A Idomeni è pieno di bambini

Nel campo profughi al confine fra Grecia e Macedonia ora ci sono circa 13mila persone, buona parte delle quali molto molto piccole

(DIMITAR DILKOFF/AFP/Getty Images)

Nelle ultime settimane sono peggiorate notevolmente le condizioni dei migranti che giungono a Idomeni, un piccolo paese greco al confine con la Macedonia, percorrendo la cosiddetta “rotta balcanica” che dal Medio Oriente arriva fino all’Europa occidentale. Per effetto di una serie di restrizioni applicate da alcuni paesi balcanici fra cui la Macedonia, il flusso si è molto ridotto, e la Macedonia permette solamente ad alcune decine al giorno di entrare nel proprio territorio. Secondo le ultime stime al momento ci sono circa 13mila persone bloccate a Idomeni, che ha un piccolo campo profughi ormai strapieno. Buona parte dei migranti a Idomeni dorme all’aperto in tende di fortuna e in condizioni sanitarie molto precarie, di sera accende piccoli fuochi per scaldarsi e per mangiare dipende totalmente dalle ONG presenti sul posto. Come si nota dalle moltissime foto di Idomeni che arrivano dalle agenzie fotografiche, il campo è anche pieno di bambini: secondo una stima di qualche giorno fa del giornalista di BBC Gavin Lee, il 40 per cento della popolazione del campo è composta da bambini.

È ancora in corso a Bruxelles un incontro fra i capi di stato europei e la Turchia per cercare di interrompere il flusso di migranti dal Medio Oriente. Per il momento però non è chiaro come e quando la situazione potrebbe sbloccarsi a Idomeni: Oscar Webb, un giornalista che collabora col Telegraph, teme ad esempio che quello di Idomeni possa trasformarsi «in un campo permanente, simile a quello di Calais. Di questo passo, in migliaia resteranno qui per mesi».

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