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  • sabato 5 dicembre 2015

La città più inquinata al mondo

Non è Pechino e non si trova nemmeno in Cina: è New Delhi, in India, ma ci sono posti poco controllati che potrebbero essere messi peggio

Con l’arrivo del primo freddo invernale, in Cina è cominciata la “stagione del carbone”, il periodo dell’anno in cui si accendono i sistemi di riscaldamento che funzionano con il più inquinante tra i combustibili fossili più utilizzati. Quest’anno l’inizio della “stagione del carbone” è coinciso con la conferenza mondiale del clima a Parigi, e le agenzie fotografiche ne hanno approfittato per pubblicare decine di foto che mostrano i cieli di Pechino e Shanghai oscurati da nuvole di smog, come ormai da anni siamo abituati a vederli. Ma contrariamente a quanto potremmo pensare la città più inquinata del mondo non è Pechino e non si trova nemmeno in Cina: è New Delhi, la capitale dell’India, che ha una quantità di smog tre volte superiore a quella di Pechino.

Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in una giornata normale a New Delhi c’è una concentrazione di microparticelle inquinanti pari a 153 microgrammi al metro cubo, contro i 56 di Pechino. Secondo le raccomandazioni dell’OMS, una città dovrebbe avere un valore medio inferiore ai 10 microgrammi. Lo smog è causato principalmente dai circa 8 milioni di veicoli che circolano in città, dai numerosi generatori diesel che vengono utilizzati dai privati e dalle centrali a carbone che si trovano in periferia. I danni che ha causato questa situazione sono impressionanti, scrive il Guardian: la metà dei 4,4 milioni di bambini che vivono in città hanno subito danni permanenti al sistema respiratorio.

In città, i medici spesso prescrivono ai loro pazienti di lasciare New Delhi: è capitato anche al governatore di Delhi, lo stato dove si trova la capitale New Delhi, che ha trascorso un periodo fuori città per riprendersi da un collasso respiratorio. «Il livello di inquinamento è aumentato di sette volte dal primo ottobre», ha detto Anurita Roychowdhury, direttrice del Centre for Science and Environment di New Delhi: «L’inquinamento invernale sarà consistente. Sarà necessario avvertire la popolazione di limitare le attività all’aria aperta»,

La classifica dell’OMS è basata sui dati raccolti in 1.600 città distribuite in tutto il mondo. I governi possono aderire volontariamente al programma dell’OMS, ma in molti paesi mancano le risorse o la volontà politica per misurare l’inquinamento nelle proprie città. A New Delhi il governo misura puntualmente le emissioni inquinanti, ma ci sono molti altri luoghi al mondo dove semplicemente non ci sono abbastanza dati per sapere qual è il livello di smog: soltanto un terzo delle città con più di 100mila abitanti partecipano al programma dell’OMS. In Africa, ad esempio, soltanto 16 città, soprattutto in Egitto e Sudafrica, forniscono i propri dati all’OMS. Dal resto del continente, così come dall’Asia Centrale e da gran parte del Medio Oriente, arrivano pochissimi dati.

È proprio in queste aree poco studiate che potrebbe trovarsi la “vera” città più inquinata del mondo. Secondo uno studio compiuto con un’altra metodologia – le fotografie satellitari – il 96 per cento degli abitanti dell’Africa occidentale vive in aree che superano il limite all’inquinamento suggerito dall’OMS. Uno studio condotto per cinque mesi a Lagos, capitale della Nigeria e una delle città più grandi dell’Africa, ha mostrato che in cinque su otto quartieri analizzati la presenza di agenti inquinanti era superiore persino a quella di New Delhi. I dati però non sono sufficienti a fornire una media annuale dell’inquinamento in città. Nella periferia di Ulan Bator, capitale della Mongolia, dove quasi duecentomila persone vivono in tende tradizionali e si riscaldano bruciando carbone, la concentrazione di particelle media arriva fino 350 microgrammi per metro cubo, più del doppio della media che l’OMS ha misurato a New Delhi.

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