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  • Domenica 15 novembre 2015

Cosa sappiamo dei terroristi di Parigi, in ordine

Sono almeno nove, la polizia ne ha identificati cinque e ne sta cercando ancora due: intanto sono state arrestate diverse persone in Francia e in Belgio

La foto di Abdeslam Salah diffusa dalla polizia francese.
La foto di Abdeslam Salah diffusa dalla polizia francese.

Gli attentati di Parigi sono stati rivendicati ufficialmente dall’ISIS sabato 14 novembre. Il giorno successivo il procuratore di Parigi, François Molins, ha riferito le prime conclusioni delle indagini alla stampa, poi arricchite nei giorni seguenti con altre dichiarazioni e conferme della polizia e del governo francese. Il presidente francese François Hollande ha detto che l’attentato è stato pianificato in Siria, organizzato in Belgio e compiuto in territorio francese con la complicità di cittadini francesi. In tutto le autorità hanno individuato finora nove attentatori, che hanno agito in gruppi da tre: un gruppo ha attaccato lo Stade de France, un altro il Bataclan e un altro ha sparato contro diversi locali e bar del X e dell’XI arrondissement, due quartieri centrali di Parigi. Dei nove terroristi, sette sono morti mentre altri due sono ancora ricercati. Il New York Times ha messo in fila le cose che sappiamo finora sugli attentatori.

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Gli attentatori dei locali del centro
Tra gli attentatori di Parigi ci sono due fratelli, Ibrahim e Salah Abdeslam: Ibrahim, 31 anni, si è fatto esplodere nel ristorante “Le Comptoir Voltaire” dell’XI arrondissement, mentre Salah, 26 anni, è ancora ricercato dalla polizia. Entrambi erano francesi ma vivevano a Monlebeek, il quartiere di Bruxelles da cui negli ultimi anni è passato un numero impressionante di terroristi; entrambi erano stati in Siria e avevano avuto diversi contatti con Abdelhamid Abaaoud, il cittadino belga considerato l’architetto degli attentati di Parigi. Lunedì 16 novembre era stato arrestato il terzo fratello, Mohamed Abdeslam, poi rilasciato. I nomi di Salah e Ibrahim risultano nel contratto di noleggio di tre macchine con targa belga usate durante gli attacchi, una Volkswagen Polo nera, una Seat Leon e una Clio nera. Per gli attacchi al centro di Parigi, i due fratelli hanno usato la Seat Leon, che è stata ritrovata domenica a Montreuil, poco fuori Parigi, con a bordo tre fucili d’assalto. La Volkswagen Polo è stata usata invece per l’attacco al Bataclan. La Clio è stata invece trovata nel XVIII arrondissement di Parigi. I due fratelli, ha scritto il Guardian citando l’ufficio del procuratore del Belgio, erano stati interrogati dalle autorità prima degli attentati ma non erano stati riscontrati dei motivi sufficienti per trattenerli.

Il terzo attentatore che faceva parte della squadra dei due fratelli Abdeslam non è stato ancora identificato ed è tuttora ricercato dalla polizia.

Gli attentatori dello Stade de France
Dei tre attentatori dello Stade de France ne è stato identificato solo uno: Bilal Hadfi, un francese di 20 anni che si è fatto esplodere alle 9:53 in Rue de la Cokerie, fuori da un McDonald’s a circa 300 metri dallo stadio. Il primo attentato suicida allo Stade de France è stato compiuto da un uomo a cui è stato trovato accanto al corpo un passaporto siriano: il passaporto appartiene ad Ahmad al Mohammad, 25 anni proveniente da Idlib, in Siria. Il passaporto risulta essere stato timbrato il 3 ottobre all’isola greca di Leros e il 7 ottobre a Presevo, in Serbia. La presenza del passaporto ha fatto parlare inizialmente della possibilità che uno dei terroristi fosse arrivato in Europa attraverso la cosiddetta “rotta balcanica”: le autorità hanno però detto di credere che il passaporto sia stato rubato e la polizia francese ha chiesto aiuto alla popolazione per identificare l’uomo (la storia del passaporto, in ordine, si trova qui). Non si sa nulla nemmeno del secondo attentatore suicida dello stadio, che si è fatto esplodere di fronte al Gate H alle 9:30, uccidendo solo se stesso.


Gli attentatori del Bataclan
Il primo attentatore a essere identificato è stato Ismaël Omar Mostefaï, francese di 29 anni già noto alle autorità francesi per via di reati minori e per essere stato segnalato per attività legate all’islamismo radicale. Mostefai si è suicidato al Bataclan azionando la sua cintura esplosiva. Al Bataclan c’era anche Samy Aminour, nato il 15 ottobre 1987 a Parigi. Amoniour viveva nel nord-est della città, a Drancy. I famigliari di Aminour, che sono stati fermati lunedì 16 novembre, hanno detto che due anni fa era andato in Siria. L’identità del terzo attentatore – che si è ucciso azionando la sua cintura esplosiva al Bataclan – non è stata ancora diffusa.

Gli arrestati finora
Il Belgio ha accusato formalmente due persone in relazione agli attentati di Parigi: Hamza Attou, 21 anni, nato a Bruxelles, è Mohamed Amri, 27 anni, nato in Marocco. Atto e Amri sono due delle sette persone arrestate sabato in Belgio: entrambi vivevano a Molenbeek ed entrambi sono accusati di avere riportato a casa Salah Abdeslam dopo gli attentati di Parigi. L’avvocato che rappresenta Attou ha negato le accuse e ha detto che i due arrestati “semplicemente sono andati a prendere Salah, senza sapere” cosa fosse successo prima. Mercoledì mattina le autorità francesi hanno arrestato altre otto persone a Saint-Denis, un comune nel nord di Parigi, di cui però non sono state diffuse le identità. Nell’operazione a Saint-Denis sono rimaste uccise anche due persone: il presidente Hollande ha detto che entrambe erano legate agli attentati di venerdì, ma non ha fornito altri dettagli.

Chi ha ordinato e chi ha organizzato gli attentati
Associated Press dice di aver visto un dispaccio dell’intelligence irachena secondo cui l’attacco è stato ordinato da Al Baghdadi, il capo dello Stato Islamico, e che ha coinvolto 24 persone: 19 di queste avrebbero partecipato materialmente agli attentati, mentre altre 5 avrebbero lavorato solo all’organizzazione e alla pianificazione. AP dice che gli attentatori sono stati addestrati a Raqqa, la capitale dello Stato Islamico, per questo specifico attacco, e che l’intelligence irachena ha avvertito i paesi occidentali dell’imminenza di un attentato il giorno prima degli attacchi.

Secondo fonti di giornali e agenzie importanti – fra cui Associated Press e Libération – il sospetto organizzatore degli attentati è Abdelhamid Abaaoud. Abaaoud – che aveva origini marocchine, e aveva 27 o 28 anni – è stato ucciso mercoledì mattina nell’operazione di polizia a Saint-Denis, un comune distante da Parigi. Era già noto alla polizia di diversi paesi europei: aveva fatto parte di una rete terroristica a Verviers, in Belgio, smantellata all’inizio del 2015 ed era comparso in alcuni video dell’ISIS girati in Siria, tra le altre cose. Alcuni dei terroristi di Parigi avevano avuto contatti con lui durante gli anni in cui Abaaoud abitò a Molenbeek (quello che si sa di Abaaoud si trova qui).