Kesha

Dr. Luke ha detto che Kesha si è inventata le accuse contro di lui

Ha detto di non averla violentata e di considerarla come "una sorella minore", dicendo che il caso è stato montato per risolvere un problema contrattuale

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Kesha dopo essere uscita dal tribunale di New York dove è stata emessa la sentenza di venerdì scorso. (AP Photo/Mary Altaffer)

Nella serata di lunedì il produttore discografico Dr. Luke, pseudonimo di Łukasz Sebastian Gottwald, ha parlato per la prima volta dopo la sentenza di venerdì che ha respinto la richiesta della cantante pop Kesha di rescindere il contratto professionale che legava i due, dopo le accuse di molestie sessuali fatte dalla cantante nei confronti di Gottwald. Dr. Luke ha negato tutte le accuse, dicendo di non avere mai violentato Kesha né di averci mai fatto sesso, e di considerarla una sorella minore. Ha poi sostanzialmente accusato Kesha di averlo falsamente accusato di stupro e violenze per risolvere in tribunale una semplice negoziazione contrattuale. Ha scritto Dr. Luke, in una lunga serie di tweet:

Fino ad ora non ho commentato la causa, che si dovrebbe risolvere in tribunale e non qui su Twitter. È un peccato che là fuori ci sia così tanta speculazione, basata su così poche informazioni. L’unica persona obiettiva a conoscenza dei fatti è il giudice. Il giudice non ha deciso in favore di Kesha venerdì. Capisco perché le persone che non conoscono tutti i fatti stiano parlando. Posso capire la loro compassione. Ma le vite possono essere rovinate quando c’è una corsa al giudizio prima che tutti i fatti vengano fuori. Guardate quello che è successo alla University of Virginia, a Duke, eccetera. Ovviamente chiunque sia sano di mente è contro lo stupro, ma tutti quelli che stanno commentando lo stanno commettendo, senza sapere i fatti. Stanno sostenendo un’accusa motivata solo dai soldi. Non ho stuprato Kesha e non ho mai fatto sesso con lei. Kesha e io siamo stati amici per tanti anni ed era come una sorella minore per me. Kesha ha negato sotto giuramento le orribili accuse che ora mi si stanno facendo. Questa è la testimonianza.

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 L’avvocato di Kesha Mark Geragos ha mosso un’altra accusa falsa di stupro contro di me, che è stata negata pubblicamente da Lady Gaga. Ho tre sorelle, una figlia e un figlio con la mia ragazza, e una mamma femminista che mi ha cresciuto correttamente. Kesha e io abbiamo fatto molte canzoni insieme, ed è stato spesso bello ma a volte ci sono state divergenze creative. È triste che lei abbia trasformato una negoziazione contrattuale in qualcosa di così orrendo e non vero.

Dr. Luke ha continuato dicendo di essere sicuro del fatto che alla fine la verità verrà fuori, ha ringraziato la famiglia e gli amici e ha detto che non parlerà più molto della vicenda, che si deve risolvere in tribunale.

Un breve riassunto
Kesha ha 28 anni e finora ha pubblicato due dischi, è diventata molto famosa con il singolo Tik Tok uscito nel 2009 e dal 2005 collabora con Dr. Luke, uno dei più importanti produttori statunitensi che ha lavorato anche con Katy Perry e Britney Spears: tra le canzoni più famose che ha scritto o co-scritto ci sono “California Gurls”, “Roar” e “Dark Horse” di Katy Perry, “Wrecking Ball” di Miley Cyrus, “Timber” di Pitbull e Kesha e “Good Feeling” di Flo Rida. Nell’ottobre del 2014 Kesha accusò Dr. Luke di averla molestata per molti anni e chiese a un giudice di rescindere il contratto che la legava professionalmente a lui. Kesha ha accusato Dr. Luke di averla riempita di alcool e droghe in diverse occasioni, prima di farle avance sessuali. Kesha sostiene anche che una volta Gottwald le diede delle “pillole anti sbronza” durante una bevuta, e che in seguito lei si è risvegliata nuda nel letto di Gottwald senza ricordare cosa fosse successo. Un’altra volta, dice, è sfuggita da una sua aggressione nella casa di Dr. Luke a Malibu scappando scalza sulla Pacific Coast Highway. Kesha ha anche accusato Dr. Luke di esercitare un controllo eccessivamente stretto sulla sua carriera musicale. In un passaggio della citazione in giudizio, Kesha ha scritto: «so di non poter lavorare con Dr. Luke. Non ce la faccio fisicamente. Non mi sento sicura in nessun modo». Kesha non pubblica un disco dal 2012, l’ultimo singolo a suo nome – “Crazy Kids” – è uscito il 30 aprile 2013. Dr. Luke è stato difeso nel processo dagli avvocati della Sony, cioè la proprietaria della Kemosabe Records, la sua casa discografica. La Sony ha fatto notare che Dr. Luke ha speso molti soldi per la promozione della carriera di Kesha – si è parlato di 60 milioni di dollari – e che lo stesso Dr. Luke ha offerto a Kesha di lavorare a un nuovo disco senza di lui (Kesha ha detto invece che la Sony ha minacciato di non promuovere un suo eventuale nuovo lavoro realizzato senza Dr. Luke).

Kesha ha chiesto al giudice di emettere un’ingiunzione che le permetterebbe di registrare dischi con altri produttori e etichette che non siano Dr. Luke e Sony, con i quali ha un contratto che prevede un totale di sei dischi (finora ne ha incisi tre). La deposizione a cui fa riferimento Dr. Luke nel suo tweet, e nella quale Kesha avrebbe detto sotto giuramento che il produttore non l’avrebbe mai molestata sessualmente, fa parte di un processo del 2011 nel quale un’azienda di management musicale denunciò Kesha e Dr. Luke per aver fatto saltare un accordo per un disco con Warner Bros., casa produttrice rivale della Sony. Kesha allora disse che non era stato Dr. Luke a costringerla a rimanere con la sua etichetta, e che non le aveva mai somministrato medicinali con il fine di violentarla. Spiega Slate però che le deposizioni disponibili pubblicamente sul processo sono frammentarie, ed è possibile che Kesha abbia detto sotto giuramento solo che la compagnia di management musicale coinvolta nella causa non poteva essere a conoscenza di molestie sessuali, non che queste non fossero effettivamente avvenute.

Cos’è successo venerdì e cosa succede ora
Venerdì 19 febbraio il giudice ha deciso di respingere la richiesta di Kesha, spiegando che non ci sono elementi sufficienti per confermare le accuse e che «non esistono prove di un danno irreparabile» nei confronti di Kesha, che poco dopo la sentenza ha iniziato a piangere in tribunale.  La sentenza è stata da subito molto criticata. Molte musiciste e attrici fra cui Lady Gaga, Lorde, Demi Lovato, Miley Cyrus e Lena Dunham, hanno espresso a Kesha la loro solidarietà usando anche l’hashtag #FreeKesha. La cantante Taylor Swift ha anche donato 250.000 dollari a Kesha per aiutarla nel processo. Gli esperti di industria musicale dicono che è possibile che a un certo punto Sony concederà a Kesha di rescindere il proprio contratto, se le celebrità che stanno esprimendo il loro supporto alla cantante dovessero aumentare di molto, per paura di una ritorsione negativa sull’azienda in termini di immagine.

Per ora Kesha non ha ancora detto se farà ricorso contro la sentenza di venerdì. I suoi avvocati hanno spiegato che al momento, dato che Dr. Luke è lo storico collaboratore e produttore di Kesha e il proprietario della sua etichetta, la decisione del giudice costringe la cantante a lavorare “sia con che per l’uomo che ha abusato di lei”. E se Kesha non potesse più registrare musica, hanno aggiunto, non potrebbe più fare tour né vendere dischi, e la sua popolarità crollerebbe irreparabilmente. Sia Sony che Dr. Luke hanno detto però che Kesha è libera di lavorare con altri produttori per il suo prossimo disco, che però dovrà uscire per l’etichetta di Dr. Luke. Secondo Kesha questa concessione non è abbastanza, perché un suo nuovo eventuale disco frutto del lavoro con un altro produttore non sarebbe promosso adeguatamente dalla casa discografica.

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