Come va Missoni, 3 anni dopo la morte del fondatore

di Enrico Matzeu – @ematzeu

È diretta dalla figlia Angela, che ha appena presentato una delle sue collezioni più apprezzate; ma hanno un ruolo importante anche sua madre Rosita e la figlia Margherita

Angela, Rosita Missoni e Margherita Missoni, New York, 7 settembre 2011. (Gilbert Carrasquillo/Getty Images)

Domenica 28 febbraio c’è stata la sfilata di Missoni alla Milano Moda Donna, la settimana della moda italiana dedicata alla collezione autunno/inverno 2016. La sfilata è piaciuta molto alla stampa: Vogue America ha per esempio scritto che è stata una delle migliori collezioni di sempre disegnate da Angela Missoni. La stilista ha usato molta maglieria, come da tradizione nell’azienda, ma è riuscita a proporre look divertenti, sexy e senza una stagionalità precisa. C’erano completi in maglia a righe o a zig zag, la fantasia per cui Missoni è più famosa, vestiti lunghi portati con sciarpe e stole che arrivavano al pavimento, e giacchini pieni di frange. Con questa collezione Missoni ha rievocato lo stile degli anni Settanta, il periodo di maggior successo del marchio.

La collezione di Missoni per l’autunno/inverno 2016

Qualche giorno prima della sfilata Colin McDowell ha raccontato sulla rivista di moda Business of Fashion (Bof) come funziona l’azienda a quasi tre anni dalla morte del fondatore Ottavio Missoni, avvenuta il 9 maggio del 2013.  Le collezioni – sia quella femminile che quella maschile – sono disegnate da Angela Missoni, figlia dei fondatori Ottavio e Rosita Missoni. Quest’ultima dà ancora una mano, soprattutto nella linea di prodotti per la casa, mentre la figlia di Angela, Margherita Missoni, compare spesso sulle riviste nelle pubblicità del marchio oppure nella sezione delle donne meglio vestite.

Missoni è una delle aziende di moda italiane più longeve e una di quelle che ha contato di più nel sistema della moda in Italia. Fu fondata nel 1953 da Ottavio Missoni e dalla moglie Rosita Jelmini, che aprirono un laboratorio a Gallarate, in provincia di Varese, seguito da una fabbrica a Sulmirago, sempre nel Varesotto. I due si erano conosciuti alle Olimpiadi di Londra del 1948 dove Missoni – che erano nato in Croazia (quando faceva parte del Regno di Jugoslavia) – competeva nell’atletica leggera. All’epoca Missoni aveva aperto con un altro atleta, il discobolo Giorgio Oberweger, un piccolo laboratorio di maglieria a Trieste.

Nel 1958 i Missoni presentarono alla stampa la loro prima collezione a Milano: fu molto apprezzata dalla famosa giornalista di moda Anna Piaggi e pubblicata sulla rivista femminile Arianna. Da allora l’azienda ottenne subito successo. La prima sfilata a Milano è del 1966 al Teatro Gerolamo, in un periodo in cui i giornalisti specializzati andavano solo a Firenze per il prêt à porter e a Roma per l’alta moda. Missoni, assieme a Walter Albini e a Krizia, resero importante la settimana della moda di Milano, attirando l’attenzione di esperti e giornalisti di moda, in particolar modo dell’edizione francese della rivista Elle. Il grande successo arrivò negli anni Settanta con l’apertura di negozi monomarca in Europa e negli Stati Uniti: lo stile Missoni piaceva a tutti, e nel 1971 il New York Times scrisse «Se Chanel fosse viva e lavorasse in Italia, farebbe esattamente quello che stanno facendo i Missoni».

Rosita Missoni ha detto a BoF di non aver mai studiato moda e di averla imparata nel laboratorio di famiglia, che realizzava abiti e costumi da bagno: lì imparò a conoscere i tessuti e a tenersi aggiornata leggendo i giornali di moda che comparava la madre. I tessuti dell’azienda di famiglia sono stati un’importante fonte di ispirazione per quelli che ha poi creato per la sua azienda, conosciuta soprattutto per la maglieria e diventata famosa per le fantasie geometriche molto colorate, le righe, e soprattutto per il motivo a zig zag. Ottavio si occupava dei tessuti e Rosita del design degli abiti, fino a quando, nel 1997,  decise di lasciare l’azienda per dedicarsi alla famiglia: il suo posto fu preso dalla figlia Angela. Rosita cambiò però idea, starsene a casa non faceva per lei, e tornò a lavorare occupandosi della linea di complementi d’arredo che avevano lanciato negli anni Ottanta. Oggi è ancora molto presente e alle sfilate è seduta in prima fila.

Dal 1997 alla direzione creativa c’è appunto Angela Missoni, la più giovane dei tre figli di Ottavio e Rosita Missoni. Da ragazza decise di non lavorare nell’impresa di famiglia: andò qualche tempo all’estero, studiò psicologia all’università ma poi abbandonò gli studi e nei primi anni Novanta iniziò a disegnare qualche collezione. Angela Missoni ha raccontato a BoF che anche se da piccola era introversa e si teneva in disparte è cresciuta a contatto con le persone più interessanti dell’epoca nel mondo dell’arte, dello spettacolo, della cultura e del giornalismo italiano e non solo. I suoi genitori poi la portavano con sé nei loro viaggi: «i miei insegnanti non erano contenti, ma mi sentivo così fortunata a far parte della vita esotica della mia famiglia».

Una foto della famiglia Missoni davanti al Duomo di Milano: ci sono Ottavio (il quarto da sinistra), Angela, Rosita e Teresa, tra gli altri. La foto è del gennaio 20150. (GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images)
Missoni

La famiglia Missoni è sempre stata molto unita; tutti i suoi componenti indossano regolarmente vestiti dell’azienda e figli e nipoti posano spesso per le pubblicità del marchio. Missoni va ancora molto bene e fattura circa 170 milioni di euro l’anno. Ha avuto qualche difficoltà familiare nel 2013, dopo la morte di Ottavio Missoni e poi del figlio Vittorio e della moglie Maurizia in un incidente aereo in Venezuela.

Mostra commenti ( )