I luoghi patrimonio dell’UNESCO in pericolo sono 46

Non c'è solo Palmira: il più vicino all’Italia è in Kosovo, poi ci sono la Città Vecchia di Gerusalemme e molte riserve naturali

Timbuktu, in Mali. (Jordi Cami/Cover/Getty Images)

L’UNESCO è un’agenzia delle Nazioni Unite che ha tra le sue principali funzioni la protezione di luoghi dal significativo valore storico, culturale e ambientale di tutto il mondo. Attualmente i siti UNESCO patrimonio dell’umanità sono più di mille e si trovano in 161 diverse nazioni: più di 700 sono siti culturali, 197 sono invece siti naturali, 31 sono sia culturali che naturali. L’UNESCO comunica ogni anno quali, tra questi oltre mille luoghi protetti, vanno considerati “a rischio”. Al momento sono 46: si trovano in 32 diverse nazioni e in ognuno dei cinque continenti. I motivi per cui questi siti patrimonio dell’UNESCO sono in pericolo sono molti e diversi, ma riconducibili a due cause principali: lo sviluppo industriale e le guerre. Due cause che, in certi luoghi, si sommano e concorrono a mettere a rischio monumenti, aree protette, intere città.

Tra i siti UNESCO in pericolo c’è Palmira, in Siria. Un sito archeologico di cui si è molto parlato negli ultimi giorni, dopo che è passato sotto il controllo dello Stato Islamico. Palmira è molto conosciuta per essere stata la capitale del Regno Indipendente di Palmira sotto il governo della regina Zenobia, l’unica vero personaggio femminile rilevante in una posizione di potere vera nella storia dell’Impero romano. Le rovine della città di Palmira non sono però gli unici siti siriani nella lista UNESCO dei luoghi in pericolo. Insieme a Palmira nella lista ci sono, dal 2013, altri cinque luoghi siriani: le città antiche di Bosra, Aleppo e Damasco, i villaggi del nord della Siria e il Krac des Cavalieri insieme con la Cittadella del Saladino (una fortezza militare e un castello).

Tra i luoghi UNESCO in pericolo ci sono anche dei siti europei: il porto mercantile di Liverpool, in Inghilterra, e i monumenti medievali del Kosovo: quattro edifici bizantino-romanici che fanno parte del patrimonio Unesco dal 2004 e sono considerati in pericolo dal 2006. Il sito che è da più tempo considerato in pericolo è invece la città vecchia di Gerusalemme: inserita nella lista nel 1981 e aggiunta alla lista dei siti a rischio nel 1982. Gli ultimi luoghi aggiunti alla lista UNESCO dei siti in pericolo sono tre: la riserva naturale Selous Game, in Tanzania; la Terra delle olive e del vino, a Battir, in Palestina, e la città di Potosí in Bolivia. Dalla lista è stato recentemente anche rimosso un luogo, considerato non più in pericolo: si tratta delle rovine di Kilwa Kisiwani e di Songo Mnara, in Tanzania.

Sul sito dell’UNESCO è disponibile una dettagliata lista dei luoghi in pericolo; l’Economist ha pubblicato una cartina interattiva che mostra le cause dell’iscrizioni dei 46 siti nella lista UNESCO dei luoghi in pericolo.

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