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  • giovedì 30 luglio 2015

A Cincinnati un poliziotto (bianco) è stato incriminato per aver ucciso un uomo (nero)

di Kevin Williams, Wesley Lowery e Mark Berman – Washington Post

E solo grazie alla videocamera che indossava, che ha registrato tutto e smontato la sua prima versione dei fatti

Un agente di polizia bianco che lavora in un campus universitario è stato accusato di omicidio per aver ucciso un uomo nero disarmato dopo un normale controllo stradale la settimana scorsa a Cincinnati, in Ohio. Il procuratore locale ha definito il fatto un «un omicidio stupido e insensato». L’episodio aggiunge Cincinnati alla lista delle città dove poliziotti bianchi hanno sparato e ucciso civili neri: vicende che hanno attirato l’attenzione generale e hanno aperto un dibattito sull’uso della forza da parte della polizia nei confronti dei neri. Una storia simile nel 2001 a Cincinnati provocò proteste e rivolte: anche per questo stavolta le autorità locali hanno deciso di muoversi con rapidità per contenere le conseguenze.

«Era completamente non necessario», ha detto il procuratore Joe Deters durante una conferenza stampa. Dei più di cento casi di sparatoria che hanno coinvolto un agente di polizia di cui si è occupato, ha detto Deters, «questo è il primo che mi ha fatto dire: è senza ombra di dubbio un omicidio».

Raymond Tensing, 25 anni, agente di polizia in servizio all’università di Cincinnati, rischia il carcere a vita per aver ucciso Samuel Dubose, 43 anni, la sera del 19 luglio, più o meno due minuti dopo averlo fermato perché la sua auto non aveva la targa anteriore. All’inizio Tensing ha detto di essere stato costretto a sparare a Dubose perché questo lo aveva trascinato con l’auto in corsa e quasi investito, come sostiene il primo rapporto della polizia. Ma il procuratore Deters ha detto che niente di tutto questo è mai successo e possiamo saperlo perché Tensing indossava una videocamera che ha ripreso l’accaduto, come prevedono le norme in vigore per i poliziotti di Cincinnati. Il video, diffuso mercoledì, mostra Dubose mettere in moto la macchina dopo che l’agente Tensing gli ha detto di togliersi la cintura di sicurezza. Il poliziotto allora si avvicina alla portiera, urla “Stop!” e tira fuori la pistola. Dopo infila la pistola nell’abitacolo dal finestrino aperto e spara un colpo alla testa di Dubose.

«Il poliziotto non aveva a che fare con un ricercato per omicidio ma con uno che non aveva la targa. Lo aveva fermato per una cosa piccolissima», ha detto Deters, che poi ha aggiunto. «Stiamo trattando il caso come quello di un assassino».

I poliziotti negli Stati Uniti vengono incriminati molto raramente per l’uso delle armi mentre sono in servizio. Di 558 sparatorie che hanno coinvolto la polizia e si sono concluse con la morte di qualcuno, secondo il Washington Post, la morte di Dubose è solo la quarta ad aver avuto come conseguenza l’incriminazione di un poliziotto. Degli altri tre casi, due riguardano poliziotti bianchi che hanno ucciso uomini neri, mentre nell’altro caso anche la vittima era bianca. Di tutti e tre i casi esiste il video dell’omicidio.

Mercoledì Tensing si è costituito, è stato messo in custodia cautelare ed è stato licenziato. In questi giorni, un anno fa, un uomo nero veniva ucciso da un poliziotto bianco a Ferguson, in Missouri, dando inizio a grandi proteste e portando alla nascita di un forte movimento nazionale per i diritti civili. Tra le richieste degli attivisti c’è l’obbligo per i poliziotti di indossare videocamere, così da mostrare esattamente cosa succede e cosa fanno mentre sono in servizio: oggi questo accade solo in alcuni dipartimenti di polizia.

© Washington Post 2015

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