Vecchie estati italiane

Foto in bianco e nero di come passavamo le vacanze una volta: cioè più o meno come ora, negli stessi posti e con le stesse scocciature

Una ragazza si specchia mentre prende il sole su una barca a Portofino, 11 agosto 1949. (Keystone/Getty Images)

Code in autostrada, afa, città deserte, spiagge straripanti, bagagli accatastati sui treni e stranieri sorridenti in giro per le grandi città: le estati italiane sono tutto sommato sempre le stesse, perlomeno dalla fine della Seconda guerra mondiale in poi. Scorrere le vecchie foto in bianco e nero delle località turistiche in cui continuiamo ad andare è affascinante: ci sono Rapallo, Positano e la Grotta Azzurra di Capri, mentre ora come allora sui tram e nelle strade delle grandi città, da Milano a Torino, non c’è quasi nessuno. Chi non poteva andare al mare si organizzava con un picnic al parco, mentre in mancanza dell’aereo – troppo costoso – le famiglie immigrate dal Sud nei centri industriali nel Nord si preparavano ad affrontare lunghissimi viaggi in treno o in auto, con le valigie legate al tettuccio. E per finire: le Vespe, la-dolce-vita e i turisti americani, guardati sottecchi o squadrati apertamente dalla gente del posto.

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