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Dov’è finito Robert Levinson?

di Adam Goldman e Carol Morello − Washington Post

È un ex agente dell'FBI scomparso nove anni fa in Iran: non si sa bene dove sia ma il governo americano ha promesso nuovi sforzi per rintracciarlo e riportarlo a casa

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Un manifesto dell'FBI del 2012 che mostra una foto di Levinson al momento della scomparsa e una ricostruzione del suo aspetto all'epoca (AP Photo/Manuel Balce Ceneta)

A nove anni dalla sua scomparsa sull’isola iraniana di Kish, tra le autorità americane ci sono opinioni differenti su dove si trovi l’ex agente dell’FBI Robert Levinson. Secondo agenti ed ex agenti dell’FBI, Levinson sarebbe ancora in Iran, se fosse vivo. Altri esponenti del governo americano credono invece che si trovi in un altro posto: alla fine del 2010 la sua famiglia ricevette infatti un video dai rapitori che le autorità valutarono provenisse dal Pakistan. La famiglia avrebbe anche ricevuto delle foto dall’Afghanistan di Levinson con addosso una tuta arancione.

Le discussioni su dove si trovi Levinson arrivano a quasi due mesi di distanza dall’accordo su uno scambio di prigionieri tra Stati Uniti e Iran, che ha portato alla liberazione del giornalista del Washington Post Jason Rezaian e di altri quattro cittadini americani. La famiglia di Levinson sperava che anche lui fosse tra le persone liberate, ma dopo l’annuncio dell’accordo la Casa Bianca ha fatto sapere che Levinson potrebbe non essere più in Iran. Le autorità iraniane sostengono che il governo di Teheran non sia a conoscenza di cosa sia successo a Levinson, che all’epoca della scomparsa lavorava anche come collaboratore della CIA.

Mercoledì 9 marzo, in occasione del nono anniversario della scomparsa di Levinson, il segretario di Stato americano John Kerry ha promesso che gli Stati Uniti «troveranno Bob e lo riporteranno a casa». «Come ha detto il presidente Obama e come ho detto io stesso ai famigliari di Levinson quando li ho incontrati, non ci dimenticheremo di Bob, e non avremo pace finché la famiglia Levinson non sarà riunita», ha detto Kerry, che aveva sollevato ripetutamente la questione della scomparsa di Levinson nel corso delle trattative con l’Iran. Kerry ha anche ricordato come l’FBI offra una ricompensa di cinque milioni di dollari per chiunque fornisca informazioni che portino al ritorno negli Stati Uniti di Levinson, che ha appena compiuto 68 anni. «Tutto il governo degli Stati Uniti continuerà a fare il possibile per localizzare Bob e riportarlo a casa», ha detto Kerry, «il governo della Repubblica Islamica dell’Iran si è impegnato a collaborare con gli Stati Uniti per determinare la posizione di Levinson, e faremo in modo che l’Iran mantenga la promessa».

La moglie di Levinson, Christine, ha implorato i governi di Washington e Teheran di indagare sulla scomparsa di suo marito e di continuare a insistere per la sua liberazione. «Per la nostra famiglia gli ultimi nove anni − 3.288 giorni − sono stati più duri di quanto chiunque possa immaginare», ha detto Christine Levinson: «ma per quanto possa essere stato difficile per noi, sappiamo che Bob sta vivendo un incubo cento volte peggiore. Il governo americano e l’Iran devono collaborare per capire cosa è successo a Bob e riportarlo sano e salvo dalla sua famiglia». Il direttore dell’FBI, James B. Comey, ha detto che «la recente cooperazione tra il governo iraniano e gli Stati Uniti è incoraggiante. Crediamo che la nostra capacità di localizzare Bob e far sì che possa riunirsi alla sua famiglia richieda un impegno condiviso dal governo iraniano». Mercoledì 9 marzo il portavoce della Casa Bianca, John Earnest, ha detto che gli Stati Uniti «si impegneranno a fondo per ritrovare questo cittadino americano e riportarlo a casa. Non lasceremo nulla di intentato per garantire il suo ritorno. Non sappiamo dove si trovi e questo rende difficile poter determinare in che condizioni sia».

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