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  • Mondo
  • 19 settembre 2015

Perché tutti adesso?

di Liz Sly - Washington Post

Otto ragioni che spiegano il notevole aumento di migranti in viaggio verso l'Europa negli ultimi mesi

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Migranti alla stazione di Tovarnik, in Croazia, il 18 settembre 2015. (Gregor Fischer/picture-alliance/dpa/AP Images)

Dietro allo straordinario flusso di quest’estate di rifugiati e migranti diretti verso l’Europa c’è un complicato insieme di ragioni, tra cui una guerra, il tempo e altre considerazioni logistiche. Qui ci sono otto motivi che spiegano sommariamente il perché stia accadendo proprio ora la più grande migrazione di persone nel continente europeo dalla Seconda guerra mondiale. Il più importante è il numero uno.

1. La guerra in Siria
La guerra in Siria va avanti da oltre quattro anni e non ci sono segni che possa terminare a breve. Non c’è diplomazia che possa risolverla. Almeno 250mila persone sono morte durante la guerra. Non c’è dubbio che i siriani vogliano scappare dal loro paese: nel 2015 i migranti siriani sono stati la metà di tutti i migranti che sono arrivati in Europa in più rispetto allo scorso anno. In altre parole, senza i siriani il numero di persone che quest’anno stanno cercando di raggiungere l’Europa sarebbe stato circa uguale a quello dello scorso anno.

Già il 2014 era stato un anno record, così come lo era stato l’anno precedente. Negli ultimi anni un’intensificazione e un aumento di guerre in tutto il mondo ha fatto salire il numero totale di profughi. Molte persone scappano da conflitti di varia intensità che si stanno combattendo in diversi paesi come l’Iraq, l’Afghanistan, l’Eritrea, la Somalia e il Niger. Ma il gruppo più numeroso rimane quello dei siriani.

2. La rotta verso l’Europa è molto più facile
Fino a tempi recenti la traversata del Mediterraneo – dalla Libia all’Italia – è stata la rotta più usata dai migranti e rifugiati che volevano raggiungere l’Europa: specialmente per chi veniva da paesi in cui non è semplice ottenere un visto turistico ed entrare fingendosi turisti, per poi restare. Poi si è cominciato a usare anche una rotta marittima molto più breve e meno pericolosa, quella dalla Turchia alla Grecia. Prima il viaggio dalla Grecia attraverso i Balcani fino all’Europa settentrionale era molto complicato. Dopo che la Macedonia ha rimosso le misure molto severe che aveva adottato a giugno per prevenire l’entrata dei migranti nel suo territorio, le cose sono cambiate e si è aperta la cosiddetta “rotta balcanica“. La Turchia confina con la Siria ed è molto più facile accedervi per le persone che provengono da paesi più a est, inclusi i rifugiati che arrivano dall’Iraq e dall’Afghanistan e i migranti pakistani e bengalesi che cercano condizioni economiche migliori di quelle del loro paese.

3. L’abbassamento dei prezzi
È un fattore legato al punto 2. Per arrivare in Grecia via mare dalla Turchia ci si impiega meno di un’ora e a volte anche una ventina di minuti, dipende dalla spiaggia di partenza. Non solo questo ha reso la traversata via mare più economica, ma i migranti non devono più nemmeno pagare i trafficanti per farsi accompagnare attraverso i confini degli stati balcanici. Le persone che oggi pianificano di cominciare il viaggio verso l’Europa dicono di pagare i trafficanti non più di 2-3mila dollari, invece che i 5-6mila richiesti per raggiungere la Libia e arrivare via mare in Italia. Questo significa che più persone – molte delle quali stavano risparmiando i soldi per il viaggio – sono oggi in grado di sostenere le spese.

4. Il tempo
È normale per gli immigrati scegliere i mesi estivi per compiere il viaggio verso l’Europa, visto che le traversate via mare sono più sicure. Una ragione per cui ora si è registrato un aumento significativo di flusso di migranti è che molte persone stanno cercando di cominciare il viaggio prima che arrivi il brutto tempo. È comunque difficile prevede quanto e se l’arrivo dell’inverno rallenterà gli arrivi dei migranti. Una cosa però è chiara: ci saranno molti più morti. La scorsa settimana ci sono stati più casi di annegamento per barche rovesciate sulla rotta tra Grecia e Turchia rispetto a quanti ce n’erano stati in tutto il resto dell’anno – 56 questa settimana, rispetto ai 55 registrati fino alla fine della scorsa.

5. La decisione della Germania di estendere l’accoglienza ai rifugiati
Un alto numero di persone erano già in marcia quando la cancelliera tedesca Angela Merkel ha annunciato che la Germania avrebbe offerto una residenza temporanea a tutti i rifugiati che sarebbero arrivati nel paese (i rifugiati sono quelle persone a cui è stata accolta la domanda di asilo). Ma ci sono pochi dubbi sul fatto che l’annuncio abbia spinto più persone a cominciare il viaggio. Sempre più iracheni hanno cominciato a unirsi all’esodo e molti di coloro che sono arrivati di recente in Turchia hanno detto di essere stati incoraggiati nella decisione di iniziare il viaggio dal messaggio della Germania sull’accoglienza dei rifugiati. È ancora da vedere se i nuovi controlli ai confini introdotti negli ultimi giorni da Germania, Ungheria, Austria e Slovacchia scoraggeranno i migranti a intraprendere il viaggio verso l’Europa.

6. La campagna di arruolamento del governo siriano
A corto di uomini nella guerra contro chi vuole abbattere il suo regime, dallo scorso anno il presidente siriano Bashar al Assad ha cominciato una vasta campagna di arruolamento. Molti dei siriani che scappano verso l’Europa provengono dalle aree della Siria controllate dal governo e dicono di essere scappati per evitare di andare a fare la guerra. L’arruolamento riguarda tutti gli uomini che hanno concluso il servizio militare obbligatorio negli ultimi 10 anni, o tutti quelli che hanno meno di 30 anni.

7. Il governo siriano ha reso più facile viaggiare per i siriani
Sembra una contraddizione con il punto 6, ma non sembra esserci alcun tentativo da parte del governo di fermare coloro che lasciano il paese per non doversi arruolare. Al contrario, negli ultimi mesi il governo siriano ha reso più facile ottenere il passaporto – sia in Siria che nelle ambasciate siriane all’estero – e ora di fatto si può evitare il servizio militare pagando 300 dollari.

Queste decisioni del governo hanno confermato il sospetto di molti analisti secondo cui Assad ha deliberatamente incoraggiato l’immigrazione, sia nei paesi vicini che verso l’Europa, come parte di una strategia finalizzata a svuotare il paese da cittadini scontenti e possibili oppositori. Emile Hokayem dell’Institute for Strategic Studies ha detto: «La catastrofe umanitaria a cui stiamo assistendo è il risultato di una strategia elaborata da Assad per garantirsi la sopravvivenza. Assad ha cercato di spostare su altri l’onere di avere a che fare con le persone che in Siria si oppongono a lui». Assad, comunque, dà la colpa dell’esodo all’Europa e agli Stati Uniti, dicendo che la maggior parte dei migranti stanno scappando dal “terrorismo” fomentato da esponenti dell’opposizione che a loro volta sono appoggiati dall’Occidente.

8. La scarsità di aiuti internazionali
Prima del massiccio flusso di persone verso l’Europa, quattro milioni di siriani avevano già lasciato il loro paese a causa della guerra e si erano rifugiate nei paesi vicini – soprattutto Turchia, Giordania e Libano. Qui continuano a vivere in maniera miserabile: viene negato loro il diritto a lavorare e la maggior parte dei bambini non va a scuola. Molti dei profughi diretti verso l’Europa citano l’educazione dei figli come motivo principale per cui hanno deciso di provare a costruirsi una vita nuova.

© Washington Post 2015

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