Mendeleev

Chi è Dmitrij Mendeleev e perché è importante

Nacque 182 anni fa e l'invenzione che porta il suo nome viene studiata nelle scuole di tutto il mondo

Mendeleev
(Hulton Archive/Getty Images)

Dmitrij Mendeleev è stato un importantissimo chimico russo, nacque l’8 febbraio di 182 anni fa – nel 1834 – a Tobol’sk, storica capitale della Siberia occidentale, in Russia. Mendeleev è noto soprattutto per avere inventato la tavola periodica degli elementi: un sistema di classificazione degli elementi in base al loro peso atomico relativo, quello cioè misurato relativamente al peso atomico del carbonio, che viene considerato convenzionalmente l’unità di misura. Per celebrare l’anniversario della sua nascita Google ha pubblicato oggi un doodle con un disegno di Mendeleev che tiene in mano uno degli elementi. Dmitrij Mendeleev morì a San Pietroburgo, in Russia, il 2 febbraio 1907.

Come funziona la tavola periodica di Mendeleev

L’idea dietro al sogno di Mendeleev era semplice e geniale e cioè che le proprietà chimiche e fisiche degli elementi che ci circondano, dai metalli delle posate che usiamo per mangiare alle sostanze che compongono i nostri corpi, non sono casuali, ma sono invece il frutto di un ordine preciso. Mendeleev raccontò che l’idea gli venne in sogno: «Vidi una tavola sui cui gli elementi cadevano disponendosi in ordine secondo una logica. Quando mi svegliai, misi per iscritto tutto quello che avevo visto». Qualche giorno dopo ne venne fuori una prima versione della tavola periodica degli elementi, una tabella come questa.

Periodic_table_by_Mendeleev,_1869.svg

Con il suo lavoro, Mendeleev dimostrò che elementi che avevano proprietà simili avevano un peso atomico simile, oppure un peso atomico che aumentava in maniera regolare. Nell’organizzare la sua tabella, però, alcuni spazi restavano vuoti. Invece di pensare a un errore, Mendeleev spiegò gli spazi vuoti con il fatto che l’elemento relativo non era ancora stato scoperto. Grazie alla regolarità della sua tabella, Mendeleev fece delle previsioni sulle proprietà degli elementi mancanti e quando negli anni successivi alcuni di questi elementi furono finalmente scoperti, le sue previsioni si rivelarono in molti casi corrette. All’epoca Mendeleev aveva inserito 56 elementi nella tavola periodica.

L’altra tavola periodica

Mendeleev non fu il primo a immaginare che esistesse una qualche forma di relazione tra le proprietà degli elementi e la loro composizione, ma fu il primo a realizzare una tabella in grado di dimostrarlo e a formulare previsioni su elementi non ancora scoperti. Appena un anno dopo, e in maniera del tutto indipendente, anche il chimico tedesco Julius Lothar Meyer arrivò alle sue stesse conclusioni, pubblicando la sua personale tavola periodica, in realtà molto simile a quella di Mendeleev.

La tavola di Mendeleev, oggi

La tavola periodica degli elementi è nota anche come tavola periodica di Mendeleev. Oggi ha 118 elementi e viene studiata oggi in tutti i corsi di scienze delle scuole superiori, ma è un po’ diversa da quella ideata da Mendeleev: ci sono strumenti di misurazioni più precisi che permettono la classificazione in base al numero atomico, anziché in base al peso atomico relativo. Il numero atomico è il numero di protoni all’interno del nucleo dell’elemento: il ferro ad esempio è indicato sulla tavola periodica come Ferro 26, perché in un nucleo di ferro ci sono 26 protoni. raccontò che l’idea gli venne in sogno: «Vidi una tavola sui cui gli elementi cadevano disponendosi in ordine secondo una logica. Quando mi svegliai, misi per iscritto tutto quello che avevo visto».

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