La Camera ha approvato le riforme costituzionali

I voti favorevoli sono stati 357, i contrari 125: la legge torna ora al Senato

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
09-03-2015 Roma
Politica
Camera dei Deputati - ddl Riforme
Nella foto Jole Santelli, Daniela Santanchè, Gabriella Giammanco, Micaela Biancofiore

Photo Roberto Monaldo / LaPresse
09-03-2015 Rome (Italy)
Chamber of Deputies - Constitutional Reforms 
In the photo Jole Santelli, Daniela Santanchè, Gabriella Giammanco, Micaela Biancofiore
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 09-03-2015 Roma Politica Camera dei Deputati - ddl Riforme Nella foto Jole Santelli, Daniela Santanchè, Gabriella Giammanco, Micaela Biancofiore Photo Roberto Monaldo / LaPresse 09-03-2015 Rome (Italy) Chamber of Deputies - Constitutional Reforms In the photo Jole Santelli, Daniela Santanchè, Gabriella Giammanco, Micaela Biancofiore

Aggiornamento delle ore 13.00 – La Camera ha approvato il DDl Boschi sulle riforme costituzionali con 357 sì e 125 no.

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Martedì 10 marzo alla Camera, dopo le dichiarazioni di voto, si voterà intorno alle ore 12 il disegno di legge sulle riforme costituzionali che prevede tra le altre cose la trasformazione del Senato in un’assemblea non elettiva e la revisione del titolo V della Costituzione, con la riduzione dei poteri delle regioni. Quella di oggi non sarà comunque un’approvazione definitiva: poiché il testo su cui si esprimerà la Camera è diverso da quello già approvato al Senato lo scorso agosto, la riforma dovrà tornare al Senato. Se il Senato darà voto favorevole allo stesso testo, si passerà alla seconda lettura che dovrà avvenire sia alla Camera sia al Senato. Se a quel punto la riforma non verrà approvata con una maggioranza di almeno due terzi, potrà essere sottoposta a un referendum costituzionale senza quorum: se cioè al referendum la maggioranza più uno dei votanti non confermerà le riforme, queste non entreranno in vigore.

Il percorso del DDL è stato finora piuttosto complicato. Lunedì Silvio Berlusconi ha fatto sapere che Forza Italia non voterà a favore della riforma che ha contribuito a scrivere e costruire e oggi il capogruppo Renato Brunetta ha confermato la decisione. Alla riunione di gruppo convocata da Forza Italia, però, si sono presentati 30 deputati su 70; Gianfranco Rotondi ha già annunciato che voterà a favore, Repubblica scrive che «è probabile che una ventina di dissidenti faranno altrettanto». La Lega e SEL saranno presenti in aula e voteranno no; i deputati del M5S invece usciranno dall’aula. Non è chiaro cosa faranno le minoranze del PD. Pippo Civati ha scritto sul suo blog: «Come hanno fatto Chiti e Tocci al Senato, così voterò anche io alla Camera. Non darò il mio voto alla riforma costituzionale. Lo faccio in ragione di una posizione ‘di merito’ che accompagna le mie azioni dal gennaio del 2013». Posizioni analoghe hanno espresso anche Luca Pastorino, Stefano Fassina e Francesco Boccia. I deputati legati a Pier Luigi Bersani, dopo aver criticato apertamente la riforma, hanno deciso che voteranno comunque a favore. Sulla carta la maggioranza conta su 389 voti: salvo sorprese il DDL dovrebbe dunque essere approvato.

foto: le deputate di Forza Italia Jole Santelli, Daniela Santanchè, Gabriella Giammanco, Micaela Biancofiore il 9 marzo 2015.(Roberto Monaldo / LaPresse)