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Non esisteranno più smartphone Motorola

La società, ora controllata da Lenovo, continuerà a esistere, ma non farà più cellulari con la parola "Motorola" nel nome

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(David Ramos/Getty Images)

L’8 gennaio Rick Osterloh, il presidente di Motorola Mobility – la società nata da Motorola che dal 2011 si occupa di dispositivi mobili – ha detto che Lenovo, la società cinese che nel 2014 ha comprato Motorola, non userà più il nome “Motorola” per i suoi cellulari. Osterloh ha detto che «Motorola Mobility continua ad esistere come azienda di Lenovo» ma «nell’ambito del nostro product branding utilizzeremo una strategia dual brand per smartphone e dispositivi wearable»: cioè significa che dai prossimi mesi i dispositivi Lenovo di fascia alta si chiameranno “Moto” e quelli di fascia medio bassa si chiameranno “Vibe”.

In sintesi, non esisteranno più dei cellulari Motorola: resteranno però la dicitura “Moto” e la “M”, simbolo di Motorola. Come ha spiegato Osterloh, è una questione di branding, una scelta legata al fatto che non si ritiene più utile l’uso del nome Motorola per vendere smartphone. Motorola Mobility continuerà però a esistere come società, conservando il suo nome.

Motorola è una società statunitense fondata nel 1928 che durante i suoi primi anni di attività si occupò di apparecchi radio per poi realizzare micro-processori, usati tra gli altri da Olivetti ed Apple. Più di quarant’anni fa, nel 1973, Motorola creò il primo telefono cellulare della storia: il DynaTac, che era grande quasi come una scatola di scarpe. Negli anni Ottanta e Novanta Motorola produsse diversi telefoni cellulari (Mashable ha scritto che per un periodo «il nome Motorola diventò sinonimo di telefono cellulare»). I due cellulari più famosi di Motorola sono lo StarTac e il Razr. Lo StarTac uscì negli Stati Uniti nel gennaio 1996 e fu il primo cellulare davvero leggero e tascabile e il primo ad avere la cosiddetta forma a “conchiglia”, cioè quella con la parte superiore che si richiudeva completamente sopra quella inferiore. Negli anni Duemila Motorola produsse il Razr, un cellulare molto più sottile dei precedenti (era spesso 14 millimetri) che per alcuni anni andò molto di moda.

Dopo l’arrivo degli iPhone (e di altri smartphone simili) Motorola perse però la maggior parte delle sue quote di mercato. Nel gennaio 2011 fu divisa in due società – Motorola Solutions e Motorola Mobility (quella per i dispositivi mobili) – e poco dopo Google acquistò Motorola Mobility per 12,5 miliardi di dollari. Nel 2013 uscì il Moto X, uno smartphone piuttosto innovativo che permise a Motorola di riprendersi qualche piccola fetta del mercato, dominato da Apple e Samsung. Il Moto X e gli altri smartphone fatti da Motorola negli anni in cui era controllata da Google andarono discretamente, non benissimo. Nel 2014 Google decise di vendere la società – che ogni trimestre perdeva centinaia di milioni di dollari – a Lenovo, che nel gennaio 2014 pagò 2,9 miliardi di dollari per Motorola Mobility.

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