Un bambino è morto nella stazione della metropolitana di Roma “Furio Camillo”

Secondo le prime ricostruzioni è caduto nel vano tra un ascensore bloccato e un secondo elevatore affiancato durante le operazioni di trasbordo

(Vincenzo Livieri - LaPresse)
(Vincenzo Livieri - LaPresse)

Un bambino di quattro anni è morto nella stazione della metropolitana Furio Camillo di Roma – linea A, zona Appio-Tuscolana – cadendo nella tromba di un ascensore. Secondo le prime ricostruzioni, la morte è avvenuta durante le operazioni di soccorso per far uscire lui e la madre, rimasti rinchiusi in un ascensore che si era bloccato. Sulla vicenda sono in corso le indagini dei carabinieri e la Procura ha aperto un’inchiesta. Tre persone sono state denunciate per concorso in omicidio colposo: un addetto Atac e due vigilanti. L’impianto dell’ascensore è stato squestrato e il materiale delle telecamere è stato messo a disposizione della magistratura.

Poco prima delle 17 il bambino, Marco, e sua madre, Francesca, erano rimasti chiusi nell’ascensore che avevano preso per scendere dalla strada ai binari. Non è ancora chiaro se sull’ascensore ci fossero solo loro due o anche altre persone. Quello che è sicuro è che l’ascensore si è bloccato e che, scrive Repubblica citando la ricostruzione dei carabinieri, sia stato suonato l’allarme. L’assessore alla Mobilità al comune di Roma, Guido Improta, ha spiegato che a quel punto «c’è stato un affiancamento con un altro ascensore, un trasbordo», e che c’è stato «un eccesso di generosità dell’agente di stazione che poi si è trasformato in una tragedia».

Nonostante quell’operazione non fosse di competenza di ATAC (l’azienda che a Roma gestisce metro e ferrovia) e che in caso di guasti agli ascensori sia previsto l’intervento dei tecnici abilitati alla manutenzione entro 30 minuti dalla segnalazione, un addetto ATAC e altro personale della stazione avrebbero deciso di intervenire prendendo il secondo ascensore, di fianco, e posizionandosi all’altezza di quello bloccato. A quel punto o rimuovendo i pannelli laterali o attraverso una botola, avrebbero tentato un trasbordo. Il bambino, durante l’operazione, è però caduto nel vano di 40 centimetri precipitando per circa 15 metri.

Poco dopo sono arrivati i soccorsi: i carabinieri, tre ambulanze e i vigili del fuoco. Un addetto del 118 ha detto che di aver recuperato il corpo del bambino, di aver provato a rianimarlo, ma che «non c’era già più niente da fare». L’assessore Improta ha fatto sapere che «la ditta di manutenzione Kone, a seguito di segnalazione, stava già intervenendo secondo i tempi contrattualmente previsti e cioè aveva assicurato l’intervento entro 30 minuti dalla segnalazione del guasto». Sul posto è arrivato anche il sindaco Ignazio Marino che è stato contestato da alcune persone. La fermata Furio Camillo è chiusa e dovrebbe riaprire sabato mattina. Per il giorno dei funerali del bambino, che non è stato ancora deciso, sarà indetto un lutto cittadino.