Il gruppo parlamentare di Denis Verdini

Si chiama "Alleanza liberalpopolare-autonomie", è composto da ex senatori di Forza Italia e dice di voler far approvare le riforme costituzionali

Denis Verdini. (Roberto Monaldo / LaPresse)

Durante una conferenza stampa in Senato è stato presentato un nuovo gruppo parlamentare, fondato dal senatore Denis Verdini e composto al momento da dieci senatori, Verdini compreso. Il gruppo si chiamerà “Alleanza liberalpopolare-autonomie” (ALA) e sarà composto da parlamentari di centrodestra che intendono sostenere la riforma costituzionale in discussione in questi mesi e che era al centro del cosiddetto “patto del Nazareno”. Verdini è toscano ed è stato per molti anni un dirigente di Forza Italia e stretto collaboratore di Silvio Berlusconi.

Parlando ai giornalisti, Verdini ha detto che il gruppo parlamentare non entrerà nella maggioranza che sostiene il governo e che «nessuno di noi ha il desiderio, la voglia di iscriversi al PD». L’obiettivo di ALA, ha detto Verdini, è l’approvazione della riforma del Senato e del Titolo V della Costituzione. Quella riforma era stata concordata dal Partito Democratico con Forza Italia, che insieme l’avevano difesa, sostenuta e votata nei primi passaggi parlamentari; Forza Italia ha cominciato a opporsi alla riforma dopo l’elezione di Sergio Mattarella alla presidenza della Repubblica, quando Silvio Berlusconi ha accusato Matteo Renzi di aver rotto il patto decidendo di non consultarlo. Gli altri senatori che faranno parte del gruppo sono Lucio Barani, Riccardo Mazzoni, Eva Longo, Giuseppe Compagnone, Vincenzo D’Anna, Ciro Falanga, Riccardo Conti, Pietro Langella e Antonio Scavone. Per il momento non ci sono abbastanza deputati per formare un gruppo alla Camera: Verdini ha detto «vedremo a settembre».

«Vogliamo essere liberi di completare la legislatura costituente come avevamo iniziato», ha detto Verdini. «Ho una grandissima lealtà che mi lega a Berlusconi, ma vediamo le cose in maniera diversa. Lui è sempre stato in questi 20 anni lungimirante, però questo non significa che sempre si vedono le stesse possibilità. Come tutti gli strappi fanno male, il dolore uno se lo tiene e tira fuori l’ottimismo. La nostra storia legata a Berlusconi è straordinaria e fa male parlarne. Non ne vogliamo parlare, parliamo di quello che facciamo. Nella nostra componente c’è chi ha votato le riforme e c’è chi non lo ha fatto ed è libero di mantenere questa posizione. In questo momento politico delicato, intendiamo vivere e muoverci nella massima libertà, senza vincoli di mandato, senza offendere nessuno né rinnegare nessuno. La nostra prospettiva politica è l’area moderata, che è il centro del Paese ed è il centro che determina sempre la vittoria dell’una o dell’altra parte. Ma per poterlo fare deve muoversi in libertà, senza timori».

La formazione del nuovo gruppo parlamentare, di cui i retroscena politici dei giornali parlavano da tempo, rappresenta per il governo Renzi sia un potenziale problema che una potenziale opportunità. Gli oppositori di Renzi – sia dentro che fuori il PD – accusano il governo di voler rimpiazzare la sinistra con un altro alleato di governo di centrodestra, e ricordano la vicinanza di Verdini con Berlusconi e i molti procedimenti aperti a suo carico; dall’altra parte il governo Renzi potrebbe trovare nel nuovo gruppo i voti necessari a far passare le riforme (in Senato la maggioranza ha solo un piccolo margine di vantaggio) e chi difende il governo ricorda che già ai tempi del “patto del Nazareno” i deputati di Forza Italia sostenevano le riforme (e che del precedente governo italiano in questa legislatura faceva parte anche Forza Italia).

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