porcospino

Il business degli animali su Instagram

Ci sono account "intestati" a porcospini, conigli e cagnolini che hanno un gran successo e fanno molti soldi (finché l'animale non muore, almeno)

porcospino

Il magazine online Quartz ha analizzato in un lungo articolo il recente successo di alcuni account Instagram che hanno come protagonisti degli animali, fra cui cani, gatti, conigli, porcellini d’india, capre, capibara, scoiattoli e porcospini. La storia del successo di questi account è la stessa di quelli tradizionali, diciamo: foto dopo foto accumulano fan e iscrittiche poi “monetizzano” partecipando a campagne o eventi pubblicitari. La cosa particolare è che in questo caso le persone dietro gli account non gestiscono la propria immagine, bensì quella di un animale – la cui venerazione online ha delle regole tutte sue – e che rispetto ai “consueti” fenomeni di celebrità sui social network capita più spesso di avere a che fare con la morte del protagonista dell’account.

Alla fine però, riassume Quartz, dalla prospettiva di un’azienda «gli animali sono i testimonial ideali. Si portano dietro un seguito enorme e devoto: eppure, a differenza delle celebrità “umane”, non possono rovinarsi la reputazione con tweet offensivi o scritti da sbronzo, non si sposano né fanno bambini, non intraprendono svolte artistiche cercando di “fare cose sperimentali” e non possono alienarsi i fan della prima ora. Sono adorabili, silenziosi e perfetti».

Di cosa stiamo parlando

Fondamentalmente, di animali carini fotografati in pose buffe o vestiti e in pose “da umani”. Alcuni account sono sorprendentemente minimalisti: mostrano l’animale in questione in varie pose, con una bella luce, magari con alcuni hashtag azzeccati. È il caso ad esempio di hogybaby, un account che mostra piccoli porcospini in una stanza dalle pareti bianche accanto a oggetti comuni come orologi o scarpe; o di joejoe_the_capybara, fotografato mentre nuota, annusa della frutta oppure ospita sul dorso piccole papere. Oppure c’è pumpkintheraccoon, un procione che viene fotografato mentre fra le altre cose mangia a tavola oppure legge un libro.

Here is another baby bara picture of me in the park with @kim_creech ^-^ #capybara

Una foto pubblicata da JoeJoe (@joejoe_the_capybara) in data:

Una foto pubblicata da hedgehog (@hogybaby) in data:

Una foto pubblicata da Pumpkin The Raccoon (@pumpkintheraccoon) in data:

Altri account sono un po’ più elaborati: è il caso di cashcats, che abbina foto di gatti a foto di soldi.

Gli utenti interagiscono mettendo un “like”, oppure un commento di apprezzamento. A volte l’account di un animale viene creato un po’ per gioco e diventa famosissimo nel giro di poche ore: è successo per esempio al porcospino Lionel, diventato famoso dopo una ricondivisione del cantante Joe Jonas, che su Instagram ha 3,4 milioni di iscritti (oggi il porcospino Lionel ha più di 60mila iscritti: di recente nelle sue foto vengono mostrati prodotti come tazze e orologi, frutto molto probabilmente di accordi pubblicitari).

Come si può immaginare, i padroni degli animali e gestori degli account tendono a proiettare la propria immagine sugli animali di cui gestiscono i profili social: l’assistente sociale Molly Prottas, che gestisce l’account di un coniglio d’Angora chiamato Wally, dice che preferisce che le sue foto non trasmettano solo allegria, ma anche «tristezza, o anche imbarazzo». A volte succede il contrario, e sono gli iscritti a proiettare propri sentimenti sugli animali o a sviluppare per loro uno strano attaccamento: Katie Sturino, la proprietaria di una celebre cagnolina di razza King Charles spaniel chiamata Toast, ha raccontato a Quartz di aver visto della gente piangere dopo che aveva incontrato dal vivo Toast: «Per me l’esperienza coi fan – e questo può suonare un po’ strano – consiste nel lasciare che le persone abbiamo il loro momento privato col cane. Alcune persone vedono il suo muso ogni giorno. Nessuno viene da me per me».

Cosa segue

I gestori di account come questi – che a volte curano tutto da sé, mentre in altri casi si fanno aiutare da agenti o rappresentanti – fanno soldi in quattro modi: partecipazione a eventi pubblicitari o di beneficenza, sponsorizzazioni, vendita di merchandising o inserimento di prodotti nelle foto a scopo pubblicitari. Quartz spiega che per i primi due casi i gestori contattati non hanno voluto fornire delle cifre, ma un tariffario a spanne pubblicato dal magazine Create & Cultivate sostiene che un account Instagram con più di 100mila iscritti può far pagare circa duemila dollari per un contratto con un’azienda. Più un animale è popolare, ovviamente, più gli eventi o le sponsorizzazioni a cui prendere parte prevedono un ampio giro di soldi: a gennaio è stato inscenato una specie di “matrimonio” fra Toast – che ha più di 340mila iscritti – e un suo simile, durante il quale Toast ha indossato un abito da sposa su misura e una collana di diamanti dal valore di circa 139mila dollari (il matrimonio era una specie di evento promozionale per il sito di gestione di matrimoni Zola). Fra le altre cose Toast è anche una modella per la casa di moda Karen Walker. matrimonio

 

A eventi del genere, in scala minore, possono partecipare anche animali con un seguito minore. Holly, il chihuahua protagonista dell’account @LittleHollysBigWorld, ha poco più di 2.500 iscritti ma ha già partecipato a un evento di beneficenza per la Jason Dubus Hiegl Foundation, una fondazione per i diritti degli animali. Altri ancora investono nel merchandising: Boo, uno dei tre cani del popolare account buddyboowaggytails, che al momento ha più di 600mila iscritti, ha una propria linea di peluche, magliette, libri e biglietti di San Valentino.

took a few of my friends to the sydney opera house yesterday! it was a bit windy, but the outfits helped keep the gang warm. Una foto pubblicata da Buddy Boo Blue (@buddyboowaggytails) in data:

Che succede quando muoiono?

Quartz suggerisce malignamente che, secondo alcune voci, quando l’animale di un account famosissimo muore, viene sostituito con un suo simile praticamente identico. Ma ci sono altri modi per gestire un evento del genere: lasciare sostanzialmente inattivo l’account – come nel caso del porcospino Biddy, morto circa un anno fa, il cui “necrologio” è stato commentato da più di 27mila utenti – oppure proseguire sostituendo l’animale o uno degli animali dell’account. È il caso dell’account che pubblica le foto della coppia di cani Harlow e Sage (attualmente ha 1,1 milioni di follower): quando Sage è morto nel 2013, il suo gestore l’ha sostituito con altri due piccolo cani, Indiana e Reese, pur lasciando invariato il nome dell’account.

This is a very difficult post to type and it breaks our hearts. Our spiky little guy passed away on Sunday, March 1st. Biddy finally seemed better, then he quickly took a turn for the worst. In the end we believe cancer was the cause of death and the reason for all of his health issues. We are very thankful for all the time we spent with him before he went. We want to thank all of you for following Biddy and his adventures. It’s truly amazing to see people from all parts of the world sharing and commenting on his photos. To know that Biddy’s photos could bring happiness, laughter and possibly inspire others is breathtaking. We couldn’t have asked for a better hedgehog. Biddy was a big part of our family and he will be greatly missed. #biddythehedgehog #runstronglittlebuddy 🐭🐾 Una foto pubblicata da Biddy (@biddythehedgehog) in data:

Oh, hello.

Una foto pubblicata da Harlow, Sage, Indiana & Reese (@harlowandsage) in data:

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