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Mattel ha fatto una stampante 3D giocattolo

Si chiama ThingMaker, costa 300 dollari e funziona con un'applicazione per bambini per progettare i giochi da stampare

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(Mattel)

Mattel, uno dei più grandi produttori di giocattoli al mondo, ha presentato una stampante 3D per bambini che si chiama “ThingMaker” e che sarà messa in vendita in autunno al prezzo di 300 dollari. La presentazione è avvenuta nel corso della Fiera del giocattolo in corso a New York, Stati Uniti, e la nuova stampante sta ricevendo molte attenzioni soprattutto per l’applicazione che l’accompagna, semplice e intuitiva da utilizzare e che permette ai bambini di progettare i giocattoli che vengono poi stampati da ThingMaker. Dispositivi simili a quello di Mattel sono sul mercato ormai da tempo e costano relativamente poco, ma finora non hanno avuto molto successo soprattutto a causa dei programmi che li fanno funzionare, troppo elaborati per chi ha poca dimestichezza con le nuove tecnologie.

L’applicazione che fa funzionare ThingMaker è stata realizzata da Autodesk, un’azienda di software famosa per i suoi programmi utilizzati per la progettazione di edifici e di infrastrutture di vario tipo. Mattel ha chiesto agli sviluppatori di Autodesk di realizzare un’app molto semplice ed essenziale, ideale per i bambini, ma al tempo stesso con un numero sufficiente di funzionalità per creare giocattoli elaborati e con più pezzi che si possono muovere, non semplici modellini fissi. L’applicazione si chiama ThingMaker Design ed è disponibile sia per iOS (iPhone e iPad) sia per Android.

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ThingMaker Design mostra un’ampia serie di componenti che in fase di progettazione possono essere uniti insieme per creare un nuovo giocattolo. Dopo averlo assemblato nell’applicazione, si possono aggiungere personalizzazioni di vario tipo a partire dalla scelta dei colori. Per ora l’applicazione consente di realizzare pupazzetti di vario tipo, gioielli giocattolo e altri oggetti da indossare, ma sono in programma aggiornamenti per aggiungere altri tipi di giocattoli. Il vantaggio di una stampante 3D è proprio questo: può realizzare oggetti praticamente di qualsiasi forma, senza particolari limitazioni. L’app ha infatti una funzione più avanzata per progettare da zero un nuovo giocattolo, senza utilizzare modelli predefiniti. Ogni progetto può essere salvato e condiviso con altri utenti.

Terminato il lavoro di progettazione, l’applicazione invia wireless le istruzioni a ThingMaker, che inizia la stampa tridimensionale. Non è comunque necessario possedere una stampante Mattel per produrre i giocattoli, perché l’applicazione utilizza istruzioni standard che possono essere elaborate anche dalle altre stampanti 3D. Almeno in teoria e nelle intenzioni di Mattel, il gioco non si ferma alla stampa dei modelli: quando sono pronti possono essere assemblati e utilizzati per giocare, come se fossero stati appena tirati fuori dalla loro confezione. I giocattoli hanno giunti snodati a incastro e, se si seguono i modelli preimpostati, si possono realizzare dinosauri, mostri di vario tipo e gioielli di plastica come anelli e bracciali.

plasticaLa stampa può richiedere da mezz’ora per gli oggetti più piccoli fino a 8 ore per quelli più elaborati e costituiti da numerose parti. ThingMaker si attiva solamente quando il suo sportello frontale viene chiuso: durante la produzione, per motivi di sicurezza, si blocca automaticamente e non può essere aperto; i bambini possono comunque osservare la produzione del loro giocattolo, dato che lo sportello è trasparente. La testina attraverso cui passa la plastica sciolta – che quindi è molto calda – si ritrae quando la stampante viene aperta, in modo che i bambini non rischino di ustionarsi. La plastica è venduta separatamente: è un lungo filo arrotolato su un rocchetto.

Il nome ThingMaker riprende il nome di un set che Mattel aveva iniziato a vendere negli anni Sessanta con una plastica da sciogliere, che in seguito si faceva indurire all’interno di forme di vario tipo. L’azienda dice di avere ripensato quel gioco messo in vendita più di 50 anni fa, aggiungendo la tecnologia della stampa 3D. La nuova ThingMaker potrebbe rivelarsi una promettente fonte di ricavo per Mattel, e non solo per quanto riguarda la vendita della plastica da fondere per fare funzionare la sua stampante. È probabile che l’azienda in futuro dia la possibilità di stampare giocattoli e accessori legati ad alcuni dei suoi marchi più famosi come quello della bambola Barbie e delle automobiline HotWheels.

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