Il carcere siberiano dove fu prigioniero Dostoevskij è diventato un museo

Il Castello di Tobol'sk, noto per le condizioni di prigionia particolarmente dure, è stato chiuso nel 1989 e oggi è aperto alle visite dei turisti

(Alexander Aksakov/Getty Images)

Il Castello di Tobol’sk, un ex carcere di massima sicurezza in Siberia, è stato trasformato in un museo. In questa prigione, costruita a metà Ottocento e chiusa nel 1989, lo scrittore Fëdor Dostoevskij trascorse dieci giorni prima di essere trasferito al campo di prigionia di Omsk, dove scontò quattro anni di lavori forzati per essere membro di una società segreta ritenuta sovversiva. Anche gli scrittori Vladimir Korolenko e Nikolaj Černyševskij furono prigionieri del Castello di Tobol’sk. Negli anni dell’Unione Sovietica questa prigione era nota per le condizioni di vita dei carcerati, considerate più dure rispetto a quelle dei campi di lavoro.

Oggi le celle di isolamento del Castello sono state trasformate in un ostello per accogliere i visitatori. La struttura comprende anche l’archivio della città, un museo e una biblioteca. Quando era in uso, il Castello aveva anche un ospedale dedicato ai prigionieri e una parte di uffici amministrativi. Il fotografo Alexander Aksakov ha realizzato un reportage che mostra la prigione come appare oggi.

Aksakov è un fotografo freelance di San Pietroburgo che ha cominciato a raccontare le strade e le città della Russia nel 2005, durante la sua esperienza di autostoppista. Durante l’anno di servizio di leva obbligatorio, passato in una base di addestramento isolata, Aksakov ha fatto una foto al giorno con una macchina analogica per documentare il lungo inverno dei coscritti, senza mai vedere il risultato degli scatti. Questo lavoro è stato poi raccolto in un libro, intitolato 365.

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