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  • mercoledì 22 luglio 2015

La nuova regola sui 25 giocatori in Serie A

Serve per far giocare di più i giovani e favorire i settori giovanili: vale dalla prossima stagione e potrebbe diventare un problema per le squadre più forti

Dalla prossima stagione del campionato di calcio di Serie A entreranno in vigore le nuova norme decise dalla FIGC – Federazione Italiana Giuoco Calcio – riguardo alla composizione delle rose delle squadre di calcio, ovvero il numero e il tipo di giocatori a disposizione dell’allenatore durante un campionato. Le nuove norme stabiliscono che per il prossimo campionato le squadre potranno avere una rosa composta da massimo 25 giocatori con più di 21 anni. Dei 25 giocatori con più di 21 anni, inoltre, almeno quattro dovranno essere “stati formati” in squadre italiane e altri quattro dovranno essere “stati formati” nelle giovanili di quella stessa squadra che li vuole inserire in rosa.

La norma è stata introdotta dalla FIGC per allineare le regole del campionato italiano a quelle degli altri più importanti campionati europei e ha lo scopo di promuovere la valorizzazione dei giocatori giovani e delle squadre giovanili. Il fatto che le limitazioni non si applichino ai giocatori con meno di 21 anni, per esempio, farà si che se una squadra avrà necessità di avere una rosa particolarmente ampia dovrà necessariamente tesserare giocatori giovani; le norme sui giocatori “formati nel club” e quella sui giocatori “formati in Italia”, invece, servono affinché diventi nell’interesse delle squadre italiane più forti (quelle di Serie A) investire nelle loro squadre giovanili per formare giocatori in grado di entrare a far parte della loro squadra di punta. Come ha spiegato al sito calciomercato.com il procuratore sportivo e avvocato Jean-Cristophe Catallotti, la nuova norma produrrà diversi cambiamenti al nostro campionato di calcio e al modo di lavorare di molte squadre di Serie A:

Può parlarsi di piccola rivoluzione perché, finalmente, nel nostro campionato i giovani calciatori potranno giocarsi maggiori chance di rimanere nella rosa delle squadra in cui sono cresciuti. I migliori calciatori del vivaio non correranno sempre il rischio di essere “parcheggiati” in società di categorie inferiori o in campionati di minor valore rispetto al nostro: ecco un pregio inconfutabile della nuova riforma! E se le società non avranno a disposizione altri giovani interessanti nel proprio vivaio, si ritroveranno “costrette” ad ingaggiare altri 4 giovani formati nel nostro calcio italiano seppure da altre squadre. Tutto questo comporterà inevitabilmente una maggiore attenzione sui giovani calciatori da parte di tutto il movimento calcistico che dovrà credere con più forza e con maggiore lungimiranza nella formazione dei nostri giovani atleti. I responsabili dei settori giovanili e i loro allenatori dovranno, infatti, impegnarsi a costruire gli atleti del futuro, quelli che andranno a occupare i preziosi 8 posti messi a disposizione dalla FIGC

Come precisa il comunicato della FIGC, con “formati in Italia” si intendono i calciatori che tra i 15 e i 21 anni sono stati tesserati da un club italiano per almeno 36 mesi anche non consecutivi o per tre stagioni; per “formati nel club”, similmente, si intendono i calciatori che tra i 15 e i 21 anni sono stati tesserati dallo stesso club che vuole inserirli nella rosa per almeno 36 mesi anche non consecutivi o per tre stagioni. Ai fini della nuova norma, invece, i calciatori con meno di 21 anni saranno solo quelli a non aver ancora compiuto il 21esimo anno di età al 31 dicembre dell’anno precedente a quello della stagione presa in considerazione. Per esempio, per la prossima stagione saranno considerati giocatori con meno di 21 anni tutti quelli che non avevano compiuto ancora 21 anni prima del 31 dicembre 2014.

La nuova norma prevede che la lista dei 25 calciatori venga comunicata prima dell’inizio del campionato. Ci sono comunque diverse eccezioni, pensate per evitare che le squadre si trovino durante il campionato ad avere troppi pochi giocatori. Per esempio si può correggere la lista per sostituire un portiere o per sostituire un giocatore con cui sia avvenuta una rescissione consensuale del contratto. Inoltre, per una volta in tutta la stagione, si potranno sostituire due giocatori della lista di 25 (oltre ai portieri), per via per esempio di infortuni particolarmente gravi che impediscano ai calciatori di giocare per molti mesi. Infine, per la prossima stagione, le squadre che non dovessero essere in grado di schierare 4 giocatori formati nel loro settore giovanile, potranno sostituirli con 4 giocatori “formati in Italia”.

I giocatori in esubero
Un effetto più immediato e limitato nel tempo della nuova norma è che molte squadre di Serie A che fino a quest’anno non avevano limitazioni rispetto al numero di giocatori che potevano tesserare e avere a disposizione ora si trovano a dover cedere alcuni dei loro calciatori diventati di troppo. Spiega la Gazzetta dello Sport che circa 70 calciatori appartenenti a diverse squadre di Serie A dovranno essere ceduti prima dell’inizio del prossimo campionato affinché le loro squadre non violino le nuove regole. Inter, Juventus, Milan e Roma, le società più ricche e quindi con le rose più grandi, sono quelle che dovranno cedere più calciatori.

Essere costretti a cedere diversi giocatori in un tempo piuttosto limitato, anche se la nuova norma è stata decisa il 20 novembre 2014, non è una cosa semplice per tutte le squadre, soprattutto le più importanti. Le squadre più forti e famose sono anche quelle che di solito offrono ai loro calciatori le condizioni di lavoro migliori – i migliori stipendi e gli obiettivi professionali più interessanti (lotta per lo scudetto, partecipazione alle coppe europee): convincere un calciatore ad andarsene per giocare – con grande probabilità – in una squadra di livello inferiore o in un altro paese non è sempre facilissimo. Inoltre, come ha spiegato Jean-Cristophe Catallotti, la Lega Serie A  (che organizza il campionato di Serie A) non è mai riuscita ad introdurre un regolamento che vieti ai calciatori che giocano in Serie A di rifiutare un trasferimento a una squadra di livello simile a quella che lasciano e che gli offra un trattamento economico simile. Come racconta la Gazzetta dello Sport:

La vicenda-Shaqiri è da manuale. Arrivato a gennaio come la freccia della riscossa manciniana, adesso è diventato l’ostacolo principale per l’acquisto dell?attesissimo Perisic. Lo svizzero è asserragliato, fermo sul no allo Schalke, nonostante il pressing di tutta la comunità nerazzurra. La sofferta convocazione per la tournée in Cina è l’emblema di un disagio di casa anche in altre società. Alla Roma le resistenze di Gervinho e Doumbia creano non pochi grattacapi a Sabatini, impegnato nella rincorsa a Salah e Dzeko. Così pure il Milan camuffa gli imbarazzi per Cerci e Nocerino, evidentemente poco congeniali al nuovo corso. Di loro si parla meno, ma non si sa per quanto

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