Elezioni politiche irlandesi

In Irlanda si vota il 26 febbraio

Si apre una breve campagna elettorale: il partito di centrodestra del primo ministro Enda Kenny sembra favorito, ma è difficile che ottenga la maggioranza da solo

Elezioni politiche irlandesi
(Niall Carson/PA Wire LaPresse)

Il 26 febbraio si terranno le elezioni legislative in Irlanda. Lo ha annunciato il primo ministro Enda Kenny dopo aver chiesto lo scioglimento del Dáil, la camera bassa del parlamento irlandese, questa mattina. Kenny guida il partito di centrodestra Fine Gael dal 2002 ed è al governo dal 2011, in coalizione con il partito laburista del vice primo ministro Joan Burton. Il Parlamento si è sciolto ufficialmente poco dopo quando il presidente Michael D. Higgins ha accolto la richiesta del primo ministro.

A novembre un sondaggio realizzato dall’istituto Ipsos MRBI per l’Irish Times dava il Fine Gael come primo partito del paese con il 30 per cento dei consensi. Seguono i principali partiti di opposizione: il Sinn Féin (partito di centrosinistra con orientamento cattolico) con il 21 per cento, e il Fianna Fáil (considerato più a sinistra rispetto al Fine Gael ma più moderato del Sinn Féin e dei laburisti) con il 19 per cento. Il partito laburista secondo il sondaggio si fermerebbe al 7 per cento. Si prevede che la coalizione di governo perda seggi a causa delle misure di austerità introdotte negli ultimi anni, ma che il Fine Gael rimanga al governo: e quindi che Kenny diventi il primo leader del Fine Gael a essere eletto primo ministro per due volte.

Il Fianna Fáil e il Sinn Féin accusano il governo di non essere stato capace di distribuire in modo equilibrato i frutti della ripresa economica degli ultimi anni. Nel suo breve discorso diffuso sui social network, Kenny ha detto che il lavoro del suo governo “non è ancora finito” e ha ricordato che l’economia irlandese sta crescendo “più velocemente di ogni altro paese dell’Unione Europea”. Secondo i dati Eurostat, il PIL del paese è cresciuto del 4,8 per cento nel 2014. Tra il 2008 e il 2009, sempre per Eurostat, il tasso di disoccupazione in Irlanda era raddoppiato, passando dal 6,4 al 12 per cento; a dicembre 2015 il Central Statistics Office, l’istituto irlandese di statistica, ha registrato invece il tasso di disoccupazione più basso degli ultimi sette anni, 8,8 per cento.

La politica irlandese negli ultimi cinque anni

Dopo le elezioni del 2011 Fine Gael era diventato il primo partito per numero di seggi in Parlamento (76), per la prima volta nella sua storia. Anche il partito laburista aveva ottenuto il suo miglior risultato, diventando il secondo partito per numero di seggi (37). Durante la campagna elettorale precedente a quelle elezioni si pensava che il Fine Gael potesse ottenere abbastanza seggi da poter governare da solo, come nessun partito irlandese è riuscito a fare dal 1989, ma poi ha ottenuto sette seggi in meno della maggioranza assoluta e ha dovuto formare un governo di coalizione con i laburisti.

Dal 1987 al 2011 in Irlanda il Fianna Fáil è stato il principale partito di governo, sostenuto dalla maggioranza relativa dei parlamentari al Dáil. Nel 2011 ha perso le elezioni, arrivate dopo la crisi economica e l’intervento della Commissione europea, della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale, la cosiddetta troika; da allora è diventato il terzo partito del paese, passando da 77 a 20 deputati in Parlamento. Oggi è guidato da Micheál Martin, più volte ministro dal 1997 al 2011, che ha escluso ogni possibilità di alleanza con il Fine Gael dopo le prossime elezioni.

Dal 2011 a oggi il Fianna Fáil non sembra aver recuperato consensi, indebolito anche dalle due principali questioni di cui la politica irlandese ha discusso nell’ultimo anno: le tariffe sull’acqua e l’introduzione dei matrimoni gay. Le contestate tariffe sull’acqua, richieste dalla troika, erano state inizialmente proposte proprio dal governo dell’allora leader del Fianna Fáil, Brian Cowen; durante la campagna in vista del voto sulla legalizzazione dei matrimoni delle coppie omosessuali Martin aveva espresso la posizione favorevole del partito, ma pochi parlamentari lo hanno fatto con convinzione.

Durante la campagna elettorale, che comincia oggi e durerà tre settimane, i partiti del governo uscente cercheranno di convincere gli elettori che la stabilità politica degli ultimi anni è fondamentale per continuare a far crescere l’economia. L’opposizione punterà invece sulle mancate promesse della coalizione che ha governato il paese: non è stato risolto il problema degli alloggi, i cui affitti sono ancora molto alti, e l’annunciato accesso gratuito alle cure sanitarie primarie è stato fornito solo ai bambini con meno di sette anni.

Come funziona il sistema elettorale irlandese

Il sistema con cui si eleggono i membri del Dáil è proporzionale a voto singolo trasferibile: ogni elettore indica un candidato ma anche, in ordine di preferenza, quelli che sceglierebbe se il primo non fosse eletto. Nel 2013 il numero dei deputati è stato ridotto da 166 a 158. Dopo essersi insediato il 10 marzo, il Parlamento eleggerà il primo ministro (Taoiseach, in irlandese) una volta che si sarà raggiunto un accordo per formare il nuovo governo.

Il Parlamento irlandese ha anche una camera alta, il Seanad (che significa Senato), i cui membri non sono eletti direttamente. I suoi poteri sono molto limitati – può ritardare l’approvazione di una legge ma non fermarla – e il governo uscente aveva proposto di abolirlo.

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