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  • Mercoledì 7 ottobre 2015

Chi sono i favoriti al Nobel per la Pace?

Angela Merkel per la crisi dei migranti? Manuel Santos e il leader delle FARC per la tregua? O papa Francesco? E Snowden? Previsioni, nell'attesa di venerdì

(FREDRIK SANDBERG/AFP/Getty Images)
(FREDRIK SANDBERG/AFP/Getty Images)

Il vincitore del Premio Nobel per la Pace 2015 verrà annunciato venerdì alle 11 del mattino da Kaci Kullmann Five, la presidente del Comitato norvegese per i Nobel a Oslo, in Norvegia. L’annuncio è molto atteso, come sempre, e c’è molta segretezza sul nome della persona o dell’organizzazione che otterrà l’importante riconoscimento. Al Nobel si accompagna un premio in denaro di poco meno di un milione di euro. Il Comitato ha fatto sapere a inizio anno che i candidati sono 273: 68 organizzazioni e 205 persone.

Ogni anno organizzazioni e istituzioni sono invitate dal Comitato dei Nobel a proporre le candidature, tra le quali viene poi scelto il vincitore attraverso consultazioni e votazioni interne. Prevedere con certezza la persona che riceverà il riconoscimento è quasi sempre impossibile, ma ci sono anni in cui il compito è meno complicato: l’anno scorso, per esempio, diedero tutti per vincente Malala Yousafzai, che in effetti ottenne il Nobel per la Pace (era nelle liste dei probabili anche l’anno precedente). Prima dell’annuncio in molti provano a fare i loro pronostici e, tra i più affidabili, ci sono quelli del Peace Research Institute Oslo (PRIO), una organizzazione indipendente da quella dei Nobel, che diffonde una lista con le candidature più solide e affidabili preparata dal direttore Kristian Berg Harpviken.

Al primo posto nell’elenco c’è il cancelliere tedesco Angela Merkel, per come ha gestito la crisi dei migranti nei mesi scorsi, annunciando la disponibilità della Germania ad accogliere centinaia di migliaia di richiedenti asilo provenienti dal Medio Oriente, e soprattutto dalla Siria dove c’è una guerra che dura da anni. Secondo PRIO, Merkel ha contribuito a guidare l’impegno dell’Unione europea nel dare aiuto e assistenza ai migranti, seppure con qualche tentennamento e rigidità nelle ultime settimane.

Angela MerkelUn rifugiato scatta un selfie con il cancelliere tedesco Angela Merkel (AP)

Ci sono comunque altre persone legate alla crisi dei migranti che potrebbero avere qualche possibilità per il Nobel per la Pace di quest’anno, come don Mussie Zerai, il fondatore e presidente dell’agenzia Habeshia, impegnata nel dare aiuto e assistenza ai richiedenti asilo e ai migranti che scappano da guerre, dittature e persecuzioni di vario tipo. Un altro possibile vincitore potrebbe essere l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, l’agenzia dell’ONU che si occupa di gestire i rifugiati e che ha già vinto il Nobel per la Pace nel 1954 e nel 1981. I suoi funzionari e addetti stanno gestendo con enormi difficoltà e poche risorse economiche la crisi dei migranti, soprattutto in Turchia, Libano, Giordania, Egitto e Iraq dove si stima ci siano più di 4 milioni di rifugiati, per lo più siriani.

Un altro possibile vincitore potrebbe essere Juan Manuel Santos, il presidente della Colombia protagonista di una difficile e lunga trattativa per una tregua definitiva con le FARC, il gruppo armato di ispirazione marxista che controlla parte del paese e che dagli anni Sessanta combatte il governo centrale. Santos potrebbe dividere il premio con Timoleón Jiménez, il leader delle FARC, perché secondo il PRIO il processo di pace avviato è ormai “irreversibile” e un premio potrebbe incentivarlo ulteriormente. Ma quest’anno c’è stato almeno un altro accordo importante per la pace nel mondo: quello sul nucleare iraniano. Il premio Nobel per la Pace potrebbe essere quindi assegnato al segretario di stato americano John Kerry, al ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif e all’Alto rappresentate dell’Unione europea per gli Affari esteri Federica Mogherini.

Raul Castro, Juan Manuel Santos, Timoleon JimenezIl presidente di Cuba, Raul Castro, tiene strette le mani del presidente colombiano Juan Manuel Santos e del leader delle FARC Timoleón Jiménez durante un incontro per le trattative di pace all’Avana, Cuba (AP)

Anche quest’anno circola l’ipotesi che il premio sia attribuito a Dimitri Muratov e al suo giornale Novaya Gazeta, che in Russia continua a denunciare i casi di corruzione nell’amministrazione pubblica e tra i politici, e che in passato ha realizzato importanti inchieste sulla condizione dei civili ceceni coinvolti nella guerra (era anche il giornale di Anna Politkovskaja). In Russia ci sono altri media che provano a fare informazione nonostante le censure del governo, come la stazione radio l’Eco di Mosca e l’emittente televisiva Dozhd, ma secondo il PRIO hanno meno possibilità di vincere.

Il Nobel per la Pace 2015 potrebbe essere assegnato all’associazione Articolo 9, che in Giappone nell’ultimo anno ha organizzato diverse iniziative di protesta contro il governo, che ha fatto approvare in Parlamento una legge controversa che per la prima volta dal 1947 autorizza le “forze di autodifesa” – il nome con cui è conosciuto l’esercito giapponese – a essere impiegate in missioni armate al di fuori dei confini del paese. La Costituzione del Giappone vieta al paese di avere un esercito, ma l’efficacia di questo principio è stata erosa negli ultimi anni. Articolo 9 – fondata da nove personalità di spicco nell’ambiente culturale giapponese compreso il Nobel per la letteratura Kenzaburo Oe – ha criticato il governo e coordinato proteste e incontri per riaffermare l’importanza del principio costituzionale contro la guerra.

Articolo 9Una protesta organizzata da Articolo 9 a Tokyo, Giappone, lo scorso maggio (AP)

Nella lista dei probabili vincitori preparata da Harpviken ci sono poi Jeanne Nacatche BanyereJeannette Kahindo Bindu e Denis Mukwege che nella Repubblica Democratica del Congo danno conforto e aiuto alle donne vittime di violenze sessuali. Un’altra persona impegnata in questo tipo di attività di assistenza è Zainab Bangura, che è Rappresentante speciale delle Nazioni Unite sulle violenze sessuali nelle zone di guerra.

Come era successo nel 2014, anche quest’anno i siti di scommesse citano papa Francesco, per le sue attività e gli appelli alla pace sociale in giro per il mondo, ed Edward Snowden, l’ex collaboratore dei servizi segreti statunitensi che ha fornito molto materiale per le inchieste giornalistiche sui sistemi di monitoraggio di massa delle comunicazioni da parte degli Stati Uniti in tutto il mondo.

Il premio Nobel per la Pace fu assegnato per la prima volta nel 1901, e andò al francese Frederic Passt, fondatore e presidente della “Società d’arbitraggio tra le nazioni”, la prima società espressamente creata per il mantenimento della pace. Un solo italiano ha ottenuto l’importante riconoscimento, accadde nel 1907 e il premiato fu Ernesto Teodoro Moneta (insieme con il francese Louis Renault) che a fine Ottocento aveva fondato diverse organizzazioni e iniziative per la pace. Nel 2013 il premio è andato all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche “per i suoi ampi sforzi per eliminare le armi chimiche” dal mondo.