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  • venerdì 17 luglio 2015

James Holmes è stato giudicato colpevole per la strage di Aurora

Nel 2012 entrò in un cinema in Colorado e sparò sul pubblico, uccidendo 12 persone: ora la giuria deciderà la pena

(RJ Sangosti/The Denver Post via AP, Pool, File)

James Holmes, il ragazzo che il il 20 luglio 2012 entrò in un cinema di Aurora, in Colorado, e uccise 12 persone, è stato giudicato colpevole per tutti e 24 i capi d’accusa per omicidio a suo carico. Il processo a Holmes era iniziato il 27 aprile ad Aurora, in Colorado, ed è durato 11 settimane: per raggiungere la decisione di colpevolezza la giuria ha avuto bisogno di 13 ore di camera di consiglio. Per leggere tutte le sentenze per i diversi capi d’accusa, il giudice ha avuto bisogno di oltre un’ora. Mercoledì 22 luglio comincerà l’ultima fase del processo che porterà alla decisione della pena. Holmes aveva offerto di dichiararsi colpevole in cambio della rinuncia da parte dell’accusa a chiedere la pena di morte, ma la richiesta è stata rifiutata dal giudice.

Poco dopo la mezzanotte del 27 aprile del 2012 James Holmes, che aveva 24 anni, entrò in un cinema della città di Aurora durante la proiezione del film Il cavaliere oscuro – Il ritorno. Holmes era armato con fucili e pistole ed era vestito con una sorta di tenuta antisommossa: dopo aver gettato alcuni fumogeni cominciò a sparare sugli spettatori uccidendo 12 persone. Dopo l’attacco al cinema Holmes tornò nella sua macchina nel parcheggio, dove venne arrestato dalla polizia.

La giuria era composta da 9 donne e 3 uomini e si è espressa su tutti i 165 capi d’accusa formulati contro James Holmes: due imputazioni per omicidio di primo grado – omicidio premeditato – per ognuna delle 12 vittime; due imputazioni di tentato omicidio per ognuna delle 70 persone ferite durante l’attacco e un’imputazione per possesso di esplosivi (che la polizia trovò perquisendo il suo appartamento).

Il dibattimento del processo era finito martedì con le arringhe finali di accusa e difesa. La difesa non ha mai cercato di negare la responsabilità di Holmes per la strage, sostenendo invece che al momento degli omicidi non era in grado di intendere e di volere: «una malattia mentale ha causato la strage, solo una malattia mentale e null’altro», ha detto Dan King, difensore d’ufficio di Holmes, durante il processo. L’accusa, pur non negando la possibilità della malattia mentale, ha sempre sostenuto che Holmes era cosciente delle sue azioni mentre pianificava gli attacchi e che questa circostanza era provata dalla sua meticolosa scelta delle armi e dal fatto che aveva discusso e chiesto consigli per l’attacco su alcuni forum online. Due psichiatri scelti dalla corte per valutare Holmes hanno sostanzialmente dato ragione all’accusa, sostenendo che Holmes ha disturbi mentali ma non abbastanza gravi da impedirgli di capire cosa stava facendo.

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