"Bookcrossing", Bookcity 2014. (Foto: Yuma Martellanz)

Come e quando sarà Bookcity 2016

La manifestazione di Milano sui libri, una delle più importanti in Italia, si svolgerà a novembre intorno a quattro punti cardinali

"Bookcrossing", Bookcity 2014. (Foto: Yuma Martellanz)

È stata presentata oggi la quinta edizione di Bookcity, la manifestazione di quattro giorni che si svolge ogni autunno a Milano, una delle più importanti in Italia nel mondo dei libri. Nel 2016 si svolgerà da mercoledì 17 a sabato 20 novembre. Il primo giorno è solo per le scuole, gli altri tre per il pubblico. L’anno scorso Bookcity era stata anticipata a ottobre per sfruttare l’onda di Expo, che avrebbe chiuso il 31 di quel mese. Le cifre ufficiali – per quanto da prendere con cautela come tutte le cifre fornite dai festival – descrivono un successo: 150 mila visitatori di cui 27 mila studenti provenienti da 250 scuole, 200 luoghi della città, 250 case editrici coinvolte, 250 volontari, 1500 ospiti, 800 eventi.

Rispetto alla scorsa edizione – di cui avevamo parlato qui – la novità maggiore consiste nel cambiamento della struttura direttiva: dal 1° gennaio 2016 infatti il Comitato Promotore di Bookcity – formato dalle fondazioni dei maggiori editori milanesi e italiani: Mondadori, Feltrinelli, RCS, Feltrinelli e Scuola per Librai (cioè Gruppo GeMS) – è diventato un’Associazione. Si cerca così di dare una struttura più stabile, in modo da avere rapporti istituzionali più solidi e accedere a finanziamenti anche a lungo termine, mentre fino a oggi Bookcity era finanziata da sponsorizzazioni che devono essere rinnovate ogni anno. Il presidente è Piergaetano Marchetti, dal 2004 presidente anche della Fondazione Corriere della Sera e fino al 2012  Presidente del Consiglio di Amministrazione di RCS MediaGroup. La direzione è affidata a un Consiglio di indirizzo di cui fanno parte, oltre allo stesso Piergaetano Marchetti, anche Carlo Feltrinelli, Luca Formenton (presidente della Fondazione Mondadori e proprietario del Saggiatore) e Achille Mauri (presidente di Messaggerie Italiane Spa, l’holding del Gruppo Mauri Spagnol). Il passaggio dalle Fondazioni – scelte all’inizio per evitare scontri tra case editrici – ai loro presidenti segna, da un punto di vista quanto meno simbolico, la piena presa in carico della manifestazione da parte delle tre famiglie che hanno fatto la storia dell’editoria milanese negli ultimi cinquant’anni: Mondadori, Feltrinelli e Mauri, a cui si aggiunge il Corriere della sera. In posizione più laterale ci sono l’AIE, l’Associazione Italiana Editori, l’AIB, Associazione Italiana Biblioteche, e l’ALI, Associazione Librai Italiani.

Ogni anno Bookcity ha uno slogan, che dovrebbe dare il senso dell’edizione: quest’anno è “I quattro punti cardinali”. Intorno al Castello Sforzesco – che rimane il centro – gli incontri si svolgeranno in altri quattro punti della città – non ancora annunciati –, intorno a temi specifici. La particolarità di Bookcity – rispetto ad altri festival che si svolgono in città di provincia in sedi distinte ma vicine tra loro – è di avere appuntamenti sparsi in tutta la città. Già nell’edizione dell’anno scorso ci sono stati incontri, oltre che in centro, anche a Bresso, Sesto San Giovanni, Bruzzano, San Giuliano Milanese o Rozzano. Questa particolarità sembra rafforzarsi, ed è parallela alla trasformazione avvenuta negli ultimi anni a Milano, che ha moltiplicato i suoi centri.

Durante la presentazione Marchetti ha detto di augurarsi che anche le librerie, come già fruttivendoli e fiorai, abbiano l’autorizzazione di tenere banchetti sulla strada. Dice Marchetti che le arance sui marciapiedi rendono il paese bello, colorato, profumato e allegro, e che la stessa cosa potrebbe accadere per i libri. Quindi, in quanto presidente di Bookcity, si adopererà per una legge di questo tipo. L’anno scorso non si era registrata una risposta entusiasta da parte dei librai.

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