Kesha

La brutta storia di Kesha e Dr. Luke

Nel 2014 la famosa cantante aveva chiesto a un giudice di rescindere il suo contratto col produttore americano, sostenendo che lui l'avesse violentata: il giudice ha dato ragione a Dr. Luke

Kesha
Kesha all'uscita dal tribunale di New York. 19 febbraio 2016. (AP Photo/Mary Altaffer)

Aggiornamento di lunedì 22 febbraio: Dr. Luke ha scritto diversi tweet commentando la vicenda, per la prima volta dopo la sentenza di venerdì. Ha negato tutte le accuse, dicendo di non avere mai stuprato Kesha né di avere fatto sesso con lei, e l’ha accusata di avere «trasformato una negoziazione contrattuale in qualcosa di così orrendo e non vero».

Fino ad ora non ho commentato la causa, che si dovrebbe risolvere in tribunale e non qui su Twitter. È un peccato che là fuori ci sia così tanta speculazione, basata su così poche informazioni. L’unica persona obiettiva a conoscenza dei fatti è il giudice. Il giudice non ha deciso in favore di Kesha venerdì. Capisco perché le persone che non conoscono tutti i fatti stiano parlando. Posso capire la loro compassione. Ma le vite possono essere rovinate quando c’è una corsa al giudizio prima che tutti i fatti vengano fuori. Guardate quello che è successo alla University of Virginia, a Duke, eccetera. Ovviamente chiunque sia sano di mente è contro lo stupro, ma tutti quelli che stanno commentando lo stanno commettendo, senza sapere i fatti. Stanno sostenendo un’accusa motivata solo dai soldi. Non ho stuprato Kesha e non ho mai fatto sesso con lei. Kesha e io siamo stati amici per tanti anni ed era come una sorella minore per me. Kesha ha negato sotto giuramento le orribili accuse che ora mi si stanno muovendo contro. (…) L’avvocato di Kesha Mark Geragos ha mosso un’altra accusa falsa di stupro contro di me, che è stata negata pubblicamente da Lady Gaga. Ho tre sorelle, una figlia e un figlio con la mia ragazza, e una mamma femminista che mi ha cresciuto correttamente. Kesha e io abbiamo fatto molte canzoni insieme, ed è stato spesso bello ma a volte ci sono state divergenze creative. È triste che lei abbia trasformato una negoziazione contrattuale in qualcosa di così orrendo e non vero.

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Da qualche giorno i giornali statunitensi e in particolare quelli che si occupano di musica stanno scrivendo molto del brutto guaio della cantante pop Kesha (nome d’arte di Kesha Rose Sebert) e del produttore Dr. Luke, pseudonimo di Łukasz Sebastian Gottwald. Kesha ha 28 anni e finora ha pubblicato due dischi, è diventata molto famosa con il singolo Tik Tok uscito nel 2009 e dal 2005 collabora con Dr. Luke, uno dei più importanti produttori statunitensi che ha lavorato anche con Katy Perry e Britney Spears. Nell’ottobre del 2014 Kesha ha accusato Dr. Luke di averla molestata per molti anni e ha chiesto a un giudice di rescindere il contratto che la lega professionalmente a lui. Venerdì 19 febbraio il giudice ha deciso di respingere la richiesta di Kesha, spiegando che non ci sono elementi sufficienti per confermare le accuse e che «non esistono prove di un danno irreparabile» nei confronti di Kesha, che poco dopo la sentenza ha iniziato a piangere in tribunale.  La sentenza è stata da subito molto criticata. Molte musiciste e attrici fra cui Lady Gaga, Lorde e Lena Dunham, hanno espresso a Kesha la loro solidarietà usando anche l’hashtag #FreeKesha. La cantante Taylor Swift ha anche donato 250.000 dollari a Kesha per aiutarla nel processo.

#FreeKesha

Una foto pubblicata da B R AN D Y / S L A Y A N A (@4everbrandy) in data:

Il Guardian ha scritto che Kesha «ha accusato Dr. Luke di averla riempita di alcool e droghe in diverse occasioni, prima di farle avance sessuali. Kesha sostiene anche che una volta Gottwald le diede delle “pillole anti sbronza” durante una bevuta, e che in seguito lei si è risvegliata nuda nel letto di Gottwald senza ricordare cosa fosse successo». Kesha ha anche accusato Dr. Luke di esercitare un controllo eccessivamente stretto sulla sua carriera musicale. In un passaggio della citazione in giudizio, Kesha ha scritto: «so di non poter lavorare con Dr. Luke. Non ce la faccio fisicamente. Non mi sento sicura in nessun modo». Kesha non pubblica un disco dal 2012, l’ultimo singolo a suo nome – “Crazy Kids” – è uscito il 30 aprile 2013.

Dr. Luke ha negato tutte le accuse e nel processo è stato difeso dagli avvocati della Sony, cioè la proprietaria della sua casa discografica. La Sony ha fatto notare che Dr. Luke ha speso molti soldi per la promozione della carriera di Kesha – si è parlato di 60 milioni di dollari – e che lo stesso Dr. Luke ha offerto a Kesha di lavorare a un nuovo disco senza di lui (Kesha ha detto invece che la Sony ha minacciato di non promuovere un suo eventuale nuovo lavoro realizzato senza Dr. Luke).

Alla fine la giudice Shirley Kornreic ha deciso di dare ragione a Dr. Luke e alla Sony. Kornreic ha fatto notare l’assenza di prove di natura medica dei presunti abusi sessuali e in generale la fragilità della richiesta, spiegando: «mi stai chiedendo di rompere un contratto frutto di intense negoziazioni e tipico del settore. […] Non capisco perché devo emettere una misura straordinaria come un’ordinanza». Non è ancora chiaro se Kesha deciderà di continuare a lavorare con Dr. Luke oppure cercherà altri modi per interrompere il contratto.

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