Los Angeles Zoo 1996

Perché i giovani americani mangiano meno cereali a colazione

di Roberto A. Ferdman – Washington Post

Per non lavare le tazze, e questo spiega una parte della crisi del settore e più in generale verso quali tempi stiamo andando

Los Angeles Zoo 1996
(AP Photo/Nick Ut)

Poche cose sono facili da preparare come una tazza di cereali a colazione: basta versare dei cereali a scelta nella tazza e aggiungerci il latte. Per mangiarli servono soltanto la bocca e un cucchiaio. Parte del grande successo riscosso nel corso dei decenni dai cereali, per cui ancora oggi i soli americani spendono 10 miliardi di dollari all’anno, è dovuto a una loro qualità in particolare: la praticità. Eppure per i giovani americani di oggi i cereali non sono pratici abbastanza. Lunedì 22 febbraio il New York Times ha dedicato un articolo ai cereali, uno degli alimenti preferiti per la colazione negli Stati Uniti, e in uno dei passaggi più sconcertanti si legge:

Secondo quasi il 40 per cento dei millennials interpellati dalla società di ricerche di mercato Mintel per il suo rapporto del 2015 i cerali rappresentano una scelta scomoda per la colazione perché li obbliga a pulire dopo aver mangiato.

L’articolo spiega che negli Stati Uniti il settore dei cereali è in difficoltà: negli ultimi 15 anni le vendite sono calate quasi del 30 per cento. Le ragioni non sono sorprendenti: molti americani fanno colazione fuori, e preferiscono sandwich e yogurt a una colazione più tradizionale. Molti altri, poi, sono troppo impegnati per fare attenzione al loro stomaco e non fanno colazione del tutto.

Tuttavia, c’è un’altra ragione che spiega questa tendenza, e che dovrebbe spaventare i produttori di cereali (come chiunque abbia a cuore il futuro degli Stati Uniti). Molti millennials non mangiano i cereali perché dovrebbero usare una tazza, e le tazze non si puliscono da sole, né si possono buttare in pattumiera: le tazze – si lamentano i ragazzi – vanno lavate. Negli Stati Uniti i cereali non sono l’unico alimento a soffrire dell’impigrimento nazionale: anche il caffè ha subito un destino simile. Nonostante l’idea di promuovere una nuova tendenza che valorizzi la qualità del caffè più di ogni altro aspetto e inviti a godersi una tazza preparata artigianalmente invece di ricorrere a metodi più pratici e veloci, gli americani continuano a preferire la comodità più di ogni altra cosa. «È la comodità a cambiare le tendenze oggi», aveva detto l’anno scorso Howard Telford, un analista di Euromonitor, una società che si occupa di ricerche di mercato. Meno del 10 per cento dei chicchi di caffè comprati dagli americani sono interi e freschi: il distacco sta anche aumentando di anno in anno. Secondo i dati di Euromonitor, le vendite delle cialde sono aumentate del 138,324 per cento tra il 2004 e il 2014.

Un altro segnale della predilezione degli americani per la comodità è dato dalla popolarità delle consegne dei pasti a domicilio: secondo Technomic, una società di ricerche di mercato e consulenza, oggi circa il 15 per cento dei pasti dei ristoranti viene consegnato a casa, e la percentuale sale intorno al 20 per cento tra i giovani.

Il motivo per cui le cose vanno così, tuttavia, non dipende solo dalla pigrizia: per molte persone è davvero necessario. Le famiglie americane oggi lavorano come mai in passato. Secondo gli ultimi dati del governo degli Stati Uniti in quasi il 75 per cento delle famiglie lavorano entrambi i genitori, il dato più alto mai registrato. Le famiglie cucinano meno e vanno meno al ristorante, e la comodità diventa sempre più un fattore nelle loro scelte alimentari, soprattutto quando esistono opzioni più semplici. La cena, una delle tante vittime di questo fenomeno, non viene più cucinata a casa spesso come in passato: l’anno scorso meno del 60 per cento delle cene americane consumate a casa sono state davvero cucinate a casa. Solo trent’anni fa erano quasi il 75 per cento.

Il caso dei cereali però è diverso, c’è qualcosa che va più nel profondo e sembra rivelare una grande verità sulle famiglie americane moderne. Uno studio su base nazionale del 2014 condotto da Braun Research ha scoperto che l’82 per cento dei genitori sbrigavano le faccende di casa quando erano bambini, ma che solo il 28 per cento chiede ai figli di fare altrettanto. Questo cambiamento generazionale nel modo di crescere i figli ha trasformato uno dei compiti più banali come lavare i piatti in una seccatura insopportabile.

Per invertire la tendenza negativa che ha colpito il settore, le aziende produttrici di cereali hanno deciso di adottare una nuova strategia: dal momento che molte persone mangiano cereali anche al di fuori della colazione, spesso come spuntino, i produttori stanno sfruttando il fattore nostalgico legato ai cereali – che ha contribuito a sostenere il settore per anni – e si stanno indirizzando verso contenitori portatili, preferiti da quasi un millennial su due, stando a Mintel. Al di là degli effetti che avrà questa strategia, i giovani americani potrebbero dover fare i conti con le conseguenze di vivere in un’epoca in cui non vale più la pena mangiare un alimento se poi bisogna lavare un piatto. Tutto sommato il Joylent potrebbe davvero essere il futuro.

© 2016 – Washington Post

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