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  • Mercoledì 18 marzo 2015

Chris Borland, il giocatore di football americano che si è ritirato a 24 anni

Non perché non era bravo e nemmeno per un infortunio, ma per evitare le conseguenze dei molti colpi alla testa subiti dagli atleti

EAST RUTHERFORD, NJ - NOVEMBER 16: Chris Borland #50 of the San Francisco 49ers celebrates after a tackle against the New York Giants in the fourth quarter at MetLife Stadium on November 16, 2014 in East Rutherford, New Jersey. (Photo by Al Bello/Getty Images)
EAST RUTHERFORD, NJ - NOVEMBER 16: Chris Borland #50 of the San Francisco 49ers celebrates after a tackle against the New York Giants in the fourth quarter at MetLife Stadium on November 16, 2014 in East Rutherford, New Jersey. (Photo by Al Bello/Getty Images)

Chris Borland, giocatore di football americano dei San Francisco 49ers, ha deciso di ritirarsi. La notizia era molto inaspettata perché Borland ha solo 24 anni ed era stato uno dei migliori esordienti della scorsa stagione della lega professionistica nordamericana National Football League (NFL). E poi perché, come ha spiegato lunedì durante un’intervista a ESPN, il motivo del ritiro è la sua preoccupazione per effetti a lungo termine delle ripetute botte alla testa che subiscono gli atleti che praticano il football americano.

Borland è il primo giocatore importante a ritirarsi nella sua prima stagione per questo motivo. Ha detto di aver avvisato i San Francisco 49ers venerdì 13 marzo, dopo essersi consultato con la sua famiglia, con altri giocatori di football americano e con specialisti in traumi e commozioni cerebrali. Da anni negli Stati Uniti si discute delle conseguenze sulla salute del football americano, uno degli sport più popolari e praticati del paese – nonché uno dei più violenti – e in particolare delle ricadute neurologiche sugli atleti professionisti dovute alle frequenti commozioni cerebrali, uno degli infortuni più comuni. Circolano ormai da anni molte storie di ex giocatori affetti da demenza e vari problemi, conseguenze dei molti urti alla testa. Nel football, infatti, più di metà della squadra titolare (si gioca in 11) ha il compito di bloccare gli avversari e favorire la circolazione della palla: e sono molto frequenti blocchi, scontri e collisioni nei quali si utilizza praticamente ogni parte del corpo (qui una piccola guida alle regole del gioco).

Borland, nato a Kettering in Ohio, ha avuto un fantastico primo anno nella NFL: è stato scelto due volte come miglior esordiente della settimana (ogni settimana viene fatta una classifica apposita sul sito della NFL), è stato il miglior difensore esordiente del mese di novembre e guadagnava l’equivalente di circa 400mila euro all’anno più 145mila euro di premi. Non è il solo giocatore relativamente giovane a essersi ritirato nell’ultimo periodo, altri tre giocatori hanno fatto lo stesso per vari motivi: il difensore Cortland Finnegan, 31 anni, dei Miami Dolphins; il quarterback Jake Locker, 26 anni, dei Tennessee Titans; e il difensore Jason Worilds, 27 anni, dei Pittsburgh Steelers.

Durante l’intervista Borland ha detto: «Voglio davvero soltanto fare quello che è meglio per la mia salute. Dalle informazioni che ho trovato e dalla mia esperienza non credo valga la pena correre il rischio. Mi sembra di essere “sveglio” come sempre, con questa decisione voglio essere proattivo: sono preoccupato che quando avvertirò i primi sintomi sarà troppo tardi. Ci sono molte cose sconosciute, non posso sapere che qualcosa succederà. Voglio soltanto vivere una vita lunga e sana e non voglio avere malattie mentali o morire più giovane di quanto sarebbe stato diversamente».

Il direttore generale dei San Francisco 49ers, Trent Baalke, ha detto: «Sebbene inaspettata, rispettiamo certamente la decisione di Chris. Parlandogli, è evidente che ha pensato a lungo prima di prendere questa decisione. È stato un professionista dal primo giorno e un membro rispettato della squadra e della nostra comunità». Martedì 17 marzo anche un rappresentante della NFL ha fatto sapere che la lega rispetta la decisione di Borland, dicendo che «giocare a qualsiasi sport è una decisione personale» ma precisando che «sta crescendo tra noi una cultura della sicurezza. Tutte le persone coinvolte nel nostro sport sanno che dobbiamo continuare a lavorare e che la sicurezza dei giocatori sarà sempre al primo posto».

Alcuni giocatori ed ex giocatori di football hanno commentato su Twitter la decisione di Borland: molti lo hanno appoggiato, quasi tutti hanno detto di rispettarlo anche se qualcuno non condivide la sua scelta. Per esempio Bobby Wagner, linebacker dei Seattle Seahawks, ha scritto: «Nessuna offesa per nessuno ma io giocherò finché non lo potrò più fare. Amo troppo questo gioco». Chris Long, difensore dei St. Louis Rams, ha invece scritto: «Wow. Amavo il modo di giocare di Chris Borland ma non posso fargli una colpa per aver mollato. Le sue preoccupazioni sono reali. Comunque bisogna essere un vero uomo per fare come lui». Donté Stallworth, ricevitore che ha giocato per molte squadre (come i Philadelphia Eagles e i New England Patriots) ha invece commentato così: «È veramente difficile pensare a come potrebbe essere la tua vita a cinquant’anni mentre stai vivendo il tuo sogno di giocare nella NFL a vent’anni».