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Trumbo, la storia vera

Dalton Trumbo vinse due Oscar negli anni Cinquanta usando nomi inventati dopo essere stato accusato di essere una spia comunista: una parte della sua vita è raccontata nel film "L’ultima parola"

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(AFP/Getty Images)

Nel 1953 il premio Oscar per il miglior soggetto – “Best Story” in inglese – fu vinto da Ian McLellan Hunter, sceneggiatore di Vacanze romane. L’Oscar per il miglior soggetto del 1956 lo vinse invece Robert Rich per il film La più grande corrida. Nè Hunter né Rich avevano scritto quelle sceneggiature: Hunter era un prestanome e Rich proprio non esisteva. Le sceneggiature di Vacanze romane e La più grande corrida le aveva scritte Dalton Trumbo, uno dei più prolifici e meglio pagati sceneggiatori della Hollywood degli anni Quaranta. Trumbo aveva pensato e scritto quelle due storie ma non aveva potuto firmarle perché nel 1947 era diventato uno degli Hollywood Ten: dieci professionisti del cinema statunitense che furono sospettati di simpatie comuniste e furono quindi sospesi e boicottati da Hollywood per anni. Una parte della vita di Trumbo è raccontata nel film L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo, uscito in Italia l’11 febbraio e tratto dal libro-intervista Trumbo, pubblicato nel 1977 dal giornalista Bruce Alexander Cook e di recente pubblicato in Italia da Rizzoli.

Trumbo – che effettivamente sì, aveva simpatie comuniste – è il più famoso degli Hollywood Ten: era quello più famoso quando cominciò il boicottaggio negli anni Quaranta, fu uno di quelli che negli anni Cinquanta se la passò peggio ed è quello che si impegnò di più per far finire il boicottaggio nei confronti suoi, degli altri nove e di centinaia di meno famosi professionisti, non solo del mondo del cinema, che subirono le conseguenze del cosiddetto maccartismo: un periodo tra gli anni Cinquanta e Sessanta in cui gran parte della vita pubblica e politica statunitense fu dominata dalla paura del comunismo e dalla ricerca delle presunte spie comuniste.

Trumbo nacque nel 1905 e passò i primi anni di vita a Grand Junction, una piccola città del Colorado. Suo padre lavorava in un negozio di scarpe ma quando Trumbo era ancora ragazzo la sua famiglia ebbe diversi problemi economici. Dovette prendersi cura delle due sorelle minori ma riuscì comunque a studiare e andare al college, dove iniziò ad appassionarsi alla scrittura e soprattutto al giornalismo. Si iscrisse anche all’università del Colorado ma ci restò solo un anno e non riuscì laurearsi. Nel 1925 decise di trasferirsi a Los Angeles e provare a diventare qualcuno nel mondo del giornalismo. Le cose andarono piuttosto male e Trumbo finì a lavorare in una panetteria.

Nonostante il lavoro in panetteria, Trumbo provò a cercare collaborazione con alcune riviste e riuscì a crearsi qualche spazio, scrivendo per esempio per Vanity Fair e Hollywood Spectator. Si fece conoscere e nel 1933 riuscì a far diventare il suo lavoro notturno (la scrittura) qualcosa da fare a tempo pieno: lasciò il lavoro in panetteria e accettò un lavoro a tempo pieno per l’Hollywood Spectator. Nel 1935 fu pubblicato il suo primo romanzo, Eclipse, e negli anni Trenta Trumbo iniziò a collaborare con alcuni studios: il suo lavoro consisteva nel leggere, valutare e selezionare testi che sarebbero poi potuti diventare sceneggiature e in seguito film.

Trumbo riuscì presto a scrivere e firmare sceneggiature con il suo nome: per i primi anni furono cose piccole, per piccole produzioni. Nel 1938 fu pubblicato Johnny Got His Gun, il secondo romanzo di Trumbo. La storia di Johnny Got His Gun è seria e drammatica: il protagonista è un soldato che durante la Prima guerra mondiale viene ferito e perde braccia, gambe e gran parte dei suoi sensi. Il libro vinse uno dei più importanti premi letterari statunitensi, il National Book Awards per il romanzo più originale. È un libro apertamente contro la guerra e durante gli anni della Seconda guerra mondiale fu usato come prova del presunto antiamericanismo di Trumbo: essere contro la guerra in un periodo in cui gli Stati Uniti erano in guerra era, secondo secondo i suoi detrattori e una parte dell’opinione pubblica, segno di scarso amore per il paese. Sempre negli anni Trenta Trumbo incontrò Cleo Beth Fincher, che sposò nel 1938.

Nel 1943 Trumbo si avvicinò al Partito comunista degli Stati Uniti e in diverse occasioni partecipò a battaglie sindacali ritenute molto di sinistra e prese posizioni contro l’intervento americano nella Seconda guerra mondiale. Come conseguenza delle sue idee politiche Trumbo finì per essere osservato e interrogato dall’HUAC, la Commissione per le attività antiamericane.

Kenny TrumboDalton Trumbo dopo essere stato interrogato dall’HUAC, nel 1947 (AP Photo/Byron Rollins)

Così come molte altre persone Trumbo dovette rispondere a una famosa domanda: «Lei è o è mai stato membro del Partito comunista?». Trumbo – come in quegli anni fecero in pochi – non negò mai la sua adesione al Partito comunista e anzi sfidò chi lo interrogava.

HOLLYWOOD TENGli Hollywood Ten; Trumbo è il primo da sinistra nella seconda fila (AP Photo)

Prima dell’interrogatorio dell’HUAC Trumbo era diventato uno stimato sceneggiatore e si era occupato anche di film più grandi e importanti. Lavorava molto e anche bene: la sua sceneggiatura per il film Kitty Foyle, ragazza innamorata fu nominata nel 1941 per un Oscar. Negli anni in cui finì nella “lista nera” degli Hollywood Ten, Trumbo dovette anche passare 10 mesi in prigione, accusato di aver ostacolato il lavoro della HUAC.trumbo-prigioneTrumbo il giorno in cui entrò in carcere, nel 1950 (Wikimedia)

Negli anni Cinquanta – dopo la prigione e dopo la fine della guerra – Trumbo rientrò sempre più nel mondo del cinema, facendolo però in incognito. Scrisse numerose sceneggiature ma non ne firmò mai nessuna. In quegli anni – anche per motivi economici – Trumbo privilegiò la quantità alla qualità. Scrisse però anche alcune importanti sceneggiature, tra cui le due grazie alle quali vinse – seppur tramite nomi fittizi – i “suoi” due Oscar. Dopo l’Oscar per La più grande corrida – nella seconda metà degli anni Cinquanta – nel mondo del cinema si iniziò a sospettare che quelle sceneggiature potevano essere state scritte da Trumbo. Era plausibile che la sceneggiatura di Vacanze romane l’avesse scritta Ian McLellan Hunter, che esisteva e di lavoro faceva lo sceneggiatore. Era più difficile credere che la sceneggiatura di La più grande corrida l’avesse scritta Robert Rich, di cui mai nessuno aveva sentito parlare.

Dopo aver inizialmente negato di essere l’autore di quelle sceneggiature, Trumbo iniziò a giocare sulla cosa: non ammise mai direttamente di aver scritto la sceneggiatura di La più grande corrida ma il suo atteggiamento a volte ambiguo contribuì a far girare le voci sul fatto che Robert Rich fosse Dalton Trumbo. Nel frattempo Trumbo collaborò in modo sempre più esplicito con due dei più grandi personaggi del cinema di quegli anni: l’attore Kirk Douglas – padre di Michael – e il regista tedesco Otto Preminger. Per Douglas Trumbo scrisse la sceneggiatura di Spartacus, film diretto da Stanley Kubrick e quella di Exodus. Entrambi i film uscirono nel 1960 e Spartacus fu il primo film di cui Trumbo tornò a firmare la sceneggiatura. La “paura rossa” del maccartismo stava, perlomeno a Hollywood, svanendo ma la messa al bando degli Hollywood Ten era nella pratica ancora attiva. Le importanti collaborazioni di Trumbo e il successo di Spartacus ed Exodus contribuirono nel 1960 alla fine dei divieti nei confronti degli Hollywood Ten.

A livello mediatico la vera fine della messa al bando degli Hollywood Ten arrivò nel febbraio 1961: Spartacus era ancora nei cinema e soprattutto perché a scriverlo era stato Trumbo era accusato di essere un film “socialmente pericoloso”. Il presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy andò a vedere il film, e uscendo disse ai giornalisti che, semplicemente, gli era piaciuto.

Negli anni Sessanta e Settanta Trumbo tornò a scrivere e firmare apertamente le sceneggiature. Adattò da un romanzo di Henri Charrière la sceneggiatura del film Papillon – con Steve McQueen e Dustin Hoffman – e diresse il film tratto da Johnny Got His Gun. (E Johnny prese il fucile, in italiano). Nel 1975 Trumbo ottenne dall’Academy – l’associazione che assegna gli Oscar – il riconoscimento per aver effettivamente scritto la sceneggiatura di La più grande corrida; quello per Vacanze romane arrivò invece nel 2001, 25 anni dopo la sua morte.

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