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  • domenica 27 settembre 2015

Lo scambio di prigionieri su un ponte in Estonia

Il governo russo ha liberato un agente dei servizi di sicurezza estoni in cambio di una spia russa condannata nel 2012: è una storia un po' da film

Sabato pomeriggio su un ponte al confine tra Russia ed Estonia è avvenuto uno scambio di due spie prigioniere. I russi hanno liberato Eston Khohver, un agente di sicurezza estone catturato l’estate scorsa lungo il confine tra i due paesi. In cambio gli estoni hanno consegnato ai russi Aleksei Dressen, un ex membro dei servizi segreti estoni condannato nel 2012 per aver passato informazioni alla Russia. La scena si è svolta come in un romanzo di spie ambientato nella Guerra fredda, con i due prigionieri liberati alle estremità opposte di un ponte lungo la linea di confine.

La cattura di Kohver è ancora un episodio poco chiaro e un po’ da film, dove si intrecciano storie di spie e attività della criminalità organizzata. Kohver fu preso dai russi al confine tra Estonia e Russia il 5 settembre del 2014: secondo il governo estone, in quel periodo Kohver stava indagando su alcuni contrabbandieri che operavano a cavallo della frontiera. Il 5 settembre stava andando al confine per incontrare un informatore russo e aveva con sé la pistola di ordinanza, cinquemila euro in contanti per pagare l’informatore e un registratore.

Al posto del suo contatto, Kohver si trovò davanti un gruppo di uomini armati che lo colpirono con una granata stordente e poi lo trasportarono al di là del confine, in Russia. La ricostruzione che ha dato il governo russo di quello che è accaduto è però molto diversa. Secondo i russi, il compito di Kohver era di reclutare informatori russi per conto degli estoni, e solo per un puro caso durante la sua missione Kohver si imbatté in una pattuglia russa che lo arrestò per trovarsi illegalmente al di là del confine. I rapporti tra Russia ed Estonia sono molti tesi dal 2004, quando l’Estonia è entrata a far parte della NATO. Recentemente il governo estone si è schierato contro l’annessione della Crimea da parte della Russia e ha criticato l’appoggio russo agli indipendentisti dell’Ucraina orientale. Entrambi i governi hanno prodotto rapporti che confermano ognuno la propria versione.

La cronologia dei fatti sembra però dare ragione – almeno in parte – alla versione estone. Da anni il governo estone indaga sulla criminalità organizzata che gestisce i traffici tra i due paesi a volte con la complicità di ufficiali russi. All’inizio il governo estone si comportò come se il rapimento fosse l’iniziativa personale di uno di questi ufficiali che aveva deciso di arrestare Kohver per proteggere i suoi traffici. Le prime dichiarazioni dei servizi di sicurezza estoni e un tweet del primo ministro sembravano voler abbassare i toni della vicenda, nella speranza che il caso si potesse risolvere senza troppo clamore.

Due giorni dopo il rapimento, il 7 settembre, divenne chiaro che la faccenda era una cosa molto più complicata. Quel giorno la televisione russa mostrò Kohver in un’aula di tribunale mentre si trovava sotto processo con l’accusa di essere una spia. Stati Uniti ed Europa criticarono immediatamente la cattura di Kohver dicendo che il processo era una farsa. Un anno dopo la cattura, nell’agosto del 2015, Kohver venne condannato a 15 anni. I giornali estoni sostennero che la cattura di Kohver era stata organizzata dai russi per ottenere la liberazione di Aleksei Dressen, un ex membro dei servizi di sicurezza estoni condannato nel 2012 con l’accusa di spionaggio a favore della Russia: una versione in parte confermata dal governo estone, che dopo lo scambio dei due prigionieri ha detto che le trattative per la liberazione erano in corso da mesi.

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