e due attaccanti. Le certezze nella formazione del Portogallo dovrebbero essere Pepe, esperto ma lento e falloso difensore centrale, compagno di Ronaldo al Real Madrid, Ronaldo in attacco e Joao Moutinho a centrocampo. Moutinho ha 29 anni, gioca nel Monaco ed è un regista che se la cava bene anche nei dribbling e negli inserimenti. È talentuoso ma nelle competizioni importanti ha spesso deluso: questa potrebbe essere la volta buona, o l’ennesima mezza delusione della sua carriera. In attacco insieme a Ronaldo potrebbe giocare uno tra Nani (veloce attaccante del Fenerbahçe), Éder (potente centravanti del Lille) e Ricardo Quaresma (i tifosi dell’Inter se lo ricordano come un mezzo bidone, ma si dice sia piuttosto in forma).

Questa è la sedicesima guida del Post alle 24 nazionali che parteciperanno agli Europei: qui trovate la pagina con tutte le altre.