adrian-lyne

Adrian Lyne ha 75 anni e 3 film famosissimi

È il regista di "Flashdance", "9 settimane e ½" e "Attrazione fatale": un ottimo motivo per riparlarne e rivederne alcune scene

adrian-lyne
(Alberto E. Rodriguez/Getty Images for Tribeca Film Festival)

Adrian Lyne è un regista britannico che forse in pochi si ricordano di nome ma di cui quasi tutti hanno visto almeno un film. Adrian Lyne è nato il 4 marzo 1941 e nella sua carriera ha diretto otto film: il primo – A donne con gli amici – nel 1980, dopo essere stato regista di spot televisivi e cortometraggi, e l’ultimo – Unfaithful – L’amore infedele – nel 2002. Lyne è però soprattutto famoso per altri tre film che ha fatto negli anni Ottanta e che hanno in comune due aspetti: in tutti e tre c’è molto erotismo e tutti e tre sono andati benissimo al cinema pur senza piacere molto ai critici di cinema: Flashdance, 9 settimane e ½ e Attrazione fatale.

Flashdance
È un film musicale del 1983, con protagonista Jennifer Beals, che era sconosciuta prima del film e divenne famosissima dopo. Nel 1984 Flashdance fu nominato a quattro premi Oscar e ne vinse uno, con la canzone Flashdance… What a Feeling di Giorgio Moroder, Keith Forsey e Irene Cara. Nel film Beals interpreta Alexandra Owens, una diciottenne di Pittsburgh, in Pennsylvania, che sogna di iscriversi a un’accademia di danza classica e per farlo lavora di giorno in un’acciaieria, come operaia, e di notte fa la ballerina in un night club. Nel film – citato in molte scene del videoclip di I’m Glad di Jennifer Lopez – le cose sembrano andare molto male, ma alla fine vanno benissimo: Beals supera il provino nell’accademia di danza e, in più, trova l’amore.

Flashdance costò più o meno quattro milioni di dollari e ne incassò circa 100. Nonostante le nomination agli Oscar – due per la Miglior canzone, una per la fotografia e una per il montaggio – i critici parlarono malissimo del film. Il famoso critico cinematografico Roger Ebert lo mise nella sua lista dei peggiori film della storia e alla fine della recensione in cui criticava quasi ogni aspetto del film scrisse: «Jennifer Beals non dovrebbe sentirsi in colpa. È un talento naturale, è fresca e interessante; ha solo bisogno di un agente con un talento naturale nel rifiutare le sceneggiature». Molti criticarono Flashdance scrivendo che il film era l’insieme di una serie di video musicali e nulla più. Questa caratteristica è, insieme a Beals e alla colonna sonora di Moroder, uno dei motivi per cui il film fu allora apprezzato e oggi ricordato.

9 settimane e ½
Uscì nel 1986, costò circa 17 milioni di dollari e, come il precedente, ne incassò almeno un centinaio. I protagonisti sono Mickey Rourke e Kim Basinger. Lui si chiama John Gray (e non Grey, come quello delle 50 sfumature), un uomo di successo di Wall Street. Lei è Elizabeth McGraw, una mercante d’arte da poco divorziata. Le nove settimane e mezzo sono quelle – molto erotiche – che i due passano insieme. C’è una trama ma del film ci si ricorda soprattutto la scena del ghiaccio, del miele, delle ciliegie e dello spogliarello di Kim Basinger, con in sottofondo You can leave your hat on di Joe Cocker. Da allora se si pensa a uno spogliarello si pensa a quello spogliarello, e la canzone che si ha in testa è quella.

Negli Stati Uniti fu vietato ai minorenni non accompagnati ed ebbe un grande successo la versione in VHS del film, con meno tagli rispetto alla versione cinematografica. In Italia il film fu vietato ai minori di 14 anni e Io Donna scrive che quando Canale 5 lo trasmise «a Roma un procuratore della Repubblica aprì un’indagine contro chi aveva autorizzato la messa in onda. Alla magistratura erano arrivate 50 denunce che lo giudicavano osceno e contrario alla morale pubblica». Lo videro undici milioni di persone. Anche in questo caso i critici di cinema ci andarono giù piuttosto pesante ma il giudizio generale fu leggermente migliore. Il Metascore del film – fatto facendo la media tra le più importanti recensioni professionali – è di 50 su 100 (quello di Flashdance è 35 su 100).

A Ebert 9 settimane e ½ piacque molto. Scrisse: «Un progetto di questo tipo dipende molto dall’alchimia tra i due attori, e Basinger e Rourke creano una tensione erotica che è convincente, complicata e sensuale». Peter Stack del San Francisco Chronicle scrisse: «Il film può non piacere perché si spinge troppo in là. O può non piacere perché non si spinge abbastanza in là. Oppure può piacere per una di queste due ragioni».

Attrazione fatale
Non è passato alla storia come uno dei migliori film di sempre, ma è probabilmente il più apprezzato di Lyne. Uscì nel 1987 e nel 1988 fu nominato a sei premi Oscar, tra cui Miglior film, Miglior regia, Miglior attrice protagonista. È un thriller psicologico, ma anche qui l’erotismo non manca. Anche qui ci sono un uomo e una donna che condividono un’avventura. Lui è Michael Douglas (Dan) e lei è Glenn Close (Alex), l’avventura dura giusto un fine settimana e, particolare molto rilevante, lui è sposato. Finita l’avventura Dan torna dalla moglie, Alex vorrebbe però stare con lui: lo perseguita, tenta il suicidio e alla fine viene uccisa da Beth, la moglie di Dan.

C’è però anche un finale diverso, che fu girato e mostrato in anteprima durante uno screening test, una proiezione di prova per vedere le reazioni del pubblico. In quel finale – bocciato dopo che il pubblico lo ritenne troppo severo nei confronti di Dan – succedeva che Alex, invece di essere uccisa da Beth, si suicida e Dan viene ritenuto colpevole della sua morte e arrestato.

Allucinazione perversa, Proposta indecente, Lolita
Negli anni Novanta Lyne ha diretto altri tre film con molto erotismo e con non ottime recensioni dei critici: Allucinazione perversa, Proposta indecente (con Robert Redford e Demi Moore) e Lolita. Allucinazione perversa è uscito nel 1990 ed in parte un film horror: il protagonista Jacob (Tim Robbins) è un reduce della guerra del Vietnam, tormentato da incubi e allucinazioni: anche qui ci sono alcune scene di erotismo, sono però molto meno rilevanti rispetto a quelle della maggior parte dei film di Lyne. Proposta indecente – probabilmente il più famoso tra i film meno famosi di Lyne – si basa invece su una semplice premessa: un miliardario (interpretato da Robert Redford) offre un milione di dollari a una coppia di sposi in viaggio a Las Vegas, in cambio di una notte di sesso da passare con la sposa (Demi Moore). La coppia accetta la proposta. Lolita, film del 1997, è un remake del famoso e omonimo film di Stanley Kubrick, tratto dal famoso libro di Vladimir Nabokov. La colonna sonora del film è di Ennio Morricone, Lolita è interpretata da Dominique Swain e il professore che si innamora di lei è Jeremy Irons.

Mostra commenti ( )