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  • Sabato 21 novembre 2015

Le operazioni anti terrorismo in Belgio

Domenica sera in varie perquisizioni sono state arrestate 16 persone, fra cui non c'è Salah Abdeslam: a Bruxelles scuole e metropolitane resteranno chiuse anche lunedì

(LAURIE DIEFFEMBACQ/AFP/Getty Images)
(LAURIE DIEFFEMBACQ/AFP/Getty Images)

Aggiornamento dell’1.00: Durante una conferenza stampa la procura federale belga ha annunciato che domenica sera 16 persone sono state arrestate nel corso di alcune operazioni anti terrorismo, non è chiaro con quali accuse. Nessuna delle 16 persone è stata identificata. I procuratori belgi hanno detto che Salah Abdeslam, il principale ricercato in relazione agli attacchi di Parigi, non è fra le persone arrestate. Fra le operazioni, 19 perquisizioni sono avvenute nei dintorni di Bruxelles e in particolare nei quartieri di Molenbeek, Anderlecht, Jette, Schaerbeek, Forest, mentre altre 3 perquisizioni sono avvenute nella città di Charleroi. La polizia non ha trovato ne armi ne esplosivi durante le perquisizioni, e c’è stato un solo ferito, un uomo che guidando un’automobile a Molenbeek è andato addosso a una macchina della polizia, ed è stato successivamente arrestato. Tutti gli arrestati compariranno davanti a un giudice che deciderà sulla convalida dei loro arresti nella giornata di lunedì.

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In serata, la polizia federale aveva chiesto ai media belgi di non divulgare dettagli che potessero compromettere le operazioni. I più importanti media belgi hanno rispettato la richiesta della polizia. Durante le operazioni alcune vie centrali di Bruxelles sono state chiuse e bloccate, e non sono arrivate notizie o foto su cosa stesse successo. Fra la fine delle operazioni e la conferenza della procura federale i quotidiani belgi La Libre e La Soir hanno diffuso la notizia che Salah Abdeslam era riuscito a scappare dalla polizia belga nei dintorni di Liegi e fosse diretto in Germania, ma la procura non ha commentato la notizia.

Le operazioni di polizia sono cominciate intorno alle 9 di domenica sera, quando la polizia ha chiuso alcune vie del centro di Bruxelles facendo evacuare i clienti di alcuni ristoranti e chiedendo agli abitanti della zona di stare lontani dalle finestre in via precauzionale. Le notizie degli arresti sono arrivate solo in tarda serata. Durante uno dei raid della polizia gli agenti hanno sparato contro un’auto a Bruxelles, ma non ci sono per ora altre informazioni.

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Da sabato mattina in Belgio e in particolare nella capitale Bruxelles sono attive strettissime misure di sicurezza per timore che possano essere compiuti attacchi terroristici simili a quelli di Parigi. Domenica il ministro degli Interni Jan Jambon ha parlato di «una vera minaccia rappresentata da più sospetti» e ha detto che in Belgio potrebbero esserci «parecchi sospetti» legati agli attentati di Parigi. Il quotidiano belga Le Soir dice che le autorità belghe stanno cercando da due giorni due uomini di cui uno potrebbe essere in possesso di una bomba. Da sabato a Bruxelles le metropolitane sono chiuse e le strade sono pattugliate da centinaia fra soldati e poliziotti: domenica sera il primo ministro belga Charles Michel ha annunciato che le misure di sicurezza resteranno in vigore anche lunedì e che scuole, università e metropolitane rimarranno chiuse.

Domenica il governo ha anche consigliato che tutte le attività pubbliche vengano sospese e che i centri commerciali rimangano chiusi. Ancora stamattina l’unità di crisi del ministero degli Interni aveva detto che a Bruxelles il livello di allerta rimane a quattro, il più alto nella scala dei servizi di sicurezza belgi (il resto del Belgio è a livello 3).

La tensione è molto alta già da venerdì sera: nella notte tra venerdì e sabato il primo ministro belga Charles Michel ha detto che il governo teme «un attacco simile a quello di Parigi, con un gruppo di persone con armi ed esplosivi». Sabato un portavoce del governo ha consigliato ai belgi di «evitare il più possibile i posti affollati come centri commerciali, concerti o stazioni di mezzi pubblici». Secondo il giornale Le Soir, la polizia belga sta cercando due uomini che potrebbe avere con loro una cintura esplosiva simile a quelle utilizzate negli attacchi di Parigi. Già da sabato per le strade di Bruxelles, la città da dove provenivano diversi attentatori coinvolti negli attacchi, sono state schierate pattuglie di militari e poliziotti, in aggiunta a quelle già inviate nei giorni scorsi. Le Soir sta seguendo la situazione con un liveblog.

Sabato il sindaco di Bruxelles Yvan Mayeur ha chiesto la chiusura dei centri commerciali nei quartieri centrali di Pentagone, Ixelles, Porte de Namur e Louise, mentre altri amministratori locali della regione hanno ordinato la sospensione di concerti, mercati e tutti gli altri grandi eventi. Diversi supermercati in tutta la città sabato hanno sono rimasti chiusi, seguendo i consigli delle autorità. Il governo aveva chiesto l’annullamento di tutte le partite di calcio che avrebbero dovuto giocarsi nel week end. La federazione di calcio belga ha risposto che le partite della prima serie si giocheranno regolarmente – e fra venerdì e domenica si sono giocate tutte tranne due – ma diverse partite dei campionati minori sono già state sospese, così come tutte le partite dei campionati di basket nella regione di Bruxelles.

I media belgi dicono che a Bruxelles nella notte fra venerdì e sabato la polizia ha arrestato un sospetto accusato di essere coinvolto negli attacchi di Parigi. Nel corso di un’operazione di polizia nel problematico quartiere di Molenbeek, dove abitavano alcuni attentatori e sono stati compiuti di recente diversi arresti collegati agli attacchi, sono stati ritrovati armi ed esplosivi. Non è chiaro se l’operazione sia collegata all’allarme di queste ore

Da anni Bruxelles è famosa per avere una delle più alte concentrazioni di radicali islamici in Europa e per essere un centro del traffico d’armi internazionale. Per quel che si sa, gli attacchi di Parigi sono stati pianificati in Belgio e hanno coinvolto diversi cittadini francesi residenti in territorio belga. Anche dopo gli attacchi di gennaio a Parigi – quello alla sede del settimanale satirico francese Charlie Hebdo e al supermercato kosher – ci furono arresti e perquisizioni in Belgio: a quanto sembra, Amedy Coulibaly, l’uomo responsabile dell’attentato al supermercato kosher, aveva comprato le armi usate nell’attacco a Molenbeek, quartiere diventato famoso perché collegato ai più importanti attacchi terroristici di matrice islamica avvenuti in Europa negli ultimi anni. A Molenbeek sono legati per esempio l’attentato al Museo Ebraico di Bruxelles del maggio 2014, la cellula jihadista di Verviers che stava organizzando attentati in Europa smantellata nel gennaio del 2015 e l’attentato fallito sul treno francese dell’agosto 2015 (qui il New York Times ha spiegato estesamente i dettagli dei legami tra Molenbeek e ciascuno di questi episodi).

Secondo gli esperti di sicurezza, una delle ragioni della presenza di gruppi estremisti in Belgio, e in particolare a Bruxelles, è l’inefficienza delle forze di sicurezza belghe, di cui si è occupato anche un articolo di Associated Press. Il Belgio è un paese diviso in due tra la metà della popolazione che parla francese e l’altra che parla fiammingo, una versione locale dell’olandese. Questa divisione ha spesso reso complicata l’azione del governo e la gestione della sicurezza è tuttora problematica. Solo a Bruxelles ci sono in tutto 19 amministrazioni fra centro e piccole città periferiche, e sei zone di competenza di polizia diverse. Spesso non si riesce a capire chi è responsabile di cosa, e questo permette la creazione di “zone grigie” per trafficanti d’armi e terroristi.