• Moda
  • venerdì 27 novembre 2015

Da dove vengono i pois

E le righe? E il pied de poule? La storia di alcune fantasie di tessuti che indossiamo ogni giorno, senza sapere perché

Taylor Swift nel 2010 con un vestito a pois (Jemal Countess/Getty Images)

Ogni giorno indossiamo magliette a righe, vestiti a pois, e giacche pied de poule, senza domandarci troppo da dove vengano quelle fantasie che troviamo comunemente sui nostri abiti. La giornalista Jude Stewart si è interessata alla loro storia, l’ha ricostruita studiando in archivi e biblioteche, e l’ha raccontata nel libro Patternalia, appena pubblicato. Ha scoperto per esempio che in passato i pois venivano poco utilizzati perché ricordavano malattie come il morbillo, che il pied de poule ha avuto successo grazie agli eleganti cappotti inglesi da caccia, e che nel Medioevo le righe erano portate da prostitute e carcerati. Per l’occasione dell’uscita di Patternalia, il sito Quartz ha raccolto qualcuna delle storie riportate nel libro.

Le righe

Perry Ellis Women Spring 2005 - Runway

Nel XIII secolo l’utilizzo delle righe era disciplinato dalle lex sumptuaria, le leggi latine che regolavano l’utilizzo di oggetti lussuosi e manifestazioni di stravaganza: le prevedevano per prostitute e carcerati perché erano facilmente visibili e scoraggiavano tentativi di fuga. Anche nell’iconografia medievale uomini loschi e prostitute venivano rappresentati vestiti a righe per segnalare chiaramente il loro status di emarginati. Gli scrittori Mark Hampshire e Keith Stephenson spiegano nel loro libro Communicating with pattern che le linee orizzontali bianche e nere erano considerate volgari e sfacciate, qualcosa di vergognoso imposto per umiliare chi lo indossava.

Il giglio

KATRINA TATTOOS
Oggi associamo il giglio alla nobiltà, soprattutto quella francese, dato che lo vediamo spesso negli stemmi delle famiglie aristocratiche e reali. In passato però era utilizzato per marchiare criminali, schiavi e chiunque fosse direttamente assoggettato allo stato francese. Il verbo francese fleurdeliser (giglio in francese si dice “fleur-de-lis”) – che indicava la pratica di «marchiare con il giglio» – si diffuse anche in America, importato dalle colonie francesi. Nel 1685 Luigi XIV di Francia promulgò il Code noir, una raccolta di leggi che regolava la vita degli schiavi neri nelle colonie francesi: stabiliva tra le altre cose che gli schiavi che cercavano di scappare sarebbero stati marchiati a fuoco con il simbolo di un giglio. Al secondo tentativo gli sarebbero stati tagliati i tendini posteriori del ginocchio, al terzo sarebbero stati uccisi.

I pois

Investec Derby Festival: Ladies Day
Nel medioevo in Europa si indossavano raramente tessuti a pois. Disegnare i pallini in modo equidistante senza l’aiuto di macchine era impossibile e il risultato erano piccole macchie irregolari, che facevano pensare sopratutto a malattie incurabili: lebbra, sifilide, vaiolo, peste bubbonica e morbillo. Steven Connor, professore di storia culturale all’università di Cambridge, ha spiegato che i pois irregolari erano di cattivo augurio anche perché ricordavano le macchie che sporcavano i vestiti dei malati e di chi gli stava vicino: come il sangue sul fazzoletto dopo la tosse dei tisici, o lo perdite dopo un aborto spontaneo.

Il cashmere (o paisley)

Persian_Silk_Brocade_-_Paisley_-_Persian_Paisley_-_Seyyed_Hossein_Mozhgani_-_1963

Sialkgraph, Wikipedia

La fantasia cashmere si diffuse migliaia di anni fa nei territorio degli odierni Iran e Kashmir, una regione a cavallo tra India e Pakistan. Il nome originale della fantasia era būtā o boteh, che significa fiori. In molti hanno visto nel paisley la somiglianza a un fior di loto, un mango, una sanguisuga, lo yin e yang, un dragone e anche un cipresso. Gli antichi babilonesi però lo paragonavano ai datteri, che indicava prosperità e abbondanza perché le piante di datteri fornivano cibo, vino, legno, carta, corda e paglia per i tetti. Paisley è anche il nome di una città scozzese specializzata nella produzione di scialli con questo motivo, che ha dato il nome a questa fantasia.

Pied de poule

Textures, Fabrics & Patterns - LFW FW15

(Tristan Fewings/Getty Images)

Le origini di questo tessuto – il cui nome significa in francese “zampa di gallina” – non sono chiare, probabilmente i primi a indossarlo furono i pastori scozzesi delle Highlands, la regione montuosa della Scozia, perché camuffava gli schizzi di fango. In inglese il pied de poule si chiama houndstooth, dai molari dei cani utilizzati per la caccia, e a diffonderlo fu l’aristocrazia terriera inglese, che lo utilizzava come un abbigliamento adatto alla caccia ma elegante. Divenne ancora più di moda quando iniziò a portarlo re Edoardo VII di Inghilterra, a inizio Novecento.

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