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  • sabato 23 maggio 2015

Il piano della Nuova Zelanda per salvare i kiwi

L'uccello simbolo del paese potrebbe rischiare l'estinzione, dice il governo, che ha stanziato 7,5 milioni di euro per la sua tutela

Foto: Michael Gottschalk/dapd

Giovedì 21 maggio è stato presentato il New Zealand Budget per il 2015, il documento compilato dal governo neozelandese che elenca le entrate e le uscite dello stato degli anni passati e quelle previste per gli anni a seguire. Una voce del documento che ha attirato molte attenzioni della stampa locale è stata quella relativa alla preservazione dei kiwi, gli uccelli simbolo della Nuova Zelanda: sono stati destinati a questo scopo 11,2 milioni di dollari neozelandesi – quasi 7,5 milioni di euro.

Maggie Barry, ministra per la Conservazione (cioè la responsabile del Department for Conservation, un ministero che si occupa di tutelare il patrimonio naturale e storico della Nuova Zelanda), ha spiegato che il piano di finanziamenti sarà distribuito nell’arco di quattro anni, e che «i kiwi sono conosciuti nel mondo come simbolo della Nuova Zelanda, sono famosi e preziosi taonga [termine maori che descrive una cosa di grande valore, ndr] e parte della nostra identità nazionale. Se non facciamo di più per fermare il loro declino, rischiamo di perdere per sempre i kiwi selvatici». Secondo il ministero della Conservazione il numero di kiwi selvatici si sta riducendo del 2 per cento ogni anno, e c’è la possibilità che i bambini di oggi facciano in tempo ad assistere alla loro estinzione.

I kiwi appartengono alla famiglia degli Apterigidi e all’ordine degli Struzioniformi: sono di colore solitamente marrone, e possono avere dimensioni che vanno dai 35 ai 65 centimetri. La loro caratteristica principale è di non sapere volare, avendo delle ali lunghe pochi centimetri, e nascoste sotto le piume. Hanno un becco lungo, sottile e ricurvo, e vivono solo in Nuova Zelanda (i cui abitanti sono chiamati proprio kiwis). Il programma approvato dal governo è l’esito di una collaborazione tra il ministero della Conservazione e l’organizzazione indipendente “Kiwis for Kiwi”; una delle principali cause della diminuzione dei kiwi è la presenza di predatori introdotti dall’uomo, come ermellini, donnole e furetti: parte degli 11,2 milioni di dollari neozelandesi saranno infatti spesi in trappole per questi animali. Saranno poi finanziati altri programmi di ricerca, di nutrizione e di monitoraggio dei kiwi, e di controllo dei predatori, e saranno migliorati i programmi di tutela già esistenti.

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