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Stasera cinema?

Sono usciti "Steve Jobs", il nuovo film scritto da Sorkin, e un film venezuelano che ha vinto l'ultimo Leone d'Oro; e anche un film che piacerà a chi è cresciuto negli anni Novanta

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Questo fine settimana è il primo in cui si potrà vedere al cinema uno dei film più attesi degli ultimi mesi: Steve Jobs, il film biografico sul fondatore di Apple scritto da Aaron Sorkin e diretto da Danny Boyle, con Michael Fassbender nel ruolo di Jobs. Sono ancora nei cinema tre degli otto film candidati al premio Oscar come miglior film: Revenant – Redivivo è uscito la settimana scorsa, mentre La grande scommessa e Il ponte delle spie sono già nei cinema da un po’. Sono usciti venerdì sera due film comici italiani che si rivolgono a un target molto diverso: Sempre meglio che lavorare è il primo film del gruppo comico che stava dietro alla webseries The Pills, seguita soprattutto da giovani; mentre chi ha qualche anno di più sarà probabilmente più attratto da Se mi lasci non vale, il nuovo film di Vincenzo Salemme. In alternativa escono anche il film che qualche mese fa ha vinto il Leone d’OroTi guardo, del regista venezuelano Lorenzo Vigas – e un film con Jack Black ispirato ai libri della saga fantascientifica-horror per bambini di Piccoli Brividi.

Steve Jobs
È uscito negli Stati Uniti ad ottobre, dove è stato ampiamente discusso e commentato. In sintesi: ai critici è piaciuto abbastanza, al pubblico meno. Le recensioni che ha ottenuto sono quasi tutte positive, anche se finora ha incassato circa 17 milioni di dollari in tutto il mondo, contro i 30 milioni del budget originario. Secondo diversi critici uno dei fattori che ha contribuito maggiormente allo scarso successo di Steve Jobs è il fatto che due anni fa uscì un film incentrato sulla vita di Steve Jobs – per quanto mal recensito – in cui a interpretare la parte di Jobs era Ashton Kutcher.

(Cosa dicono le recensioni di “Steve Jobs”)

Il film è basato sulla biografia ufficiale di Jobs, scritta da Walter Isaacson, ed è diviso in tre parti che descrivono tre momenti separati e particolarmente importanti della vita del fondatore di Apple: ogni parte ha alcuni brevi flashback. Steve Jobs nel film è interpretato da Michael Fassbender, tra gli altri protagonisti ci sono Kate Winslet, Jeff Daniels e Seth Rogen. Il film è biografico, ma è stato accusato di romanzare troppo gli eventi accaduti realmente. La lettura delle recensioni uscite finora offre qualche possibile spiegazione all’apparente disparità nel gradimento dei critici e in quello del pubblico: quasi tutti sottolineano quanto Steve Jobs sia un film impegnativo per lo spettatore, ricco di dialoghi serratissimi e salti temporali, povero di “spiegoni” e dialoghi messi lì solo per renderlo più facile da seguire e chiarire al pubblico cosa stia succedendo.

Una scena di Jobs, in anteprima sul Post

A.O. Scott, capo dei critici cinematografici del New York Times, ha scritto che il film è “audace dal punto di vista formale, impegnativo dal punto di vista intellettuale” e che “sfida la pigrizia di certe convenzioni di Hollywood”. Si fa notare particolarmente la contraddizione tra la personalità di Jobs (minimalista, accentratore, ossessionato dal controllo di tutto) e quella di chi ha fatto questo film (massimalista, incasinata, verbosa). “La collisione tra questi stili è affascinante e a volte disorientante. A volte la camera si agita così tanto che distrae lo spettatore, perché è intrappolata in un film che consiste quasi esclusivamente di conversazioni rapidissime dentro spazi chiusi. Ma questo dinamismo aiuta a creare un’atmosfera di suspense nervosa, quasi assurda. Si trattiene il respiro in attesa di quello che succederà, anche se sapete esattamente cosa succederà. La miglior cosa di Steve Jobs è proprio quanto è incasinato. Si allarga, si incurva, sbriciola i suoi ingranaggi, a volte persino si blocca per eccessivo multitasking. Eppure il risultato non è caotico ma coerente”.

Cose da leggere, prima o dopo
11 cose false su Steve Jobs presenti in “Steve Jobs”, raccolte in un articolo di Fast Company.
Tutto quello che non funziona in “Steve Jobs”, pubblicato da Variety.
Una lunga intervista ad Aaron Sorkin su come è nata la sceneggiatura del film, apparsa a ottobre sul New York Magazine.

Ti guardo
È il primo lungometraggio del regista venezuelano Lorenzo Vigas, che un po’ a sorpresa a settembre ha vinto il Leone d’Oro alla Mostra del cinema di Venezia. Racconta la storia di Armando, un uomo benestante di Caracas che adesca giovani ragazzi che paga per poterli osservare nella propria stanza. La storia vera e propria del film inizia quando Armando attira un ragazzo di una gang locale, con cui sviluppa un rapporto particolare. Il protagonista del film è l’attore cileno Alfredo Casto, già visto come co-protagonista del film cileno No – I giorni dell’arcobaleno, che nel 2013 fu candidato all’Oscar come miglior film straniero. Del film si parla molto molto bene, soprattutto della recitazione dei protagonisti e della fotografia.

Lo Hollywood Reporter fa notare che molte delle persone coinvolte nella produzione del film sono ai livelli più alti dell’industria cinematografica americana: oltre a Casto, molto famoso in Cile, i produttori del film sono Guillermo Arriaga, che «ha contribuito alla scrittura della storia e ha aiutato Alejandro Iñárritu scrivendo le sceneggiature di 21 grammi e Amores Perros», e Michel Franco, sceneggiatore di film sudamericani molto apprezzati recentemente a Cannes come Chronic e Después de Lucía.

Cose da leggere e guardare, prima o dopo
• Le dichiarazioni di Vigas prima e dopo la vittoria a Venezia, sul suo film e sul Venezuela (in spagnolo)
• L’unico altro film di Vigas, per il momento: un cortometraggio di circa 11 minuti uscito nel 2004 e intitolato Los elefantes nunca olvidan (“Gli elefanti non dimenticano”)

Piccoli brividi
Le premesse erano particolarmente poco promettenti: un regista che finora ha fatto solo film mediocri – Shark Tale, Mostri contro alieni, I fantastici viaggi di Gulliver – un attore accusato da anni di essersi riciclato nello stesso ruolo – Jack Black – e la trama ispirata a una serie di libri per bambini famosa negli anni Novanta. Contrariamente alle previsioni, però, Piccoli Brividi – tratto da una popolarissima serie di libri dello scrittore R.L. Stine – è piaciuto abbastanza sia ai critici sia al pubblico: ha già incassato più del doppio del proprio budget iniziale, e molti critici dicono che sia divertente e che insomma “faccia il suo dovere”.

Cose da leggere, prima o dopo
Le maggiori differenze fra la saga di libri e il film, sottolineate dall’Atlantic.
Un’intervista di Slate con R.L. Stine sul film.

Stine ringrazia sarcasticamente l’Academy che assegna gli Oscar per la nomination al suo film, che non otterrà

The Pills – Sempre meglio che lavorare
Il regista è Luca Vecchi e gli attori principali sono sono Luigi Di Capua, Matteo Corradini e Vecchi, che oltre a essere regista è anche attore. Vecchi, Di Capua e Corradini, insieme, sono conosciuti online come i “The Pills”, che in inglese vuol dire pillole (nel senso di pastiglie ma anche nel senso di “cose piccole e veloci”). The Pills è anche il nome della webserie grazie alla quale i tre si sono fatti conoscere. In The Pills Vecchi, Di Capua e Corradini interpretano se stessi, con le dovute “correzioni” e licenze: tre ragazzi quasi trentenni che vivono a Roma Sud e passano gran parte del loro tempo nella casa in cui vivono, fumano, bevono molto caffè e si raccontano le bizzarre cose che succedono.

Nel loro film fanno più o meno le stesse cose: The Pills – Sempre meglio che lavorare è una commedia che racconta la storia di tre ragazzi (Luca, Luigi e Matteo) che, in sintesi, non vogliono lavorare e fanno di tutto per non farlo. Il film però è una storia a sé: lo si può vedere anche senza conoscere la web serie, e vedere la web serie prima del film non rovina niente (anzi: aiuta a farsi un’idea sul tipo di comicità dei The Pills).

Prima o dopo il film: qualche sketch dei The Pills

Film interessanti ancora al cinema

Revenant – Redivivo: l’11 gennaio ha già vinto tre Golden Globe (miglior regia, miglior film drammatico e miglior attore in un film drammatico), il 14 gennaio è stato candidato a 12 premi Oscar e da sabato 16 gennaio è in 386 sale cinematografiche italiane. Il regista è Alejandro González Iñárritu e l’attore protagonista è Leonardo DiCaprio, che è il favorito per vincere l’Oscar per il miglior attore: sarebbe il primo della sua carrieraRevenant – Redivivo si ispira alla storia vera di Hugh Glass, che viene attaccato da un orso, abbandonato dai suoi compagni, dato per morto e tradito dall’uomo che si offre di seppellirlo. Da solo in un territorio difficile – e molto, molto freddo – dovrà sopravvivere e trovare chi l’ha abbandonato per vendicarsi.

La grande scommessa: è un film diretto dallo statunitense Adam McKay ed è tratto dal libro The Big Short – Il grande scoperto, scritto nel 2010 dal saggista statunitense Michael Lewis (The Big Short è anche il titolo originale del film). Lewis è l’autore del libro Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game, da cui è stato tratto il film L’arte di vincere. La grande scommessa è uscito il 7 gennaio e nel cast ci sono Christian Bale, Steve Carell, Ryan Gosling, Brad Pitt e Marisa Tomei. Libro e film raccontano la vera storia di alcuni investitori che, negli anni prima del 2008, si accorsero della crisi finanziaria che stava per arrivare e decisero di scommettere contro il sistema e di arricchirsi grazie alla loro intuizione.

Carol: è nei cinema italiani dal 5 gennaio. È un dramma sentimentale diretto da Todd Haynes, il regista di Io non sono qui e Lontano dal paradiso: è ambientato nella New York degli anni Cinquanta e racconta la storia d’amore tra Therese (Rooney Mara), una ragazza di diciannove anni, e Carol, una donna con più anni di lei (Blanchett) e in crisi con il marito (Kyle Chandler). Carol è tratto dall’omonimo romanzo scritto nel 1952 da Patricia Highsmith, che al tempo usò lo pseudonimo “Claire Morgan”.

– Star Wars – Il risveglio della forza: è costato circa 200 milioni di dollari e il sito Box Office Mojo ha stimato che già solo nella sua prima sera nei cinema di alcuni – non tutti – i paesi del mondo ne abbia guadagnati 57 milioni. Il risveglio della forza farà di sicuro dei nuovi record di incassi: c’è solo da aspettare qualche giorno a vedere quali e quanti saranno. Incassi a parte, sta anche piacendo: il suo voto medio su IMDB (dove hanno già votato oltre 400mila utenti) è 8,54 su 10 e sta piacendo anche ai critici che ne hanno in generale apprezzato il modo in cui assomiglia, ricorda e si ricollega ai primi tre Star Wars usciti nei cinema.

– Il ponte delle spie: è il nuovo film di Steven Spielberg, scritto dai fratelli Coen e con Tom Hanks attore protagonista. A metterli insieme – Hanks, Spielberg e i Coen – si arriva a dieci Oscar vinti. Dieci è anche il numero delle nomination agli Oscar di Lincoln, il film storico-biografico del 2012, l’ultimo diretto da Spielberg prima di Il ponte delle spie, nei cinema italiani dal 16 dicembre. Il ponte delle spie è un thriller ambientato durante la Guerra fredda e ispirato agli eventi del “1960 U-2 incident”, quando i sovietici catturarono un pilota militare statunitense e iniziarono la trattativa per cercare di scambiare quel pilota con una spia russa che gli statunitensi avevano catturato alcuni anni prima.

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