La moda dei libri da colorare, nel XVII secolo

Si diffuse grazie alla stampa e agli acquerelli, come mostra la storia di un poema pubblicato nel 1612 con mappe da dipingere per distendere la mente

Mappa del "Dorsetshere" di William Hole nel "Poly-Olbion", 1612 (Folger Shakespeare Library )

I libri da colorare per adulti sono una delle mode letterarie degli ultimi anni: le case editrici li pubblicano ormai su qualsiasi argomento, mentre giornali e riviste li consigliano e ne spiegano l’utilità, alimentando il fenomeno. Il Guardian va indietro nel tempo e racconta di un libro stampato in Inghilterra all’inizio del XVII secolo che conteneva illustrazioni da colorare per adulti (quei pochi ricchi che potevano permettersi di comprarlo). I disegni sono mappe dell’Inghilterra e del Galles realizzate dal cartografo e incisore William Hole (?-1624): non sono rappresentazioni in scala e realistiche, ma illustrazioni che accompagnano il poema Poly-Olbion del poeta Michael Drayton (1563-1631), che descrive la geografia inglese e le leggende legate a ogni contea in 15mila versi. Il libro sarà ripubblicato il 30 giugno in quattro diversi volumi con il titolo Albion’s Glorious Ile (cioè “La gloriosa isola di Albione”; Albione è un antico nome della Gran Bretagna) dalla casa editrice Unicorn Press, proposti come libri da colorare per adulti.

La copertina del libro
albions_glorious_ile

Il libro originale fu pubblicato in due parti, la prima nel 1612 e la seconda nel 1622, un periodo in cui, spiega la storica dell’arte Anne Louise Avery, «divenne di moda colorarsi i libri da sé, per i nobili era un passatempo. Prima della stampa c’erano mappe manoscritte così preziose che ci voleva un professionista per colorarle, in più i pigmenti erano molto cari. Poi sono arrivate le mappe xilografiche, che avevano bisogno di pigmenti più pesanti. Le mappe stampate però richiedevano colori più leggeri, cosa che portò alla nascita degli acquerelli. Divennero molto popolari perché c’era questa teoria per cui avevano un effetto positivo sulla mente». È una teoria molto simile a quella detta dell’odierna “mindfulness“, condivisa da molti adulti appassionati di libri da colorare. Avery aggiunge anche che «dipingere divenne un’attività molto diffusa, perlomeno fino al XIX secolo quando la tecnologia permise di stampare le mappe direttamente a colori», anziché stamparle in bianco e nero e poi colorarle a mano.

Hole avrebbe dovuto realizzare un secondo volume dedicato alle mappe scozzesi ma il progetto venne abbandonato dopo che la seconda edizione vendette poco (soprattutto perché nel frattempo il gusto per la mitologia, lo stesso delle opere teatrali di William Shakespeare, era passato di moda).

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