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  • mercoledì 6 aprile 2016

La Spagna vuole cambiare fuso orario

Se ne discute da anni – effettivamente l'attuale non ha molto senso – e ora lo ha annunciato il governo uscente

(Christopher Furlong/Getty Images)

Si dice che gli spagnoli siano sempre stanchi – o facciano sempre tardi – perché vivono sul fuso orario sbagliato: che si trovino cioè esclusi dal fuso orario che per loro sarebbe più naturale e conseguente alla posizione geografica in cui si trovano. Qualche giorno fa, parlando da Siviglia, il primo ministro uscente Mariano Rajoy ha riproposto una questione discussa da decenni e ha annunciato di voler modificare il fuso orario del paese per farlo rientrare nella fascia del meridiano di Greenwich, in cui sono Portogallo e Regno Unito, e dunque per anticiparlo di un’ora. La proposta è stata accolta molto positivamente.

Nel marzo del 1940 sul Boletín Oficial del Estado, la gazzetta ufficiale spagnola, venne comunicata la decisione di portare avanti l’orologio di un’ora con l’intenzione di mettersi alla pari con gli altri paesi europei: fu considerato un esempio di progressismo. In realtà, si dice, fu una decisione politica della Spagna franchista, che voleva uniformarsi alla Germania di Hitler. La Spagna cominciò così ad avere un orario differente rispetto a quello dei paesi che rientravano “naturalmente” nel suo stesso fuso, e questo causò negli anni un acceso dibattito.

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I sostenitori del fuso orario GMT 0, quello corrispondente a Greenwich, sostengono sostanzialmente che per gli spagnoli ci sia una innaturalità tra le ore di luce, quelle di buio e il ritmo sonno-veglia regolato a livello ormonale dai ritmi circadiani: quando il sole è al suo punto più alto l’orologio in Spagna segna le 13.30. Con il cambio dell’ora gli spagnoli si svegliano al buio e alle dieci della sera il cielo è ancora piuttosto luminoso. Questo ha una serie di conseguenze sulla qualità della vita e sulla salute. I cosiddetti ritmi circadiani contribuiscono a diminuire la frequenza cardiaca, abbassare la temperatura corporea e ridurre i livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) ogni notte. Alcune ricerche dimostrano che stravolgere questi ritmi può interferire con diverse attività a livello dei geni. Gli spagnoli vivono insomma in una specie di jet lag permanente: numerosi studi dimostrano che la qualità del sonno in Spagna è piuttosto bassa, perché i tempi sono disallineati. Si mangia al momento sbagliato, si resta svegli più a lungo.

Rajoy ha fatto anche un’altra proposta: associare al cambio di fuso orario una modifica della struttura della giornata lavorativa, che dovrebbe finire alle 18 come in altri paesi europei. Invece in Spagna oggi c’è l’abitudine di fare una pausa pranzo di due ore e di terminare il lavoro alle 19. Questo ritmo, associato al fuso orario “sbagliato”, contribuisce a spiegare secondo alcuni perché nel paese a un alto numero di ore lavorative è associata una delle produttività più basse d’Europa. Secondo Eurostat la produttività oraria degli spagnoli è pari a 107,1 punti, contro i 124,8 dalla Germania o i 132,5 del Belgio. Le giornate sono molto lunghe e ci sono difficoltà di conciliazione tra vita e lavoro.

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