• Moda
  • 19 febbraio 2016

Le sfilate di cui si parla a New York

di Enrico Matzeu – @ematzeu

Foto dalla Settimana della moda americana: Marc Jacobs con Lady Gaga, lo stile marinaresco di Tommy Hilfiger e le scarpe basse di Victoria Beckham

La sfilata di Marc Jacobs, New York, 18 febbraio 2016. (AP Photo/Julie Jacobson)

Giovedì 18 febbraio si è conclusa la New York Fashion Week, la settimana della moda americana iniziata giovedì 11 febbraio e dedicata alle collezioni donna per l’autunno/inverno 2016-17. New York ha aperto la stagione delle sfilate, che proseguiranno poi a Londra, Milano e Parigi. In questi giorni si è parlato soprattutto delle sfilate più eccentriche, in particolare quella di Hood by Air, ispirata al tema dei migranti, e quelle di due personaggi famosi diventati direttori creativi di due marchi sportivi: Kanye West per Adidas e Rihanna per Puma. Si è discusso anche della decisione all’ultimo momento di Tom Ford di non sfilare e presentare la collezione a settembre, e Diane di von Furstenberg che ha sostituito la tradizionale sfilata con un evento in cui le modelle passeggiavano e ballavano davanti alla stilista e alla stampa.

Victoria Beckham

Tra le prime collezioni a sfilare c’è stata quella dell’ex Spice Girl Victoria Beckham, che dal 2008 disegna la collezione che porta il suo nome. In pochi anni la sua azienda è cresciuta molto ed è apprezzata anche dai critici. Beckham ha riproposto per il prossimo inverno un elemento molto di moda negli anni Novanta: il corsetto. L’ha disegnato però in versione giorno, con tessuti a quadri o a righe. Un’altra novità è stata l’assenza di décolleté con tacchi alti, sostituite da scarpe basse.

Tommy Hilfiger

Tommy Hilfiger è uno degli stilisti americani più conosciuti. La sua sfilata è stata molto scenografica: ha ricreato nell’armeria di Park Avenue, nell’Upper East Side, il pontile di una nave da crociera dove ha sfilato la collezione in stile marinaresco. C’erano cappotti ispirati a quelli dei marinai, e gonne e abitini con bande dorate e mostrine; Robin Givhan, il critico di moda del Washington Post, ha scritto che più che abiti sembravano costumi di scena.

Michael Kors

Sta andando molto bene, soprattutto grazie alla vendita degli accessori. Negli ultimi anni ha rilanciato il proprio stile e ha venduto molto borse e portafogli. Tim Blanks dell’importante rivista di moda Business of Fashion ha definito l’ultima collezione di una “qualità schizofrenica”: Kors ha mescolato elementi classici come pullover color cammello e pellicce color miele a dettagli più eccentrici, come le frange sul fondo dei jeans. Kors stesso ha spiegato che l’intento era unire lo stile di Alexa Chung (modella inglese nota per lo stile raffinato) e quello più eccentrico di Liza Minelli.

DKNY

È stata la seconda sfilata del marchio DKNY della stilista Donna Karan senza Donna Karan. Dallo scorso settembre gli abiti sono disegnati dai due giovani stilisti Dao-Yi Chow e Maxwell Osbourne, che prima lavoravano a Public School. Chow e Osbourne stanno cambiando molto lo stile del marchio, rendendolo ancora più casual di prima: la collezione punta a clienti giovani, per esempio con le felpe che reinterpretato l’acronimo di DKNY in “Dazed Kids New York” (ovvero “ragazzi meravigliati New York”) o “Designers Know Nothing Yet” (“gli stilisti non sanno ancora niente”). I due stilisti hanno spiegato alla rivista Dazed di aver voluto scherzare con il nome del marchio: un modo per attirare l’attenzione dato che in molti non sanno cosa significhi.

Oscar De La Renta

Dopo la morte di Oscar De La Renta, avvenuta nell’ottobre del 2014, le collezioni dell’azienda a suo nome sono disegnate da Peter Copping: il 17 febbraio ha presentato la sua terza collezione che però non è piaciuta moltissimo alla stampa. Il sito di moda Fashionista ha scritto che gli abiti da giorno mancavano di ispirazione ed erano quasi tutti in tinta unita. De La Renta è noto soprattutto per gli abiti da sera, che infatti sono piaciuti di più.

Proenza Schouler

Proenza Schouler è stato fondato nel 2002 dai due stilisti Jack McCollough e Lazaro Hernandez, entrambi usciti dalla famosa Parson’s School di New York. La collezione che hanno proposto per il prossimo inverno è fatta di vestiti decostruiti, pantaloni morbidi e abiti sovrapposti, ispirati al pittore minimalista Frank Stella. I due stilisti si stanno muovendo molto per cambiare tempi e ritmi della moda, e sette pezzi della loro collezione sono già in vendita nella loro boutique di New York e sul sito web dell’azienda.

Nicopanda

L’azienda è stato fondata qualche anno fa dallo stilista italo-giapponese Nicola Formichetti, il direttore creativo di Diesel che in passato ha lavorato con Mugler e che ha curato l’immagine di Lady Gaga. Quella di New York è stata la sua prima sfilata, con look ispirati a Londra, New York, e soprattutto al Giappone e alla Tokyo degli anni Ottanta. Ci sono bomber e cappotti vintage insieme a particolari più pop, come le stampe scelte per gli abiti. Formichetti è noto per le trovate sempre un po’ provocanti e per la scelta dei testimonial, tra cui attori porno gay.

Marc Jacobs

La sfilata è piaciuta parecchio, ed è stata definita da molti critici straordinaria. La rivista WDD ricorda che l’azienda sta attraversando un momento di profondo cambiamento ma la capacità di Jacobs di «avere un impatto significativo e profondo» sugli spettatori non è cambiata: «sono stati 12 minuti con un milione di idee». Le modelle – c’era anche Lady Gaga – hanno sfilato su una colonna sonora scritta dal giapponese Keiji Haino e fatta sostanzialmente di campane. Il colore predominante era il nero, sottolineato anche nel trucco degli occhi e nel rossetto delle modelle, e gli abiti erano gotici e stravaganti, con pellicce, piume, decorazioni vittoriane e stampe di cani, gatti, batterie e corvi.

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