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L’Egitto dice di avere ucciso gli assassini di Regeni

Sarebbero i membri di una banda criminale specializzata in sequestri di cittadini stranieri, morti in una sparatoria con la polizia

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Giulio Regeni (foto archivio Sindaci ragazzi Fiumicello, via ANSA)

Giovedì il governo egiziano ha fatto capire di avere trovato gli assassini di Giulio Regeni, il dottorando italiano ucciso al Cairo, la capitale dell’Egitto, all’inizio di febbraio. Nel pomeriggio c’era stata una sparatoria nella zona di New Cairo, non lontano dal luogo in cui era stato ritrovato il corpo di Regeni. Nella sparatoria erano state uccise cinque persone, che secondo le autorità egiziane facevano parte di una banda criminale specializzata nel sequestro di stranieri. Poche ore dopo il ministero dell’Informazione egiziano aveva detto di avere trovato delle cose appartenenti a Regeni in un appartamento alla periferia del Cairo, nel quale abita la sorella del capo della stessa banda criminale. Il governo egiziano non ha esplicitamente collegato la banda criminale con l’assassinio di Regeni: la notizia comunque è stata ripresa da diversi giornali egiziani.

Nella borsa sono stati trovati un porta-documenti marrone contenente il passaporto di Regeni, il suo tesserino dell’Università Americana del Cairo e quello dell’Università di Cambridge, la sua carta di credito e due telefonini. Il Corriere aggiunge che sarebbero stati trovati anche «un portafoglio femminile con la parola “love” contenente cinquemila sterline egiziane, un orologio da donna e “un pezzetto di materiale marrone che sembra hashish”». Il ministero degli Interni egiziano ha poi postato su Facebook alcune foto che mostrano le cose di Regeni che la polizia dice di avere trovato nell’appartamento del Cairo.

Regini era scomparso il 25 gennaio al Cairo ed era stato trovato morto pochi giorni dopo con evidenti segni di torture sul corpo. Per le sua attività di ricerca accademica, Regeni si occupava principalmente di sindacati indipendenti e con posizioni anti-regime. Il governo egiziano – presieduto dal presidente Abdel Fattah al Sisi – è stato accusato da diversi giornalisti ed esperti di avere depistato le indagini sulla morte di Regeni e di non avere collaborato a sufficienza con le autorità italiane. La stessa ricostruzione dei fatti di giovedì è stata messa in discussione anche dal quotidiano filo-governativo egiziano al-Ahram, che ha scritto: «Una fonte della sicurezza ha smentito le informazioni pubblicate che legano l’omicidio dell’accademico italiano Giulio Regeni alla banda specializzata nel sequestro e rapina di stranieri a New Cairo. La fonte ha dichiarato che gli apparati di sicurezza continuano il loro lavoro per svelare l’omicidio dell’italiano e anche i crimini commessi da questa banda, e se c’è un rapporto tra loro».

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