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  • sabato 23 gennaio 2016

La Spagna è ancora senza governo

A un mese dalle elezioni il primo ministro conservatore Mariano Rajoy ha rifiutato l'incarico del Re per cercare di formare un nuovo governo: ora tocca ai socialisti

Pedro Sanchez, leader dei socialisti spagnoli (PEDRO ARMESTRE/AFP/Getty Images)

Mariano Rajoy, leader del Partito Popolare (PP) e attuale primo ministro spagnolo, ha rifiutato l’offerta che gli aveva fatto il Re di cercare di formare un nuovo governo. Rajoy ha detto che al momento il suo partito non è in grado di ottenere una maggioranza nel parlamento eletto un mese fa, quando in Spagna si sono tenute le elezioni legislative nelle quali nessun partito aveva ottenuto una chiara maggioranza. Rajoy, in quanto leader del partito che aveva ottenuto il risultato migliore, è stato il primo a essere chiamato dal Re per formare un governo, ma non è riuscito a concludere un accordo su una grande coalizione con il Partito Socialista (PSOE). In Spagna tutti si aspettano che il prossimo incaricato di formare un governo sarà il leader socialista Pedro Sánchez.

In Spagna il processo di formazione di un nuovo governo è molto simile a quello italiano: per poter entrare in carica, ha bisogno della fiducia della maggioranza del parlamento. La maggioranza al Congresso dei Deputati, la camera bassa spagnola, è formata da 176 seggi. Il PP ne ha ottenuti 123, il PSOE 90. I colloqui degli ultimi giorni hanno escluso la possibilità di una grande coalizione, quindi uno dei due partiti sarà costretto ad allearsi con diverse formazioni più piccole.

Podemos, un partito di sinistra radicale guidato dal docente universitario e conduttore televisivo Pablo Iglesias, ha ottenuto 69 seggi e Ciudadanos, un partito catalano anti-indipendenza ed europeista, ne ha ottenuti 40. Sánchez e Iglesias hanno già fatto capire che desiderano accordarsi e che probabilmente i loro partiti troveranno un’intesa nei prossimi giorni. Il problema è che non hanno abbastanza voti per formare un governo, nemmeno se riuscissero ad allargare la coalizione agli altri partiti di sinistra radicale, entrati in parlamento con pochi deputati.

L’unica possibilità sembra un’alleanza tra PSOE, Podemos e Ciudadanos, ma questi ultimi due partiti sono profondamente divisi dalla questione dell’indipendenza della Catalogna, a cui è favorevole Podemos, ma non Ciudadanos. La Costituzione spagnola non stabilisce un tempo massimo per cercare di formare un governo, ma dopo il primo voto di fiducia la legge stabilisce che entro due mesi debba essersi formato un nuovo governo, altrimenti il parlamento viene sciolto e si torna ad elezioni.

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