Facce da grossa crisi

Catalogo fotografico delle smorfie e delle mani-nei-capelli usate dai giornali di mezzo mondo per illustrare giornate come quella di ieri

Un tecnico della borsa di New York. (AP Photo/Richard Drew)

In questi giorni di grandi incertezze sui mercati finanziari − la settimana scorsa è stata la peggiore degli ultimi quattro anni per le borse di tutto il mondo − nelle redazioni giornalistiche e nelle agenzie fotografiche di tutto il mondo si è ripresentata una questione che ritorna ogni volta che bisogna raccontare una notizia di economia: quale immagine utilizzare per illustrare quello che succede?

In questo contesto i soggetti più fotografati sono senza dubbio i trader, quelli che lavorano in Borsa, soprattutto quelli che contrattano a gesti e urlando sui cosiddetti “trading floor” che in questi giorni sono tutti accomunati da consuete espressioni di stanchezza, disperazione, incredulità e rassegnazione: “mettersi le mani nei capelli” in questo caso non è un modo di dire, ma il gesto che in questi giorni si vede più spesso nelle foto che arrivano dalle Borse di tutto il mondo (nonostante la grandissima parte delle trattative in borsa si faccia da anni per via informatica). Oltre ai trader, i broker e chi lavora come professionista nel settore, in questi giorni è comune trovare quella stessa incertezza anche sulle facce degli investitori, soprattutto quelli cinesi. Molti cinesi, infatti, hanno investimenti in azioni: si tratta di investitori poco esperti, padri di famiglia più che gestori di grandi patrimoni, per cui le azioni sembravano uno dei pochi buoni investimenti rimasti visto che il mercato immobiliare stava rallentando.

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