• Italia
  • venerdì 29 aprile 2016

Alfio Marchini, il ritorno

Cosa sapere sull'imprenditore che Forza Italia sosterrà a sindaco di Roma, definito in passato vicino alla sinistra, poi a CL, poi a D'Alema, poi all'Opus Dei, etc

Il candidato sindaco di Roma Alfio Marchini apre la campagna elettorale all'Auditorium della Conciliazione, Roma, 5 marzo 2016 (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

Alfio Marchini, dopo il ritiro di giovedì 28 aprile di Guido Bertolaso, è uno dei candidati a sindaco alle amministrative di Roma del prossimo 5 giugno. Marchini – che era già sostenuto dal Nuovo Centro Destra – ha ottenuto l’appoggio anche di Forza Italia; si era candidato a sindaco di Roma anche nel 2013, con il sostegno di due liste civiche, e aveva ottenuto il 9,5 per cento dei voti.

Alfio Marchini ha 51 anni (è nato il primo aprile del 1965) ed è un imprenditore edile romano. Nella biografia del suo sito spiega subito che «la storia, anche imprenditoriale» della sua famiglia «affonda le sue radici a Roma ed è stata caratterizzata, a suo tempo, dall’apparente contraddizione di essere imprenditori e comunisti». Il nonno Alfio fu un partigiano comunista dei GAP – i Gruppi di Azione Patriottica che compivano attentati e azioni mirate nelle grandi città – e insieme al fratello Alvaro (padre dell’attrice Simona Marchini e negli anni Settanta presidente della squadra di calcio Roma) costruì e donò al Partito Comunista la sede di via delle Botteghe Oscure a Roma. Il Corriere della Sera descrisse il nonno come un “comunista romano”, cioè comunista ma cattolico e vicino alla Chiesa.

Anche il nipote Alfio, sempre secondo il Corriere, sarebbe vicino alla Chiesa: in particolare all’Opus Dei, e amico di Rocco Buttiglione. Di sicuro c’è che una ventina di anni fa investì nel Sabato, il settimanale di Comunione e Liberazione chiuso nel 1993, e ne nominò direttore proprio Rocco Buttiglione. Marchini si dichiara credente e dice di vivere la sua fede «come dono interiore al di fuori di schemi o appartenenze, che cerco ogni giorno di coniugare con una visione laica e libera di persone e fatti». Ha frequentato la scuola dei gesuiti dell’Istituto Massimo a Roma, poi il liceo scientifico e si è laureato alla Sapienza in ingegneria civile. A 23 anni, dopo la morte del nonno soprannominato a Roma “Calce e Martello”, per via della sua vicinanza al partito comunista, ereditò la guida delle società di famiglia. Una volta a capo del gruppo, riuscì a diversificare gli affari uscendo dal settore degli appalti pubblici e facendo investimenti anche all’estero e in diversi settori, dall’energia ai servizi, costruzioni e finanza.

I giornalisti hanno descritto Marchini come vicino alla sinistra romana, e sarebbe un buon amico di Massimo D’Alema. In un palazzo di sua proprietà ha sede la fondazione Italianieuropei, presieduta da D’Alema, di cui Marchini è stato socio fondatore. Nel 1997, quando D’Alema era segretario del PdS, Marchini investì per breve tempo anche nel quotidiano del partito, l’Unità. Nel 1994 venne nominato consigliere d’amministrazione della RAI in quota centrosinistra. Al governo allora c’era Silvio Berlusconi. Marchini si dimise a novembre in disaccordo sulle nomine e sulla strategia aziendale.

Dal 1995 al 1998 è stato amministratore delegato di Roma Duemila S.p.A., società di proprietà del gruppo Ferrovie dello Stato, che aveva il compito di coordinare gli interventi di riqualificazione urbana e infrastrutturale di Roma anche in vista del Giubileo del 2000. Anche sul versante della finanza le sue amicizie e i suoi contatti sono numerosi. Marchini è stato per qualche tempo membro del CdA di Banca di Roma – poi Capitalia e oggi parte di Unicredit – dove venne chiamato da Cesare Geronzi, uno dei più importanti personaggi della finanza italiana. Alla fine del 2002 Marchini entrò con una quota dell’1,99 per cento nel capitale della Mittel, una società presieduta da Giovanni Bazoli, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo e altro personaggio molto importante della cosiddetta “finanza cattolica”.

Secondo molti giornalisti e commentatori, l’amicizia più importante per la corsa a sindaco di Roma di Marchini sarebbe quella con un influente immobiliarista esponente di un’altra importante famiglia romana, Francesco Gaetano Caltagirone. I due hanno partecipato assieme ad alcune operazioni finanziarie in Spagna e Marchini è consigliere (indipendente) nel cda della Cementir (gruppo Caltagirone). È anche socio fondatore dell’Associazione Italia Decide presieduta da Luciano Violante e il cui presidente onorario è Carlo Azeglio Ciampi.

Marchini è separato con cinque figli, tre maschi e due femmine. Dice di essere «appassionato della competizione e del gioco di squadra» e di aver praticato vari sport a livello agonistico: «Con la mia squadra di polo ho vinto, anche come capitano della Nazionale italiana, i maggiori tornei a livello mondiale». Ha diffuso un programma per la candidatura a sindaco di Roma in 101 punti:

Mostra commenti ( )