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  • giovedì 28 gennaio 2016

Il Canada vuole cambiare l’inno nazionale

Il terzo verso della versione inglese, per la precisione, perché includa le donne: alcuni ci provano da anni, stavolta potrebbero farcela

(Roni Rekomaa/Lehtikuva via AP)

Mercoledì 27 gennaio Mauril Bélanger, deputato del Partito Liberale del Canada, quello del nuovo primo ministro Justin Trudeau, ha presentato un disegno di legge per modificare il terzo verso dell’inno nazionale “O Canada”, nella sua versione inglese, e renderlo inclusivo anche nei confronti delle donne. Se approvato, il terzo verso dell’inno cambierà da “True patriot love in all thy sons command” (Vero amore patriottico che domina in tutti i tuoi figli”: ma “son” in inglese vuol dire figlio, mentre “daughter” è figlia) a “True patriot love in all of us command” (“Vero amore patriottico che domina in tutti”).

“O Canada” venne scritto inizialmente come poesia in francese nel 1880 dal poeta e giudice Sir Adolphe Basile Routhier per la Saint-Jean-Baptiste Society, e fu cantato per la prima volta a Quebec City per il giorno di san Giovanni Battista (24 giugno) di quell’anno: la musica era di Calixa Lavallée. La versione inglese è del 1906 e non è una traduzione dal francese, ma un vero e proprio nuovo testo sulla stessa musica di Lavallée: il testo inglese più diffuso e popolare fu però scritto due anni dopo dall’avvocato Robert Stanley Weir e modificato per altre due volte, fino a prendere la forma definitiva nel 1980 anno in cui “O Canada” divenne ufficialmente l’inno nazionale del paese. Prima di quella data, per le funzioni ufficiali venivano utilizzate altre composizioni musicali come “God Save the King” o “God Save the Queen” (l’inno britannico) e “The Maple Leaf Forever”.

«Con il mio disegno di legge, voglio rendere omaggio a tutte le donne che hanno lavorato e combattuto per costruire e forgiare il Canada che conosciamo oggi», ha detto Bélanger. «Voglio onorare finalmente i loro sacrifici e i loro contributi». Bélanger, a cui è stata diagnosticata la SLA e che non può più parlare, ha presentato il disegno di legge con un discorso formulato attraverso una app su iPad e ha concluso dicendo: «È il 2016», citando la famosa risposta data da Justin Trudeau a chi gli chiedeva il perché di un governo formato dal 50 per cento di donne. Trudeau si è dimostrato piuttosto attivo sul fronte dei diritti delle donne: lo scorso dicembre ha ad esempio annunciato l’apertura di un’inchiesta nazionale sull’assassinio o la scomparsa di quasi 1.200 donne indigene negli ultimi tre decenni. Dopo il discorso di Bélanger in aula, Trudeau è andato a stringergli la mano.

Diverse organizzazioni di donne e femministe canadesi hanno cercato negli anni di cambiare il testo di “O Canada”. Si contano almeno dieci iniziative legislative che non sono però mai state approvate: i conservatori si sono infatti sempre opposti, definendo l’iniziativa “grammaticalmente inutile” o sottolineando che i soldati canadesi erano comunque uomini per la maggior parte. Nel 2010 era stata tentata senza successo una nuova modifica, nonostante il sostegno di intellettuali e personalità, tra cui la scrittrice Margaret Atwood. La versione francese dell’inno (che è rimasta invariata) non ha un problema simile. Il terzo verso dice: “Ton fronte est ceint de fleurons glorieux”, “La tua fronte è cinta da una gloriosa ghirlanda di fiori”.

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