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  • domenica 22 novembre 2015

Le novità delle indagini su Parigi

Salah Abdeslam è ancora ricercato dalla polizia belga e francese e si sta parlando del coinvolgimento di un francese convertito all'Islam che potrebbe trovarsi in Siria

(AP Photo/Christophe Ena)

A più di una settimana dagli attentati di Parigi, le polizie della Francia e del Belgio stanno ancora cercando di capire il livello di coinvolgimento di alcuni sospettati e di individuare e identificare le persone che facevano parte della rete guidata da Abdelhamid Abaaoud, considerato l’uomo che ha progettato gli attacchi. Abaaoud è stato ucciso mercoledì mattina durante un’operazione di polizia a Saint-Denis, un comune poco distante da Parigi. Negli ultimi giorni, oltre a Saint-Denis, le forze di sicurezza francesi hanno compiuto più di 400 operazioni e più di 60 persone sono state arrestate. Altre 115 persone sono finite agli arresti domiciliari e la polizia ha sequestrato 75 armi. Diverse operazioni sono state compiute anche dalla polizia belga, soprattutto a Molenbeek, il quartiere di Bruxelles a cui erano legati alcuni degli attentatori di Parigi (eri a Bruxelles la metropolitana e molti centri commerciali sono stati chiusi per il timore di un attentato imminente). Per quanto se ne sa finora, uno degli attentatori, Salah Abdeslam, è ancora ricercato dalla polizia e potrebbe trovarsi in Belgio; negli ultimi giorni sono anche emersi nuovi dettagli riguardo ad altre persone che hanno partecipato o che sono rimaste coinvolte a vario titolo negli attacchi di Parigi.

Salah Abdeslam
Potrebbe essere l’unico sopravvissuto tra gli attentatori, anche se qualche giorno fa gli investigatori avevano ipotizzato la possibilità che fossero due gli uomini in fuga. Salah Abdeslam ha 26 anni, è un cittadino francese che viveva in Belgio e secondo la polizia francese in passato ha compiuto almeno un viaggio in Siria. Secondo CNN la notte del 13 novembre ha guidato l’automobile che ha portato a Saint-Denis i tre attentatori che si sono fatti esplodere fuori dallo Stade de France: la notizia non è stata però confermata dalle autorità. Non è chiaro cosa sia accaduto dopo: inizialmente si era parlato di un diretto coinvolgimento di Abdeslam negli attentati in centro a Parigi, ma di sicuro si sa che intorno alle 2 di notte Abdeslam ha parcheggiato la sua automobile nel 18esimo distretto di Parigi e ha chiamato due amici residenti in Belgio per farsi venire a prendere. Sulla strada del ritorno la loro auto è stata fermata, ma i tre sono riusciti ad oltrepassare i controlli.

I due uomini che sono andati a prenderlo, Hamza Attou, 21 anni, nato a Bruxelles, e Mohamed Amri, 27 anni, nato in Marocco, sono stati arrestati dalla polizia belga durante un’operazione nel quartiere di Molenbeek, a Bruxelles. Hanno detto alla polizia che non possono escludere che la sera che andarono a prenderlo, Abdeslam indossava una cintura esplosiva. Gli investigatori ritengono che Abdeslam possa essere l’ottavo attentatore di cui parlava il comunicato diffuso dall’ISIS la notte del 13 novembre e che il suo compito fosse compiere un attacco nel 18esimo distretto: una delle ipotesi è che Abdeslam abbia deciso all’ultimo momento di non farsi saltare in aria. Suo fratello, Ibrahim, si è fatto esplodere in uno dei ristoranti di Parigi la notte del 13 novembre senza causare morti.

Hasna Aït Boulahcen
Era la cugina di Abdelhamid Abaaoud, ritenuto il pianificatore dell’attacco. Boulahcen è morta insieme ad Abaaoud, durante l’operazione della polizia francese in un appartamento di Saint-Denis. Boulahcen aveva 26 anni e fino a poche settimane fa viveva insieme a suo fratello e sua madre in una casa popolare nella periferia di Parigi, ha scritto il Wall Street Journal che è riuscito a parlare con i suoi familiari. Non era mai stata particolarmente religiosa, ma si era molto radicalizzata negli ultimi mesi, fino ad arrivare ad indossare l’abaya, il velo nero che copre tutto il corpo e lascia scoperto solo il volto. Quando la polizia è arrivata all’appartamento di Abaaoud a Saint-Denis, è cominciato uno scontro a fuoco durato due ore. Non è chiaro se Boulahcen abbia utilizzato armi contro la polizia. Al termine dello scontro Boulahcen è stata ritrovata morta dentro l’appartamento insieme a Abaaoud e a un’altra persona non ancora identificata.

Fabien Clain
È un francese convertito a l’Islam che la polizia ritiene si trovi al momento in Siria e che potrebbe avere registrato il messaggio di rivendicazione dell’ISIS diffuso il 14 novembre. È la figura più misteriosa e meno conosciuta al momento e i giornali hanno iniziato a parlare di lui soltanto venerdì. Le forze di sicurezza francesi hanno detto ad AFP che Clain non è un “jihadista da Facebook”, cioè uno di quei ragazzi che si sono radicalizzati su internet e che hanno una conoscenza molto superficiale della religione musulmana. Clain si è convertito negli anni Novanta e ha iniziato a radicalizzarsi nei primi anni 2000.

Prima di partire per la Siria, Clain era un leader religioso conosciuto negli ambienti più estremisti della città di Tolosa, nel sud della Francia. Nel 2009 fu condannato a cinque anni di prigione con l’accusa di aver creato una rete di sostegno per inviare combattenti dalla Francia all’Iraq. I servizi di sicurezza francesi ritengono che sia partito per la Siria poco dopo essere uscito di prigione. Secondo Le Monde, Clain è sospettato di essere uno degli ispiratori di un fallito attentato a una chiesa nella periferia di Parigi lo scorso aprile. Clain è ritenuto uno dei leader dei circa 850 francesi che al momento si trovano in Siria per combattere con l’ISIS.

I tre arrestati in Turchia
L’agenzia di stampa turca Dogan dice che tre uomini sospettati di legami con l’ISIS sono stati arrestati nella città di Adalia, nel sud del paese. Secondo Dogan, uno di loro ha 26 anni ed è un cittadino belga di origine marocchina. L’uomo avrebbe avuto il compito di scegliere i bersagli per gli attacchi avvenuti la notte del 13 novembre. Gli altri due arrestati sono cittadini siriani e sarebbero stati inviati in Turchia per aiutare l’uomo a passare il confine.

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