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  • lunedì 4 gennaio 2016

7 miti sul traffico

Le cose sono più complicate di come le pensiamo mentre siamo imbottigliati: più mezzi pubblici e strade più larghe, per esempio, non risolverebbero molto

Il tempo che molti di noi passano ogni giorno bloccati in auto in un ingorgo ci fa spesso innervosire, spingendoci a pensare quanto sarebbe facile migliorare la situazione “se solo…”. Aggiungete a questa frase le cose che si sentono dire più spesso, da automobilisti frustrati o politici in cerca di pubblicità – “se si allargassero le strade”, “se ci fossero più mezzi pubblici”, “se non avessero costruito quelle piste ciclabili” – e avrete già un primo inventario dei più frequenti miti sul traffico. In molti casi, infatti, quelle affermazioni sono sbagliate: quelle soluzioni “di buon senso” non renderebbero molto più veloce il viaggio da casa al lavoro all’ora di punta. CityLab, un sito che si occupa di urbanistica e altre questioni legate alla vita in città, ha messo insieme alcuni delle più frequenti convinzioni errate sul traffico, mostrando come molte delle cose che riteniamo ovvie in realtà non lo siano. E quindi no, la corsia alla vostra sinistra non è più veloce della vostra.

“Se ci fossero più strade il traffico diminuirebbe”
Una credenza diffusa è che se si costruissero più strade il traffico diminuirebbe su quelle già esistenti. È un ragionamento di buon senso: se ci sono 10 auto in coda su una strada a una corsia, per esempio, costruendo una nuova corsia si distribuiranno le auto tra le due diminuendo il traffico su ognuna. In realtà le ricerche effettuate su questo argomento hanno mostrato che se si costruiscono più strade, o si allargano quelle esistenti, si spinge più gente a prendere l’auto – anche quelle persone che prima facevano a meno per via del troppo traffico – e si peggiorano le abitudini di quelli che già la usavano: se prima qualcuno partiva di casa presto al mattino per arrivare al lavoro, ora dormirà 30 minuti in più causando poi un ingorgo peggiore. Costruire più strade spesso porta solo ad avere più strade trafficate: la cosa si potrebbe evitare solo costruendo molte più strade, in modo da poter assorbire anche il traffico indotto dagli ampliamenti.

“Più trasporto pubblico = meno traffico”
Una seconda diffusa credenza sui modi per diminuire il traffico è che ci vorrebbero trasporti pubblici più efficienti e sviluppati. Ci vorrebbero, naturalmente, ma pensare che più trasporti pubblici significhi meno traffico è come pensare che allargare le strade renda il traffico più scorrevole: anche se è vero che magari qualcuno comincerà a usare la metro per andare al lavoro ora che arriva fin sotto casa, è anche vero che molte persone decideranno di cominciare a usare l’auto ora che c’è meno traffico per strada, riportando di fatto il problema al punto di partenza. Questo non significa che il trasporto pubblico non sia utile alle città, ma semplicemente che non basta a ridurre il traffico: bisogna anche disincentivare le persone a prendere l’auto, per esempio con le “congestion charge” (i pedaggi per l’accesso in auto a certe aree della città).

“Costruire piste ciclabili fa peggiorare il traffico”
Molti automobilisti quando vedono che la strada che percorrono tutti i giorni viene ridotta in larghezza per fare spazio a una corsia per le biciclette si lamentano, pensando che questo causerà un aumento del traffico per le auto. Questo non è sempre vero: in molti casi le piste ciclabili possono essere progettate in modo da non avere un impatto negativo sul traffico. Per esempio: se in una strada a tre corsie si costruisce una corsia per le bici, si può anche ridurre la larghezza delle corsie per le auto e fare si che restino sempre tre in tutto. Questo spesso rende il traffico anche più ordinato e scorrevole.

“Per ridurre il traffico bisogna togliere molte auto dalle strade”
Una credenza – spesso autoassolutoria – sul traffico automobilistico è che anche togliendo poche auto dalle strade non si otterrebbe nessun miglioramento tangibile sul traffico. In realtà è vero l’opposto: chi si occupa di questa cosa sa che il traffico è un sistema “non lineare” e che la relazione tra scorrevolezza del traffico e numero delle auto non è “uno a uno”. Togliendo anche poche auto dalle strade si ottengono benefici notevoli sul traffico. Una ricerca effettuata a Boston ha mostrato che con una riduzione dell’1 per cento del numero delle auto sulle strade si sarebbe ottenuto un miglioramento del 18 per cento nei tempi di percorrenza.

“Le strade più larghe sono anche più sicure”
È piuttosto facile convincersi che le strade più larghe sono anche quelle più sicure: le auto hanno più spazio per manovrare e le biciclette e gli altri mezzi più lenti possono stare sulla destra senza intralciare il traffico. In realtà le strade più larghe danno una falsa percezione di sicurezza: le strade larghe spingono spesso gli automobilisti a guidare a velocità maggiore, rendendo quindi più pericolosa la strada per tutti. Nel caso delle biciclette, inoltre, la strada più larga non obbliga le auto a rallentare per effettuare un sorpasso e spesso quindi rende la manovra più veloce e rischiosa (ai ciclisti è spesso consigliato infatti di non pedalare troppo vicini al marciapiede ma di occupare uno spazio più ampio sulla carreggiata, per “obbligare” le auto a rallentare quando sorpassano).

“Il problema del traffico è che nessuno sa guidare”
“Se la gente sapesse guidare non ci sarebbe tutto questo casino sulle strade” è in breve l’argomentazione di chi pensa che il problema del traffico sia la scarsa abilità alla guida di molti automobilisti. In verità le ricerche effettuate su questo argomento hanno mostrato che sono i piccoli errori di tutti gli automobilisti a causare grandi problemi al traffico, errori che probabilmente commette anche chi si lamenta della guida degli altri: frenare un pochino troppo presto, accelerare troppo tardi, non riuscire a mantenere una velocità perfettamente costante o rispettare le distanze di sicurezza. Ognuno di questi piccoli errori causa sul traffico un effetto a catena che si traduce in un rallentamento complessivo delle auto. La soluzione, in questo caso, sono le auto che si guidano da sole.

“L’altra corsia è quella più veloce”
In un certo senso è la madre di tutte le credenze sbagliate sul traffico, e quella che ci fa più incavolare quando siamo in coda in autostrada (vedi al punto precedente). Quando stiamo guidando anche in situazioni di traffico normali tendiamo a cambiare corsia molto spesso, spostandoci su quella più a sinistra per andare più veloce e guadagnare tempo. Uno studio di due ricercatori dell’università di Toronto – pubblicato nel 1999 su Nature – ha tuttavia mostrato che quello che ci spinge a cambiare corsia è spesso una specie di illusione ottica: ci sembra che la corsia accanto alla nostra sia più veloce quando invece spesso ha la stessa velocità media della nostra corsia.

In breve: le auto che viaggiano sulla corsia più lenta tendono spesso a viaggiare più vicine tra di loro, mentre quelle che viaggiano più veloci sono più distanti tra di loro. Per superare tre auto, quindi, occorre meno tempo di quanto non occorra a tre auto per superare noi e questo ci costringe per un tempo molto lungo a osservare gli altri che ci sorpassano facendoci credere di esser più lenti di quanto in realtà non siamo e spingendoci a cambiare corsia. Spesso però le velocità medie di corsie affiancate sono simili e cambiare corsia non ci porterà a destinazione più in fretta. Questo naturalmente non è sempre vero, ma lo è in molte più circostanze di quelle che pensiamo. Cambiare corsia per sorpassare, inoltre, può fare peggiorare il traffico, costringendo chi è dietro di noi a rallentare e mettendoci in “angoli ciechi” delle auto accanto a noi (aumentando il rischio di incidenti).

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