Perché Harpers Collins ha comprato 20lines

È una piattaforma per condividere e commentare testi brevi e seriali: la casa editrice l'ha appena acquistata per pubblicizzare i propri libri e trovare nuovi autori

La app di 20lines, la community di autori e lettori acquisita da HarperCollins Italia, è disponibile per i dispositivi Apple

Il 18 febbraio HarperCollins Italia ha annunciato l’acquisizione di 20lines, una community di lettori e autori diffusa a livello internazionale, ma nata alla fine del 2012 da una startup italiana. Gli utenti di 20lines possono condividere sulla piattaforma brevi racconti, lunghi 240 righe al massimo, e leggere e commentare le storie degli altri “20liner”. Esiste una versione desktop di 20lines, ma il successo della piattaforma è dovuto principalmente alla sua app, disponibile per i dispositivi Apple.

La divisione italiana della grande casa editrice americana HarperCollins, che fa parte della News Corp di Rupert Murdoch, è arrivata nel mercato editoriale italiano alla fine di settembre 2015, dopo aver comprato da Mondadori Harlequin Italia, l’editore degli Harmony, i romanzi rosa in vendita nelle edicole. Oggi HarperCollins ha due marchi oltre agli Harmony: Hc, che pubblica romanzi di genere, dai fantasy ai romanzi storici, ed eLit, una collana di ebook. Tutte le pubblicazioni di HarperCollins Italia sono rivolte a un pubblico di donne, tanto che accedendo al sito della casa editrice si legge il messaggio “Sei già registrata?”, declinato esclusivamente al femminile.

L’annuncio dell’acquisizione di 20lines da parte di HarperCollins Italia è arrivata nello stesso giorno della presentazione della nuova app di Anobii, il social network dedicato alla lettura comprato da Mondadori nel 2014. Nei mesi scorsi alcuni grandi editori, come Penguin Random House, hanno chiuso o venduto le loro piattaforme di self-publishing. La nuova strategia potrebbe essere acquisire direttamente le community di autori e lettori che già esistono. Tuttavia Anobii, che ha circa 300mila utenti registrati in Italia, contro i 220mila in tutto il mondo di 20lines, si rivolge esclusivamente ai lettori, mentre la piattaforma acquisita da HaperCollins Italia nasce come community per la pubblicazione.

La storia di 20lines

20lines è stata fondata nel 2012 da quattro ragazzi: Alessandro Biggi, Pietro Pollichieni, Marco Pugliese e Francesco Scalambrino. Nei prossimi mesi affiancheranno HarperCollins nella gestione della piattaforma, prima di dedicarsi ad altri progetti. Alessandro Biggi ha raccontato al Post che l’idea di un sito dove leggere brani narrativi di lunghezza ridotta è nata perché lavorando tutto il giorno non trovava tempo per leggere, se non racconti brevi o favole.

Nella versione iniziale di 20lines le storie venivano costruite attraverso la collaborazione di diversi utenti, in un arco di 20 giorni: un 20liner proponeva un incipit e altri aggiungevano brani successivi, o proponevano versioni alternative, mantenendosi sempre nel limite delle 20 righe (da qui il nome della piattaforma). Questa modalità di scrittura di gruppo – piuttosto simile a quella della cosiddetta fanfiction – è tuttora attiva sulla versione desktop di 20lines, ma solo nella sezione in italiano (20lines esiste anche in inglese, francese, spagnolo, tedesco, portoghese e russo): i fondatori della piattaforma si sono resi conto che gli utenti preferivano scrivere e leggere storie di un unico autore. Inoltre, come Biggi ha spiegato al Post, circa il 20 per cento delle persone che usa 20lines pubblica storie (si tratta degli utenti più attivi), il restante 80 per cento frequenta la piattaforma solo come lettore.

Nel tempo 20lines è cambiata molto per adeguarsi alle richieste dei suoi utenti. Inizialmente, alcuni scrittori – tra cui Giorgio Faletti e Licia Troisi – erano stati invitati a utilizzare la piattaforma, ma l’iniziativa non aveva aumentato la popolarità della piattaforma. L’utente medio di 20lines, ha spiegato Biggi, è una ragazza tra i 15 e i 21-23 anni. Le storie più lette appartengono a svariati generi, ma il tema romantico è quasi sempre presente.

La piattaforma è usata soprattutto in Italia, negli Stati Uniti, in Francia e in Messico. I fondatori hanno pubblicizzato 20lines soprattutto tra i lettori e gli autori di lingua inglese, sia perché si tratta dei clienti del mercato editoriale più vasto al mondo, sia perché nel 2014 avevano cercato dei finanziatori a San Francisco. Il successo in Francia invece è stato inaspettato e spontaneo, così come quello in Messico – anche se nei paesi dell’America Latina il tasso di abbandono della piattaforma tra gli utenti è molto alto, ha detto Biggi.

20lines non è l’unica piattaforma di scrittura usata dalle ragazze a cui piace scrivere e leggere. Il più popolare social network di self publishing è Wattpad, nato nel 2006 in Canada. Anche la versione originale di Wattpad era diversa da quella attuale: era stato pensato per condividere testi lunghi, romanzi e non racconti o singoli capitoli. Come è stato per 20lines però, i contenuti seriali hanno avuto maggiore successo: i membri di queste community, soprattutto teenager, leggono e scrivono usando smartphone e tablet e preferiscono i formati brevi, gli episodi che possono essere letti durante un tragitto in metropolitana o su un autobus. Anche Amazon ha sviluppato una piattaforma simile, dove gli autori propongono capitoli successivi di un’opera in costruzione e chiedono consigli ai lettori che li seguono: si chiama Write On.

Perché una casa editrice investe in una community come 20lines

Alcuni utenti di Wattpad sono stati scoperti dalle case editrici grazie alla piattaforma, e i loro libri in alcuni rari casi hanno venduto bene. In Italia è successo a Cristina Chiperi, autrice di My Dilemma Is You (Leggereditore, 2016), negli Stati Uniti a Anna Todd, che ha scritto la quadrilogia After (Sperling & Kupfer, 2015), i cui singoli capitoli sono stati dei bestseller anche nelle classifiche italiane. Finora nessun 20liner ha pubblicato un romanzo attraverso i canali dell’editoria tradizionale, anche se nel 2014 20lines, Rizzoli e Amazon hanno organizzato il concorso Big Jump, che ha portato alla pubblicazione di un romanzo in formato cartaceo (Dimmi se ne vale la pena di Stefania Balotelli) e di due ebook. Tra gli autori più prolifici, Biggi segnala mave, che scrive in italiano, e la francese Emily Peters, che ha un profilo anche su Wattpad.

HarperCollins intende usare la piattaforma in due modi: per trovare nuovi autori – o più precisamente, autrici – e per lanciare i suoi nuovi titoli attraverso la piattaforma.

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