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  • mercoledì 13 gennaio 2016

Le novità al salone dell’auto di Detroit

di Andrea Fiorello – @andreafiorello

Modelli molto americani e altri che invece arriveranno anche da noi: e Sergio Marchionne ha parlato di Google e delle auto elettriche

La presentazione della Lincoln Continental al NAIAS di Detroit, il 12 gennaio 2016. (JIM WATSON/AFP/Getty Images)

È cominciata l’11 gennaio l’edizione 2016 del NAIAS (North American International Auto Show), uno dei principali saloni dell’auto a livello mondiale. Questa esposizione che si tiene a Detroit, in Michigan, è il primo grande evento del settore automobilistico nell’anno e sta diventando quasi un seguito del CES (Consumer Electronics Show) di Las Vegas, la più importante fiera di prodotti tecnologici organizzata ogni anno nel Nordamerica e una delle più importanti nel mondo. Negli ultimi anni, infatti, il CES ha visto crescere la partecipazione delle case automobilistiche, che sono diventate più numerose e sempre più spesso anticipano a Las Vegas le innovazioni tecnologiche più avanzate che riguardano l’auto elettrica, la connettività o la guida autonoma, per poi presentare a Detroit i prodotti più strettamente automobilistici, come nuovi modelli e concept car.

Dal 1989 il NAIAS è un salone internazionale, ma poiché si tiene negli Stati Uniti resta comunque un evento concentrato sul Nordamerica: per questo tra le nuove auto presenti ci sono grossi SUV e pick-up destinati ai mercati di Stati Uniti e Canada, non a quelli europeo o italiano. Come molti altri settori, però, anche quello dell’auto si sta evolvendo verso una maggiore globalizzazione delle tecnologie e dei prodotti, per cui alcune novità presentate a Detroit saranno vendute anche da noi.

Tra i nuovi modelli mostrati al NAIAS che arriveranno anche sul mercato europeo c’è la nuova berlina premium tedesca Mercedes-Benz Classe E, che grazie al sistema di guida semi-autonoma Drive Pilot è in grado di seguire l’auto che precede mantenendo la distanza di sicurezza e sterzando automaticamente fino a 210 km/h in strade a più corsie. Un’altra novità e rivale diretta della Classe E è la svedese Volvo S90, una berlina (ne avevamo già scritto qui) dotata di sistemi di sicurezza e guida autonoma molto avanzati.

Il marchio tedesco Audi ha presentato la A4 Allroad quattro, variante del suo modello A4 lanciato nel settembre scorso al Salone di Francoforte. La Allroad è una station wagon a trazione integrale più alta da terra rispetto alle A4 “normali”, ed è pensata per coloro che hanno bisogno di fare del fuoristrada non impegnativo. A Detroit la divisione premium del gruppo Volkswagen ha anche presentato la Audi h-tron concept, un prototipo di SUV alimentato a idrogeno che – secondo quanto dichiara la casa – accelera da 0 a 100 km/h in meno di 7 secondi e con un pieno di gas (che si effettua in circa 4 minuti) ha un’autonomia di quasi 600 chilometri. Porsche, altro marchio del gruppo tedesco, ha presentato le nuove versioni Turbo e Turbo S della sua sportiva 911, mentre Volkswagen ha portato un prototipo di SUV ibrido plug-in derivato dal suo modello Tiguan, che si chiama Tiguan GTE Active Concept.

Per celebrare l’anniversario dei quarant’anni dalla fondazione di BMW North America, il costruttore tedesco BMW ha presentato due sportive che montano lo stesso motore 3 litri biturbo a benzina ma hanno carrozzerie molto diverse, il nuovo coupé M2 da 370 CV e il SUV X4 M40i da 360 CV, mentre il marchio inglese Mini – di proprietà BMW – ha presentato una sua cabriolet.

Tra i costruttori americani, il marchio Buick – di proprietà General Motors – ha presentato al NAIAS la Avista, un concept di coupé sportivo, mentre Ford ha mostrato il restyling della berlina Fusion, che sul mercato europeo viene venduta con il nome di Ford Mondeo. Lincoln, marchio di lusso di proprietà Ford, ha mostrato la nuova Continental, una berlina elegante e di grandi dimensioni per i mercati di Cina e Stati Uniti. A Detroit Chrysler ha invece presentato una grossa monovolume destinata al mercato nordamericano, la Chrysler Pacifica, che è il primo modello del gruppo FCA a essere offerto con una motorizzazione ibrida plug-in in grado di percorrere 40 chilometri in modalità elettrica.

I costruttori giapponesi hanno storicamente una presenza forte sul mercato nordamericano e anche quest’anno hanno portato a Detroit molte novità. Lexus – marchio di lusso del gruppo Toyota – ha presentato la nuova LC 500, un coupé di grandi dimensioni con motore benzina 5 litri V8 da 473 CV che punta a fare concorrenza ai modelli simili dei marchi premium tedeschi Audi, BMW e Mercedes-Benz. La Lexus LC in futuro sarà venduta anche in Italia, ma solo in versione ibrida, ossia con un motore elettrico associato a quello a benzina. Un altro coupé proveniente dal Giappone presentato a Detroit è la Infiniti Q60: Infiniti è il marchio premium del costruttore Nissan e la sua Q60 è una variante sportiva e a due porte della berlina Q50 commercializzata in Italia. Al NAIAS Honda ha invece presentato il Ridgeline – un grosso pick-up per il mercato nordamericano – e la Acura Precision Concept, uno studio di design del marchio premium che Honda commercializza solo in alcune regioni, tra cui l’America settentrionale.

Il gruppo coreano Hyundai ha invece presentato la berlina di lusso Genesis G90 – primo modello di un nuovo marchio che vuole fare concorrenza alle ammiraglie dei marchi premium tedeschi – e la Kia Telluride, concept car ibrida plug-in che anticipa un SUV di grandi dimensioni per il mercato nordamericano.

Le dichiarazioni del CEO Volkswagen e di Marchionne
Oltre a essere esposizioni di nuovi modelli, i saloni internazionali come Detroit sono tra le poche occasioni dell’anno in cui i leader delle case automobilistiche – presidenti e amministratori delegati, ma anche responsabili del design o del prodotto – tengono discorsi pubblici, conferenze stampa e interviste individuali con i giornalisti. Questo avviene durante le giornate dedicate alla stampa, che di solito sono due e precedono l’apertura al pubblico dell’evento.

Quest’anno gli interventi più importanti e attesi al NAIAS sono stati quelli dei vertici di Volkswagen, il gruppo automobilistico tedesco che dallo scorso settembre è al centro del famoso scandalo dei motori truccati. Mentre in Europa Volkswagen sembra aver trovato le modifiche tecniche per correggere i motori che danno risultati falsi durante i test sulle emissioni, infatti, negli Stati Uniti una soluzione ufficiale non è ancora stata trovata e sia le autorità governative che l’opinione pubblica sono molto critiche verso il costruttore. Nell’ultima settimana, poi, la posizione di Volkswagen si è ulteriormente complicata a seguito di un articolo del New York Times che accusava il gruppo tedesco di essersi rifiutato di consegnare ai procuratori statunitensi che indagano sul caso e-mail e altre comunicazioni tra i dirigenti dell’azienda, con la scusa delle leggi tedesche sulla privacy.

A Detroit l’amministratore delegato di Volkswagen, Matthias Mueller, si è di nuovo scusato per la questione delle emissioni truccate e ha annunciato che il gruppo proporrà all’agenzia federale per la protezione dell’ambiente americana (EPA) l’installazione di un particolare catalizzatore – più precisamente un convertitore catalitico – che dovrebbe riportare le emissioni di ossidi di azoto (NOx) delle quasi 500mila auto coinvolte nello scandalo entro i limiti delle leggi statunitensi, più severi di quelli europei. Al NAIAS Mueller ha anche detto che gli Stati Uniti restano un mercato fondamentale per il gruppo Volkswagen e ha confermato il piano industriale che prevede il lancio di 20 nuovi modelli di auto elettrica o ibrida plug-in entro 2020.

Un’altra conferenza stampa molto seguita è stata quella dell’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles Sergio Marchionne, il quale a Detroit ha detto che i risultati FCA del 2015 sono stati ottimi e che gli obiettivi finanziari previsti per il 2018 potranno essere raggiunti “senza l’aiuto di nessuno”. Il riferimento è alla possibile alleanza/fusione con il costruttore americano General Motors, che Marchionne nel 2015 ha proposto più volte e senza successo all’amministratore delegato GM Mary Barra. Marchionne ha quindi dichiarato chiusa la questione della possibile alleanza/fusione con GM e ha invece detto che FCA ha interesse a collaborare con Google e con le altre aziende di tecnologia che stanno entrando nel mondo dell’automobile. Le dichiarazioni dell’amministratore delegato FCA sono comunque state molto caute: Marchionne ha parlato di evoluzione naturale e apertura verso la guida autonoma, mentre sull’auto elettrica ha detto che “non bisogna innamorarsi di soluzioni che poi hanno conseguenze finanziarie non gestibili”. Anche se al NAIAS di Detroit FCA ha presentato la monovolume Chrysler Pacifica – prima auto ibrida plug-in del gruppo la cui tecnologia arriverà in futuro anche sulle Maserati e Alfa Romeo europee – secondo Marchionne chi produce auto elettriche non riesce ancora a fare profitti e quindi “bisogna avere pazienza e intelligenza”.

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